Cernobbio – Chemi J. Peres è il figlio del presidente laburista Shimon Peres, premio Nobel per la pace nel 1994 per lo sforzo diplomatico che portò alla firma degli accordi di Oslo. Il manager israeliano, fondatore di un gruppo d’investimento, è a Cernobbio per partecipare alla Peres Heritage Iniziative, un premio dedicato al padre che al forum Ambrosetti fu presenza fissa per vent’anni.
Settecento giorni di guerra, i sondaggi mostrano che la maggioranza degli israeliani vorrebbe un accordo con Hamas che porti alla fine della guerra e alla liberazione degli ostaggi. Perché il governo va avanti con il piano di occupazione di Gaza City?
«Sono d’accordo. Hamas è stata colpita in maniera significativa e continuare in una guerra infinita non avrebbe senso»
Quindi il governo dovrebbe concludere subito le operazioni militari anziché estenderle?
«Non è così semplice purtroppo. Il problema è che, per liberare gli ostaggi, uno dei motivi del conflitto, Hamas vuole il ritiro dell’Idf in modo da …
Cernobbio – Chemi J. Peres è il figlio del presidente laburista Shimon Peres, premio Nobel per la pace nel 1994 per lo sforzo diplomatico che portò alla firma degli accordi di Oslo. Il manager israeliano, fondatore di un gruppo d’investimento, è a Cernobbio per partecipare alla Peres Heritage Iniziative, un premio dedicato al padre che al forum Ambrosetti fu presenza fissa per vent’anni.
Settecento giorni di guerra, i sondaggi mostrano che la maggioranza degli israeliani vorrebbe un accordo con Hamas che porti alla fine della guerra e alla liberazione degli ostaggi. Perché il governo va avanti con il piano di occupazione di Gaza City?
«Sono d’accordo. Hamas è stata colpita in maniera significativa e continuare in una guerra infinita non avrebbe senso»
Quindi il governo dovrebbe concludere subito le operazioni militari anziché estenderle?
«Non è così semplice purtroppo. Il problema è che, per liberare gli ostaggi, uno dei motivi del conflitto, Hamas vuole il ritiro dell’Idf in modo da continuare a governare Gaza. Ma la fine del regime di Hamas era l’altra ragione per cui Israele è scesa in guerra. Finché continueranno a governare Gaza ci sarà sempre una minaccia mortale su Israele e la possibilità di un altro 7 ottobre».
A noi europei sembra che la maggioranza degli israeliani non riesca proprio a vedere il dolore causato alla popolazione civile a Gaza. Come è possibile?
«Ogni israeliano che conosco è contrario a causare danni collaterali, è contrario all’uccisione dei civili, contro ogni atrocità. Non siamo assassini, siamo persone che vogliono vivere fianco a fianco con i nostri vicini».
La realtà a Gaza dice il contrario...
«Rispondo con la storia: noi abbiamo siglato accordi di pace con la Giordania e l’Egitto, ci siamo ritirati dal Sinai, abbiamo evacuato i coloni a Gaza, firmato gli accordi di Oslo e gli accordi di Abramo. Il problema è che non possiamo più convivere con i terroristi e il mondo si dovrebbe unire a noi in questa guerra al terrore invece di andarci contro».
Non pensate che il mondo vi va contro perché il costo umano di questa “guerra al terrore” è diventato insopportabile?
«Anche per questo dobbiamo terminare questa guerra, perché capiamo che Hamas sta usando la società civile come uno scudo e questo comporta danni collaterali. Non li vorremmo vedere, nessuno vorrebbe queste uccisioni di civili innocenti, ma la colpa non è di Israele, è di Hamas. E ci stanno facendo rivoltare il mondo contro».
Ci stanno riuscendo, si è chiesto il perché?
«Sì, hanno successo perché non capite che Israele sta combattendo una guerra giusta. Siamo stati attaccati brutalmente da Hamas, nessun Paese al mondo tollererebbe un gruppo terrorista ai propri confini che uccide i propri cittadini. Cosa farebbe se l’Italia fosse attaccata?».
Ci sono ministri che parlano di annettere la Cisgiordania, cosa ne pensa?
«Uno dei problemi di Israele è che abbiamo ministri irresponsabili che stanno facendo grandi danni».
I coloni in Cisgiordania sono scatenati e violenti. Puntano alla pulizia etnica?
«Ci sono gruppi di estremisti che vogliono colonizzare la West bank e “liberare” il Paese, ma non succederà».
Questo governo di estrema destra sta tradendo l’eredita politica di suo padre?
«Per come la vedo io è un accidente politico temporaneo che spero finisca il prossimo anno. Spero sia sostituito da un governo di unità nazionale».
Dopo tutte queste atrocità la coesistenza tra voi e i palestinesi è ancora possibile?
«Penso sia inevitabile, anche perché l’alternativa non è sostenibile. Non possiamo combatterci per decenni, dobbiamo trovare una soluzione. Ma devono accettare l’esistenza di Israele».