NEW YORK – Aveva appena pronunciato le parole “contando la violenza delle gang”, quando è stato colpito. Era seduto sotto un gazebo, indossava una maglietta bianca con scritto “freedom", davanti agli studenti del campus della Utah Valley University, a Orem, quando è stato raggiunto al collo da un colpo d’arma da fuoco. Charles Kirk, 31 anni, attivista conservatore star dei social e amato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si è piegato all’indietro, con un sussulto, mentre un fiotto di sangue ha cominciato a sgorgare, tra le urla terrorizzate della gente. Ed è morto poche ore dopo.
L’omicidio
Centinaia di persone sono fuggite in preda al panico. Kirk stava parlando a un evento pubblico del suo tour, “The American Comeback”, richiamo al ritorno dell’età d’oro dell’America evocata da Trump, di cui aveva distribuito agli studenti dell’università dello Utah i cappellini rossi Maga. Stava rispondendo a una domanda sulle stragi commesse da transgender, quando è stato colpito. Ricoverato in ospedale, le sue condizioni erano considerate “critiche”. Una portavoce dell’università ha detto che l’attivista è stato colpito venti minuti dopo aver cominciato a parlare.
Chi ha sparato lo ha fatto quasi certamente con un’arma di precisione da un edificio, il Losee Center, che si trova a quasi duecento metri di distanza. Da quel momento le notizie si sono accavallate in modo confuso. Subito dopo è stato annunciato l’arresto dell’attentatore, ma poi l’università ha smentito la notizia. Poco prima una portavoce aveva detto che non era uno studente. I media locali hanno parlato di carenze nelle misure di sicurezza per un evento politico come questo. Il campus è stato messo in lockdown, le lezioni sono state cancellate.
Poi è arrivato l’annuncio del direttore dell’Fbi: “Il presunto responsabile dell'attentato in cui è morto Charlie Kirk è ora in custodia cautelare”. Ma poco più di un’ora dopo è arrivata la notizia del rilascio del sospettato. Ore dopo è arrivata la notizia del rilascio di una seconda persona. "Le nostre indagini proseguono e continueremo a diffondere informazioni nell'interesse della trasparenza", ha scritto Kash Patel su X.
La caccia al killer
Gli investigatori sono stati in grado di tracciare grazie alle telecamere i movimenti del killer nel campus dell'università dello Utah sino a quando è salito sul tetto di un edificio da dove ha sparato. Le autorità in una conferenza stampa hanno assicurare di avere dei "buoni video" sul sospetto e chiedendo la collaborazione di chiunque abbia informazioni utili. Il presunto killer "sembra essere in età universitaria" e "si è mescolato bene nel campus", ha detto il commissario del dipartimento della sicurezza dello Utah Beau Mason in una conferenza stampa. "Non stiamo divulgando molti dettagli al momento. Lo faremo presto. Ma al momento non lo faremo", ha promesso. L’Fbi ha recuperato l'arma che si ritiene sia stata utilizzata dall'attentatore: un fucile a otturatore girevole-scorrevole ad alta potenza in una zona boscosa dove l'assassino si era rifugiato dopo l'assassinio. Le munizioni erano incise con frasi antifasciste e pro transgender, riporta il Wall Street Journal.
L’annuncio di Trump
Trump aveva pubblicato un post su Truth invitando a pregare. “Dobbiamo tutti pregare per Charlie Kirk, che è stato colpito. Un grande ragazzo da cima a fondo. Dio lo benedica”. Il vicepresidente J. D. Vance aveva scritto poco dopo su X: “Diciamo una preghiera per Charlie Kirk, un ragazzo genuino e un giovane padre”. Poi lo stesso Trump ha annunciato: “Kirk è morto. Lo amavo e ammiravo”.
Il presidente ha ordinato bandiere a mezz’asta in tutto il Paese per colui che ha definito “un vero e grande patriota”. L’attacco arriva in una clima di forte tensione politica negli Stati Uniti e coinvolge una figura pubblica divisiva, spesso al centro di polemiche per le sue posizioni radicali di destra. "Vogliamo essere chiari, quello di Charlie Kirk è stato un assassinio politico": ha detto in conferenza stampa il governatore repubblicano dello Utah, Spencer Cox, che poi ha aggiunto: “Voglio ricordare alla gente che in questo Stato esiste ancora la pena di morte”.
Nel video per rendere omaggio a Charlie Kirk, Donald Trump accusa la retorica della "sinistra radicale" che "per anni ha paragonato meravigliosi americani come Charlie ai nazi e ai peggiori criminali e assassini di massa del mondo". "Questo genere di retorica è direttamente responsabile per il terrorismo che stiamo vedendo nel nostro Paese ora e deve cessare ora", afferma il presidente americano assicurando che la sua amministrazione combatterà in tutti i modi la violenza politica. Trump ha poi annunciato che premierà l'attivista con la Medaglia presidenziale della libertà.
Chi era Charlie Kirk
Nato ad Arlington Heights, Illinois, seguito da più di sette milioni di follower su Instagram, autore e conduttore radiofonico, Kirk è diventato famoso come fondatore di Turning Point Usa, un'organizzazione studentesca conservatrice che promuove i principi del libero mercato e finita nella bufera per alcune posizioni considerate neonazi, antisemite e razziste, presente in oltre 3.500 scuole superiori e università negli Stati Uniti. Lasciati gli studi universitari senza concluderli, Kirk è diventato una star della galassia trumpiana. Conduttore di "The Charlie Kirk Show", programma radiofonico conservatore, dove Trump era andato più volte come ospite, Kirk è diventato famoso per le sue idee complottista novax, ha minimizzato gli effetti del Covid, promosso l’uso dell’idrossiclorochina per guarire. Negazionista del cambiamento climatico e antiabortista, di recente si era schierato contro la concessione dei visti d’ingresso in Usa per le persone provenienti dall’India. Nel 2023, dopo l’ennesima strage in una scuola, Kirk aveva difeso il diritto a portare le armi: “Penso che valga la pena pagare, purtroppo, il costo di alcune morti per arma da fuoco ogni anno, così da poter avere il Secondo Emendamento”.
Le reazioni
"Charlie Kirk è stato assassinato per aver detto la verità e difeso la libertà. Un amico di Israele dal cuore di leone, ha combattuto le menzogne e si è battuto per la civiltà giudaico-cristiana. Ho parlato con lui solo due settimane fa e l'ho invitato in Israele. Purtroppo, quella visita non avrà luogo": sono le parole pubblicate su X dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Non sappiamo ancora cosa abbia motivato la persona che ha sparato e ucciso Charlie Kirk, ma questo tipo di violenza spregevole non ha spazio nella nostra democrazia": così Barack Obama ha commentato l'attentato all'attivista statunitense. "Dobbiamo essere tutti liberi di
discutere apertamente e liberamente, senza paura: non può esserci alcuna giustificazione per la violenza politica". Queste le parole del premier britannico Keir Starmer.
La presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni ha scritto sui suoi canali: "Sconvolge la notizia dell'uccisione di Charlie Kirk, giovane e seguito attivista repubblicano. Un omicidio atroce, una ferita profonda per la democrazia e per chi crede nella libertà". "La notizia e le immagini dell'uccisione in un campus dello Utah di Charlie Kirk, giovane attivista di destra, lasciano attoniti. Una ferita profonda per la democrazia e per quanti credono nel confronto democratico, nel rispetto delle idee altrui e nella libertà di opinione. Mi stringo al dolore della famiglia, dei suoi cari e della comunità conservatrice americana”. Ha aggiunto in un post sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.