Droni russi sulla Polonia, Varsavia invoca l’articolo 4 della Nato: che cosa è e come funziona
di Enrico FranceschiniLONDRA – L’articolo 4 della Nato, invocato dalla Polonia dopo l’attacco di droni russi sul suo territorio, è un passo verso la possibile invocazione dell’articolo 5: quello che considera ogni attacco contro un Paese dell’Alleanza Atlantica come un attacco contro tutti i suoi membri, facendo scattare il meccanismo di una reazione militare collettiva contro l’aggressore. In tal senso gli articoli 4 e 5 sono il pilastro della Nato, i regolamenti fissati dagli alleati per un’eventuale entrata in guerra. Ecco cosa stabiliscono.
Il Trattato
Il Trattato del Nord Atlantico, composto di 14 articoli e meglio conosciuto come il Trattato dell’Alleanza Atlantica (dall’acronimo inglese Nato: North Atlantic Treaty Organization), è stato firmato a Washington nel 1949. Tra gli stati fondatori figurano Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Norvegia e Islanda.
Oggi fanno parte della Nato 32 Paesi, compresi gli ultimi due che vi hanno…
LONDRA – L’articolo 4 della Nato, invocato dalla Polonia dopo l’attacco di droni russi sul suo territorio, è un passo verso la possibile invocazione dell’articolo 5: quello che considera ogni attacco contro un Paese dell’Alleanza Atlantica come un attacco contro tutti i suoi membri, facendo scattare il meccanismo di una reazione militare collettiva contro l’aggressore. In tal senso gli articoli 4 e 5 sono il pilastro della Nato, i regolamenti fissati dagli alleati per un’eventuale entrata in guerra. Ecco cosa stabiliscono.
Il Trattato
Il Trattato del Nord Atlantico, composto di 14 articoli e meglio conosciuto come il Trattato dell’Alleanza Atlantica (dall’acronimo inglese Nato: North Atlantic Treaty Organization), è stato firmato a Washington nel 1949. Tra gli stati fondatori figurano Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Norvegia e Islanda.
Oggi fanno parte della Nato 32 Paesi, compresi gli ultimi due che vi hanno aderito, Finlandia e Svezia, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per mettersi al sicuro da future minacce di Mosca. L’appartenenza dell’Italia all’Alleanza Atlantica è stata a lungo contestata dal Pci durante la Guerra Fredda, fino a quando il suo segretario Enrico Berlinguer, in una famosa intervista a Giampaolo Pansa nel 1976, affermò: “Mi sento più sicuro sotto l’ombrello della Nato”.
Gli obiettivi
Lo scopo principale della Nato era opporsi alle mire espansionistiche dell’Unione Sovietica e di intervenire nel caso in cui Mosca avesse deciso di invadere i Paesi dell’Europa occidentale. Aveva anche una funzione di integrazione dell’Europa democratica dopo la Seconda guerra mondiale, in parallelo con lo sviluppo del Mercato Comune che sarebbe poi diventato l’Unione Europea.
Dopo il crollo del muro di Berlino e dell’Urss, gli obiettivi dell’Alleanza Atlantica si sono evoluti individuando i suoi principi chiave in deterrenza, difesa, gestione delle crisi e cooperazione in materia di sicurezza. Il principale organismo decisionale della Nato è il Consiglio Atlantico, presieduto da un Segretario Generale (attualmente l’ex-primo ministro olandese Mark Rutte), composto dai rappresentanti di tutti i Paesi membri, con sede a Bruxelles.
L’articolo 4
L’articolo 4 permette ai membri della Nato di consultarsi qualora sia minacciata la sicurezza di uno di essi, anche senza che abbia subito un attacco armato. Ecco cosa afferma: “Le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, fosse minacciata l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti”.
In pratica stabilisce l’avvio di consultazioni per stabilire quali azioni intraprendere laddove si certifichi l’esistenza di una minaccia, inclusa ogni iniziativa diplomatica per evitare un conflitto militare. Prima che lo invocasse ora il governo di Varsavia in risposta all’attacco di droni della Russia, era stato invocato cinque volte: quattro dalla Turchia e una dalla Polonia, nel 2014 in seguito all’invasione russa della Crimea e di parte del Donbass, in Ucraina.
L’articolo 5
L’articolo 5 afferma: “Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale.
Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza (dell’Onu, ndr.). Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.”
Va sottolineato che l’articolo 5 si configura come uno strumento di deterrenza e difesa: in nessun caso un Paese della Nato può richiedere l’attivazione della clausola di sostegno militare per scopi offensivi.
Nella storia dell’Alleanza Atlantica è stato invocato una sola volta, dagli Stati Uniti, dopo l’attacco terroristico di al Qaeda all’America che l’11 settembre 2001 causò quasi 3 mila morti a New York e a Washington, risultando nell’invasione dell’Afghanistan, dove si rifugiavano Osama bin Laden e gli altri capi di al Qaeda, giudicati responsabili dell’attentato. Da notare che, in termini pratici, ogni membro della Nato è libero di intraprendere “le azioni che ritiene necessarie, compreso l’uso della forza”, senza che questo comporti un obbligo assoluto di entrare in guerra a fianco del Paese aggredito. Affinché la Nato agisca collettivamente sul piano militare occorre una decisione del suo Consiglio Atlantico e una decisione separata da parte di ogni singolo Paese membro dell’Alleanza, in genere dopo che il governo l’ha sottoposta a un voto del parlamento.