Kiev – Non è stato un drone abbattuto dalla contraerea a finire sul palazzo del governo di Kiev: è stato un missile Iskander «con una testata da 450 chili» che «miracolosamente non è esplosa», dicono gli ucraini. Sarà un’inchiesta tecnica a stabilire il tipo esatto di missile, ma secondo il ministero dell’Interno «molto probabilmente si trattava di un missile da crociera. Era diretto specificamente al quartiere governativo».
La prima ministra Yulia Sviridenko e due ministri hanno accompagnato le delegazioni diplomatiche straniere — tra cui quella italiana — a visitare la sede del potere esecutivo ucraino colpita nell’attacco brutale di sabato notte lanciato dai russi su tutta l’Ucraina, e in particolare su Kiev. «L’ho visto con i miei occhi — ha scritto su Facebook l’ambasciatrice europea Katarina Mathernova, che faceva parte della delegazione — Putin sa esattamente cosa sta facendo. Il missile balistico Iskander che ha colpito il palazzo del Consiglio dei ministri era diretto proprio…
Kiev – Non è stato un drone abbattuto dalla contraerea a finire sul palazzo del governo di Kiev: è stato un missile Iskander «con una testata da 450 chili» che «miracolosamente non è esplosa», dicono gli ucraini. Sarà un’inchiesta tecnica a stabilire il tipo esatto di missile, ma secondo il ministero dell’Interno «molto probabilmente si trattava di un missile da crociera. Era diretto specificamente al quartiere governativo».
La prima ministra Yulia Sviridenko e due ministri hanno accompagnato le delegazioni diplomatiche straniere — tra cui quella italiana — a visitare la sede del potere esecutivo ucraino colpita nell’attacco brutale di sabato notte lanciato dai russi su tutta l’Ucraina, e in particolare su Kiev. «L’ho visto con i miei occhi — ha scritto su Facebook l’ambasciatrice europea Katarina Mathernova, che faceva parte della delegazione — Putin sa esattamente cosa sta facendo. Il missile balistico Iskander che ha colpito il palazzo del Consiglio dei ministri era diretto proprio lì: al cuore del governo ucraino».
Anche la sede della delegazione diplomatica europea a Kiev, guidata proprio dall’ambasciatrice Mathernova, è stata colpita dieci giorni fa dalle schegge della bomba a grappolo sganciata da un missile nel centro di Kiev, esplosa in aria devastando il British Council. E pezzetti di metallo delle bombe a grappolo, dice, sono stati trovati anche nei rottami del missile che la premier ha mostrato alla delegazione.
Secondo la rivista Defense Express, che cita fonti proprie, è stato un missile da crociera 9M727, cioè un tipo di Iskander-K, a colpire la sede di una più alte istituzioni ucraine. La testata non è esplosa: l’incendio è stato provocato dal propellente. È un tipo di missile che era stato lanciato nel 2023 nell’attacco al teatro di Chernihiv, ma i russi non lo usano comunemente a Kiev. «È solo perché il razzo non è esploso completamente che l’intero edificio non è stato distrutto. E l’incendio è stato circoscritto a tre piani prima che potesse avvolgere l’intero edificio», scrive Mathernova chiedendo agli alleati di proteggere i cieli ucraini.
In base alle prime indagini, Mosca avrebbe dunque ordito un attacco deliberato al governo di Kiev, che ha più volte ribadito di considerare illegittimo. Un attacco sabato notte, non durante i lavori dei ministri, con l’evidente intento di essere simbolico. Forse la mancata esplosione non è un miracolo, ma un elemento pianificato per lanciare un avvertimento: la Russia è pronta ad alzare il tiro, varcando la soglia che in tre anni e mezzo non aveva mai superato per sovvertire l’ordine democratico ucraino se non accetterà un accordo alle sue condizioni.
«Questa mattina ho visitato il gabinetto dei ministri a Kiev — scrive l’ambasciatrice europea nel lungo post su Facebook in cui condivide le foto del disastro — è un luogo che visito spesso per incontri con molti membri del governo ucraino. Abbiamo attraversato ciò che rimaneva di diversi piani di un edificio governativo chiave. Un denso odore di fumo aleggiava ancora nell’aria. Ci sono stati mostrati resti considerevoli del missile vero e proprio. E una moltitudine di schegge provenienti dalle munizioni a grappolo incorporate nell’Iskander».
Per Kiev è «una battaglia esistenziale — continua l’ambasciatrice Mathernova — la cui prova è proprio di fronte a noi: Putin sta deliberatamente prendendo di mira le ancore di salvezza del Paese: il suo governo, la sua energia, il suo popolo. Questo è il momento per gli alleati di farsi avanti, di aumentare massicciamente la pressione sulla Russia» per non «incoraggiare la follia omicida del Cremlino».