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Usa, un nuovo Kennedy per i democratici: Jack Schlossberg, 32 anni, vuole candidarsi al Congresso

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L’unico nipote diretto di Jfk, figlio di Caroline, aspira a riscattare il nome della famiglia, “infangato” dal cugino ministro, il no vax Robert. Molto popolare su Instagram, gli viene però rimproverata la mancanza di esperienza politica
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C’è un nuovo Kennedy che aspira a scendere nell’arena politica americana, pronto a candidarsi per il seggio al Congresso che il deputato Jerry Nadler si prepara a lasciare vacante a New York dopo 18 mandati. Una sfida affrontata con la dichiarata volontà di riscattare il nome della famiglia, infangato (almeno secondo buona parte del clan di Camelot) dalla svolta a destra dell’attuale segretario alla Salute Bobby Jr., il No vax che promuove metodi pseudoscientifici e sta lentamente smontando il sistema sanitario americano.

John Bouvier Kennedy Schlossberg, detto Jack, ha 32 anni ed è l’unico nipote diretto del John Fitzgerald assassinato a Dallas nel 1963. È infatti figlio di quella Caroline, appunto primogenita di Jfk e Jackie Bouvier, che di recente ha rivestito i ruoli di ambasciatrice in Giappone (nominata da Barack Obama) e poi in Australia (scelta da Joe Biden) i cui fratelli sono morti tragicamente. Suo padre è invece Edwin Schlossberg, designer, produttore e noto artista m…

C’è un nuovo Kennedy che aspira a scendere nell’arena politica americana, pronto a candidarsi per il seggio al Congresso che il deputato Jerry Nadler si prepara a lasciare vacante a New York dopo 18 mandati. Una sfida affrontata con la dichiarata volontà di riscattare il nome della famiglia, infangato (almeno secondo buona parte del clan di Camelot) dalla svolta a destra dell’attuale segretario alla Salute Bobby Jr., il No vax che promuove metodi pseudoscientifici e sta lentamente smontando il sistema sanitario americano.

John Bouvier Kennedy Schlossberg, detto Jack, ha 32 anni ed è l’unico nipote diretto del John Fitzgerald assassinato a Dallas nel 1963. È infatti figlio di quella Caroline, appunto primogenita di Jfk e Jackie Bouvier, che di recente ha rivestito i ruoli di ambasciatrice in Giappone (nominata da Barack Obama) e poi in Australia (scelta da Joe Biden) i cui fratelli sono morti tragicamente. Suo padre è invece Edwin Schlossberg, designer, produttore e noto artista multimediale.

Bello come lo zio John John, cui somiglia incredibilmente, Jack è nato e cresciuto nell’ambiente liberal di New York, ha studiato a Yale e Harvard e finora si è fatto notare soprattutto come sorta d’influencer politico che conta un milione di followers su Instagram (dove il suo nickname è @Jackuno) grazie a suoi video ironici e affilati molto amati dai giovani dem. Aspirante scrittore che attualmente conduce un programma di commenti politici su YouTube, è stato corrispondente di Vogue durante la campagna elettorale dell’anno scorso e ha fatto più volte notizia per il sostegno pubblico a Kamala Harris – è intervenuto pure alla Convention democratica di Chicago – gli attacchi a Bobby Jr. (compreso un meme dove parafrasa una celebre frase di nonno Jfk appunto per bastonare il cugino ministro: “Non chiedetevi cosa il Paese può fare per voi, ma chiedetevi quale c... di problema ha mio nipote”) e la difesa a spada tratta del nome di famiglia che ora i repubblicani vogliono cancellare perfino da quel tempio della cultura che è il John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington.

Per ora, la scommessa sulle elezioni di MidTerm 2026 è solo aspirazionale. Jack ha annunciato domenica, con un breve post su X, di aver formato un comitato esplorativo per capire se ci sono i presupposti per la sua potenziale candidatura nel 12° distretto di New York City: quello che va da Midtown a Uptown Manhattan, dove Nadler è stato eletto per la prima volta 33 anni fa, nel 1992. Un seggio già parecchio ambito: ad annunciare di volerselo accaparrare ci sono infatti l’attivista Liam Elkind – dell’organizzazione non-profit Invisible Hands Deliver che consegna aiuti e medicine a famiglie in difficoltà – e il deputato al parlamento locale Micah Lasher. Altri potrebbero aggiungersi.

Nonostante il cognome, la strada, per Schlossberg, non è per niente spianata: a liquidarne le aspirazioni come “poco serie” è stato infatti lo stesso Nadler, che sui newyorchesi conserva grande influenza: «Non c'è niente di particolarmente buono o cattivo nel fatto che un Kennedy voglia occupare il mio posto, se non fosse che il Kennedy in questione non ha alcun curriculum di servizio pubblico», ha infatti detto di lui alla Cnn.

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