Il clima in Nepal è incandescente a causa delle proteste delle persone stanche della corruzione radicata nel Paese e contrarie al divieto di 26 piattaforme social, deciso dal governo e poi revocato a seguito delle rivolte iniziate lunedì 8 settembre. Le manifestazioni trainate dalla “Generazione Z” — che ha sfidato il coprifuoco imposto dalle autorità — sono proseguite ieri portando ad almeno 22 il numero delle vittime nelle violente colluttazioni con le forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a proiettili di gomma, gas lacrimogeni e idranti.
I luoghi simbolici
Gli attacchi si sono concentrati in luoghi simbolici. Sono stati coinvolti edifici governativi, carceri, redazioni di giornali, la Corte suprema e residenze di vari esponenti politici di spicco.
Parlamento preso d’assalto
Il Parlamento è stato preso d’assalto così come la casa del primo ministro dimissionario KP Sharma Oli e dell’ex leader del governo, Jhala Nath Khanal, la cui moglie è poi morta in ospedale per le gravi…
Il clima in Nepal è incandescente a causa delle proteste delle persone stanche della corruzione radicata nel Paese e contrarie al divieto di 26 piattaforme social, deciso dal governo e poi revocato a seguito delle rivolte iniziate lunedì 8 settembre. Le manifestazioni trainate dalla “Generazione Z” — che ha sfidato il coprifuoco imposto dalle autorità — sono proseguite ieri portando ad almeno 22 il numero delle vittime nelle violente colluttazioni con le forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a proiettili di gomma, gas lacrimogeni e idranti.
I luoghi simbolici
Gli attacchi si sono concentrati in luoghi simbolici. Sono stati coinvolti edifici governativi, carceri, redazioni di giornali, la Corte suprema e residenze di vari esponenti politici di spicco.
Parlamento preso d’assalto
Il Parlamento è stato preso d’assalto così come la casa del primo ministro dimissionario KP Sharma Oli e dell’ex leader del governo, Jhala Nath Khanal, la cui moglie è poi morta in ospedale per le gravi ustioni riportate. Un assistente del presidente Ram Chandra Paudel ha dichiarato a Reuters che il capo di Stato ha avviato il processo per la ricerca di un nuovo primo ministro e convocato i leader della protesta per dei colloqui. Sono circolate voci anche sulle dimissioni di Paudel, ma al momento sono state smentite.
Finestre fracassate
Le finestre fracassate del Parlamento in fiamme e i graffiti e messaggi anti-governativi disegnati con la vernice spray sulla facciata esterna rappresentano l’insoddisfazione popolare, tanto quanto il fumo nero che — mischiandosi alle bandiere nazionali — ha avvolto le strade.
900 detenuti in fuga
Nemmeno dinanzi al passo indietro del leader del governo si sono fermate le dimostrazioni. Come riportato dalla Bbc, le autorità hanno dichiarato che 900 detenuti sono riusciti a fuggire da due carceri. Secondo quanto si legge su Rising Nepal, il ministero della Salute ha esortato la popolazione a donare sangue presso gli ospedali per aiutare a curare i feriti, al momento più di 400. L’esercito ha detto di esser impegnato per riprendere il controllo della situazione. A seguito degli incidenti, come riferito dalla Bbc è stato chiuso l’aeroporto internazionale Tribhuvan di Katmandu.
“Fine della corruzione”
Il futuro del Paese è a un bivio e ciò che chiedono i giovani è la fine della corruzione, del nepotismo e del clientelismo nella classe politica. I ragazzi sono frustrati dalle disuguaglianze e dalla mancanza di lavoro, che ha portato molti a trasferirsi in Medio Oriente, Corea del Sud e Malesia. «La situazione è peggiorata a tal punto che noi giovani non abbiamo più alcun motivo per restare qui», ha affermato Bishnu Thapa Chetri, uno studente citato da Ap.
Il rapper diventato sindaco
I giovani animati dalla voglia di una svolta generazionale vedono in Balendra Shah, rapper poi diventato sindaco di Katmandu nel 2022, il simbolo del cambiamento. Il suo stile semplice sui social media e il suo interesse per i temi sociali ha catturato l’attenzione dei giovani tanto che lo vorrebbero a capo del governo.
Appello al dialogo
Un appello al dialogo è arrivato anche dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk, che ha detto: «È il modo migliore per affrontare le preoccupazioni del popolo nepalese». La vicina India è corsa ai ripari rafforzando la sicurezza lungo il confine e da New Delhi è arrivata la richiesta di mantenere pace e ordine: «Sono addolorato per la perdita di così tanti giovani. La stabilità del Nepal è di fondamentale importanza», ha detto il primo ministro Narendra Modi.