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Londra, quasi 900 arresti per “sostegno al terrorismo” nelle proteste per Palestine Action

Londra, quasi 900 arresti per “sostegno al terrorismo” nelle proteste per Palestine Action
(afp)

Per la maggior parte sono anziani pensionati, molti sono già stati rilasciati. Il gruppo è stato classificato come organizzazione terroristica dal governo britannico. Da quando è stato introdotto il bando, ci sono state diverse manifestazioni di solidarietà

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LONDRA – La decisione di classificare come organizzazione terroristica Palestine Action, un gruppo che si batte per attive proteste in difesa dei diritti dei palestinesi, si sta rivelando sempre più difficile da fare rispettare per il governo britannico. A una manifestazione di solidarietà con il movimento in questione, che si è svolta sabato a Londra, la polizia ha arrestato quasi 900 persone per “sostegno al terrorismo”: anche se sono stati tutti rilasciati poco dopo, le forze dell’ordine hanno dovuto distogliere tempo ed energie da altri compiti. Molti degli arrestati sono anziani pensionati. Essere membri o dare sostegno a un gruppo terroristico comporta una pena massima di 14 anni di carcere.

La polizia specifica che alcuni degli arresti sono avvenuti quando la manifestazione ha assunto toni “violenti”, precisando però che questi ultimi sono stati 17 sul totale degli arrestati. Per la maggior parte i dimostranti sono rimasti pacifici: la ragione dell’arresto è stata gridare slogan o esibire cartelli di appoggio a un gruppo “messo al bando dalla legge”.

Palestine Action era stata bandita in base alla legislazione contro il terrorismo nel luglio scorso, dopo che alcuni suoi membri sono penetrati illegalmente in una base della Royal Air Force (Raf), l’aviazione militare britannica, dove hanno danneggiato due aerei imbrattandoli di vernice rossa. L’azione era stata presentata come una protesta contro la guerra di Gaza, con particolare riferimento agli armamenti che il Regno Unito continua a fornire a Israele: meno dell’1 per cento degli aiuti militari ricevuti dal governo di Gerusalemme, ma gli attivisti pro-palestinesi chiedono a Downing Street di sospenderli in risposta alle decine di migliaia di civili uccisi nel conflitto.

Da quando è stato introdotto il bando, ci sono state altre manifestazioni di solidarietà a Palestine Action, risultando in arresti, ma quello di sabato è il maggior numero di persone arrestate in una singola manifestazione. L’associazione Defend Our Jury, promotrice della protesta, afferma che “il bando è impossibile da fare rispettare e risulta in uno spreco di energie da parte della forza pubblica”, accusando la polizia di avere “aggredito violentemente dei pacifici dimostranti, per lo più anziani, nel tentativo di arrestare un migliaio di persone il cui unico reato era esibire dei cartelli”.

Claire Smart, vicecapo della Metropolitan Police, replica che la violenza incontrata dagli agenti era “coordinata e portata avanti da giovani con il volto coperto da maschere con l’intento di creare il maggior disordine possibile”. Yvette Cooper, ministra degli Interni fino al rimpasto governativo di questo fine settimana, afferma che i sostenitori di Palestine Action, “non conoscono la vera natura di questo gruppo”. I leader di Palestine Action hanno presentato ricorso contro il provvedimento che li identifica come organizzazione terrorista.

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