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Zelensky: “Io invitato a Mosca? Putin prende in giro gli Usa”

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Il presidente ucraino: “Venga lui a Kiev”. La portavoce di Lavrov: “Gli europei sono solo dei nani”
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Kiev – Andare a Mosca da Putin? «Può venire lui a Kiev», dice Volodymyr Zelensky ricambiando la (s)cortesia per l’ospite. Il presidente russo gli ha offerto il più improbabile degli inviti: a casa propria, se ci tiene a incontrarlo. Anche se vedersi di persona può essere «insensato», avverte insinuando la presunta illegittimità di Zelensky per mancate elezioni. «Serve un referendum», dice Putin, ma un incontro si può fare se «ben preparato, e se portasse a risultati positivi». Questo, dice, gli ha chiesto il presidente Trump.

«Non posso andare a Mosca mentre il mio Paese è sotto i missili, ogni giorno sotto attacco. Non posso recarmi nella capitale di questo terrorista», replica il presidente ucraino in un’intervista alla Abc americana. Per questo, dice, Putin lo ha invitato: «Si prende gioco degli Stati Uniti. Se una persona non vuole un incontro durante la guerra, ovviamente può proporre qualcosa di inaccettabile». È pronto a incontrare Putin «in qualsiasi formato», dice, non certo …

Kiev – Andare a Mosca da Putin? «Può venire lui a Kiev», dice Volodymyr Zelensky ricambiando la (s)cortesia per l’ospite. Il presidente russo gli ha offerto il più improbabile degli inviti: a casa propria, se ci tiene a incontrarlo. Anche se vedersi di persona può essere «insensato», avverte insinuando la presunta illegittimità di Zelensky per mancate elezioni. «Serve un referendum», dice Putin, ma un incontro si può fare se «ben preparato, e se portasse a risultati positivi». Questo, dice, gli ha chiesto il presidente Trump.

«Non posso andare a Mosca mentre il mio Paese è sotto i missili, ogni giorno sotto attacco. Non posso recarmi nella capitale di questo terrorista», replica il presidente ucraino in un’intervista alla Abc americana. Per questo, dice, Putin lo ha invitato: «Si prende gioco degli Stati Uniti. Se una persona non vuole un incontro durante la guerra, ovviamente può proporre qualcosa di inaccettabile». È pronto a incontrare Putin «in qualsiasi formato», dice, non certo in un bilaterale a casa di chi tentò di ucciderlo a febbraio del 2022.

Questo è il clima, in attesa della prossima mossa sulla scacchiera negoziale. «La Russia — dice Zelensky — prolunga la guerra e cerca di trasformare la diplomazia in una farsa. Dobbiamo rispondere con unità agli attentati e alle distruzioni, al disprezzo per gli sforzi diplomatici e per un dialogo civile. Trump ha ragione: servono sanzioni efficaci su petrolio e gas russo per rimettere in carreggiata la diplomazia. Dobbiamo rafforzare la pressione».

Si mostrano i muscoli in un’arena sempre più complessa, e con una variabile imprevedibile: il ciclone Trump. Anche lui ha pensato a un invito a casa propria, per il G20 del 14 e 15 settembre. Ma davvero a casa sua: nel resort del suo golf club di Doral, 600 stanze e 27 suite a Miami. «Mi piacerebbe venissero» anche Putin e Xi Jinping, magari come «osservatori», dice. Anche se del G20 fanno parte a pieno titolo, Putin non ha più partecipato dall’invasione, e violerebbe nuovamente l’ordine di arresto della Cpi di cui gli Usa non fanno parte ma molti ospiti sì.

Un teatro dell’assurdo di cui gli europei sono ai margini, e la portavoce del ministero degli Esteri Zakharova li sfotte: «Sono gnomi mutanti». Nella fiaba proteggono Biancaneve, ma quelli «presenti all’incontro con Trump erano nani di un’altra storia. Di un sistema spinto persino verso un attentato contro il presidente Usa. Non hanno mai rinunciato alle loro posizioni ultraliberali, lo hanno deriso e continuano a non ascoltarlo». Ma guai a perdere il vantaggio di peso economico, tecnologia e popolazione che abbiamo», ammonisce il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis: «Dobbiamo fornire tutto il supporto all’Ucraina, le ambizioni espansionistiche della Russia si estendono oltre Kiev. Dobbiamo ricostruire le capacità difensive sviluppando l’industria della difesa con investimenti massicci e costanti».

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