Giappone, il premier Ishiba si dimette: “Dopo accordo sui dazi con Usa, è il momento opportuno”
di Natasha Caragnano"Ho deciso di dimettermi dalla carica di presidente del Partito Liberal Democratico", dopo mesi di indiscrezioni sui media locali, Shigeru Ishiba ha ufficialmente annunciato che lascerà la guida dell’Ldp — il Partito Liberal-Democratico, quasi ininterrottamente al potere dal 1950 — e, di conseguenza, anche l’incarico di primo ministro. “È arrivato il momento giusto perché i negoziati sui dazi Usa sono giunti al termine”, ha detto in diretta televisiva con la voce tradita dall’emozione secondo l’Asahi Shimbun.
Fino a ieri, aveva respinto le richieste di dimissioni dopo la sconfitta elettorale di luglio, quando la coalizione tra Ldp e il partner Komeito non è riuscita a mantenere la maggioranza nella Camera alta del Parlamento a causa anche della della crescente popolarità dei nuovi partiti politici di destra. Si era invece concentrato sulla definizione dei dettagli di un accordo commerciale con gli Stati Uniti che ha portato alla riduzione delle tariffe sulle auto giapponesi dal 27,5%…
"Ho deciso di dimettermi dalla carica di presidente del Partito Liberal Democratico", dopo mesi di indiscrezioni sui media locali, Shigeru Ishiba ha ufficialmente annunciato che lascerà la guida dell’Ldp — il Partito Liberal-Democratico, quasi ininterrottamente al potere dal 1950 — e, di conseguenza, anche l’incarico di primo ministro. “È arrivato il momento giusto perché i negoziati sui dazi Usa sono giunti al termine”, ha detto in diretta televisiva con la voce tradita dall’emozione secondo l’Asahi Shimbun.
Fino a ieri, aveva respinto le richieste di dimissioni dopo la sconfitta elettorale di luglio, quando la coalizione tra Ldp e il partner Komeito non è riuscita a mantenere la maggioranza nella Camera alta del Parlamento a causa anche della della crescente popolarità dei nuovi partiti politici di destra. Si era invece concentrato sulla definizione dei dettagli di un accordo commerciale con gli Stati Uniti che ha portato alla riduzione delle tariffe sulle auto giapponesi dal 27,5% al 15%. Le prime indiscrezioni su un suo passo indietro erano già circolate a metà luglio, ma Ishiba aveva più volte ribadito l’importanza di non lasciare un vuoto politico così grande in un momento delicato per l’economia del Paese. Adesso che è stato trovato un accordo,però, per Ishiba è arrivato il momento di farsi da parte “e lasciare il posto alla prossima generazione”.
In una riunione convocata per domani, la Ldp avrebbe dovuto decidere su eventuali elezioni anticipate per la leadership e su una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Ora, però, l’ex primo ministro ha incaricato il segretario generale del partito, Moriyama Hiroshi, di attuare le procedure per le elezioni presidenziali in base alle regole del partito. E ha confermato che lui non si candiderà, ma che continuerà a svolgere i suoi dovere fino alla nuova elezioni.
Shigeru Ishiba aveva preso le redini del partito di governo giapponese al suo quinto tentativo nel settembre 2024, dopo le dimissioni dell’allora primo ministro Fumio Kishida, diventando così di fatto anche capo del governo. Aveva promesso di risollevare il partito dagli scandali e di far sorridere di nuovo il Giappone. Ex ministro della Difesa e dell’Agricoltura, Shigeru Ishiba aveva saputo conquistare inizialmente il pubblico: esperto di questioni militari, non nascondeva la sua passione per sigarette e treni, per gli idoli pop degli anni ’70 e per il modellismo.
Ma la sua popolarità è presto precipitata. Un sondaggio della Nhk, pubblicato a inizio giugno, mostrava che solo il 39% dei giapponesi approvava l’operato del governo. A gravare su di lui l’impennata inflazionistica e il raddoppio dei prezzi del riso, che hanno spinto soprattutto i più giovani a cercare fiducia nei partiti di destra.
Dopo l’accordo commerciale con gli Stati Uniti, era aumentata tra i giapponesi l’approvazione dell’operato di Ishiba: a fine agosto aveva raggiunto il 39% di opinioni favorevoli, un aumento record di 17 punti rispetto a luglio, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Yomiuri.
Un accordo che, però, è arrivato dopo un lungo periodo di stallo nelle trattative commerciali con Donald Trump, che aveva fatto temere l’assenza di qualsiasi compromesso. E sul fronte interno, il leader ha visto il sostegno al suo governo erodersi. Con l’Ldp e il Komeito ora costretti a contare sul sostegno dell’opposizione per restare al governo, le dimissioni di Ishiba aprono la strada a rivali come il falco nazionalista Sanae Takaichi, pronta a rilanciare le proprire ambizioni per la guida del Paese del Sol Levante e a essere nominata la prima donna premier del Giappone.
Si apre ora la corsa interna al partito per scegliere un nuovo leader, verranno presentate le candidature (e Takaichi molto probabilmente si ricandiderà), e successivamente verrà convocata una sessione parlamentare per scegliere un nuovo primo ministro. "Sono sempre più preoccupato che se il Partito Liberal Democratico perdesse la fiducia del pubblico, la politica giapponese sprofonderebbe in un facile populismo", è stato il monito di Ishiba per il suo successore.