Tutto quello che c’è da sapere sull’album di compleanno del pedofilo Epstein
di Anna LombardiIl comitato di vigilanza della Camera statunitense lo ha reso pubblico lunedì, sebbene in versione pesantemente censurata. È il famoso “album di compleanno” del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein. Tre tomi elaborati dall’ex fidanzata e complice - riconosciuta colpevole di reati sessuali e per questo condannata a 20 anni di carcere - Ghislaine Maxwell: allo scopo di celebrarne, nel 2003, un compleanno importante. “The First Fifty Years”, i suoi primi cinquant’anni, è il titolo impresso a lettere d’oro sui libroni di cuoio composti da ben 238 pagine, assemblate da Maxwell per riassumere i migliori anni del compagno. All’epoca non ancora sospettato dei reati sessuali, emersi per la prima volta nel 2005, che poi condussero al suo arresto e al suicidio in carcere del 2019.
«Caro Jeff, spero quest’album di momenti, persone e memorie ti dia lo stesso piacere provato da me nel raccoglierle», afferma lei nel prologo scritto rigorosamente a mano con la sua grafia tonda sui libroni, finora co…
Il comitato di vigilanza della Camera statunitense lo ha reso pubblico lunedì, sebbene in versione pesantemente censurata. È il famoso “album di compleanno” del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein. Tre tomi elaborati dall’ex fidanzata e complice - riconosciuta colpevole di reati sessuali e per questo condannata a 20 anni di carcere - Ghislaine Maxwell: allo scopo di celebrarne, nel 2003, un compleanno importante. “The First Fifty Years”, i suoi primi cinquant’anni, è il titolo impresso a lettere d’oro sui libroni di cuoio composti da ben 238 pagine, assemblate da Maxwell per riassumere i migliori anni del compagno. All’epoca non ancora sospettato dei reati sessuali, emersi per la prima volta nel 2005, che poi condussero al suo arresto e al suicidio in carcere del 2019.
«Caro Jeff, spero quest’album di momenti, persone e memorie ti dia lo stesso piacere provato da me nel raccoglierle», afferma lei nel prologo scritto rigorosamente a mano con la sua grafia tonda sui libroni, finora conservati dall’Epstein Estate che gestisce l’eredità del miliardario. Dentro centinaia di messaggi e foto ottenuti da amici e parenti, compresa una lettera della madre Paula che ricorda al figlio: «Da quanto sei finito sulla copertina di Cosmopolitan non hai più perso il titolo di scapolo del momento».
Fra questi spicca il biglietto firmato Donald Trump che il presidente degli Stati Uniti nega di aver scritto. Il contenuto del messaggio era stato svelato per la prima volta a Luglio dal Wall Street Journal scatenando l’ira del tycoon, al punto da spingerlo a far causa – per 10 miliardi di dollari – al quotidiano e al suo editore Rupert Murdoch. Il fatto è che il “biglietto” consiste in un’immaginaria conversazione fra The Donald ed Epstein, dove, giocando su doppi sensi, i due concordano che nella vita c'è «più che avere tutto». Ricordando anche di avere «alcune cose in comune» per poi concludere: «Buon compleanno, e che ogni giorno possa essere un meraviglioso segreto». Il tutto, “incorniciato” nella silhouette di un corpo femminile con tanto di capezzoli disegnati con due tratti di penna e la firma con inchiostro nerissimo a emulare i peli di un pube, che la Casa Bianca sostiene essere falsa. Una missiva che imbarazza il presidente, dimostrando che almeno all’epoca i suoi rapporti col finanziere erano stretti. Tanto più che, dopo aver promesso in campagna elettorale di essere pronto a diffondere la “lista” dei clienti di Epstein, da mesi tenta di far dimenticare l’imbarazzante dossier.
Quello di Trump non è il solo grosso nome che compare nell’album. La fedele Ghislaine ha certo lavorato a lungo per ottenere le testimonianze d’amicizia di così tanti personaggi influenti. Fra i nomi, infatti, spicca quello di Leslie Wexner, l’ex Ceo di Victoria’s Secret che a Epstein aveva affidato la procura su tutti i suoi beni: mentre quello sfruttava per i suoi turpi fini il marchio che portava in passerella giovani modelle con ali giganti. Fatto noto ai vertici dell’azienda fin dal 1993: quando una ragazzina lamentò avances dal miliardario presentatosi come “talent scout di Victoria’s”. C’è poi Leon Black, già Ceo di Apollo Global Management e per un periodo anche presidente del Moma che gli pagò per anni milionarie consulenze finanziarie. Pure il suo messaggio è piuttosto evocativo: «Bionda, rossa o mora, con quella rete di pesci sei come “il Vecchio e il mare”». Mentre il celebre avvocato Alan Dershowitz (che difese Trump durante il primo Impeachment) firma una finta copertina di Vanity Fair con scritto: “Chi era Jack lo Squartatore? Forse Jeffrey Epstein”.
Ancora: c’è il magnate dell’editoria Mortimer Zuckerman, all’epoca proprietario del New York Daily News. L’ex politico britannico e attuale ambasciatore Peter Mandelson (che lo chiama «il mio miglior amico»: e per questo, proprio oggi, è stato rimosso ad ogni incarico dal premier Keir Starmer). E il finanziere Alan Greenberg, di fatto “scopritore” di Epstein perché per primo gli diede un lavoro a Bear Stearns di cui era Ceo, azienda che Jeffrey scalò in poco tempo, secondo alcune indagini, costringendo uomini facoltosi che si erano lasciati sedurre dalle ragazzine da lui messe a disposizione e poi costretti a pagare o entrare nel suo portfolio. Per la gioia dei repubblicani c’è pure un messaggio firmato Bill Clinton: ma piuttosto innocuo e insipido, dove si congratula solo per «tutti gli anni di apprendimento e conoscenza» che Epstein ha accumulato. D’altronde durante il suo recente colloquio in carcere col viceministro Todd Blanche, Ghislaine lo ha specificato: «Bill era mio amico, con Jeff si sono scambiati al massimo qualche stretta di mano».
Di sicuro, l’aura di mistero di Epstein folgorava la sua cerchia. Nei contribuiti, non tutti firmati da personaggi ultra famosi (o i cui nomi sono stati oscurati dalla commissione per non inquinare le indagini) si parla del suo «sorriso da Monna Lisa». Ma anche di «sorriso da Stregatto». E si dice pure che «sorride sempre come un ragazzo birichino». Tutti colpiti dalle «ragazze meravigliose che riesci a creare dal nulla». Qualcuno si chiede pure se, come una sorta di James Bond, «non lavori per la Cia». Tutti sembrano arrendersi al suo fascino: «Sei il modello di mio figlio», gli scrive uno, aggiungendo che quando incontra amici comuni «di chi pensi si parli? Tu, tu, tu, tu».
Diversi anche i passaggi inquietanti: un amico in quella che non si capisce se è una fantasia, una poesia o il testo di una canzone, immagina di minacciare le ragazze col coltello affinché si tolgano il costume da bagno. In una foto, si vede Epstein mascherato con in mano quella che sembra una pistola: la didascalia parla di «prima vittima» che sta per «essere attaccata e brutalmente derubata». Un altro messaggio, intitolato “Castaways Vol.I” recita: «Stavo scopando una ragazza a letto + Jeff porta la cameriera a rifare il letto, lei se ne va urlando + non è mai tornata». Colpisce pure la sezione da Maxwell intitolata “Amiche”: due pagine con un collage fitto di istantanee di giovani donne in costume da bagno o lingerie (la censura ha oscurato i volti di tutte). Anche nella sezione “Assistenti” si susseguono foto di belle ragazze in bikini succinti. Mentre la foto di una coppia ripresa da dietro mostra la mano dell’uomo infilata in profondità nella cintura dei jeans della donna: e sotto la didascalia “Grazie!!!”. Ancora, un’ex dipendente gli elenca riconoscente gli uomini ricchi che ha incontrato lavorando per lui: Clinton e Trump, appunto. E poi il principe Andrea, il sultano del Brunei, l’attore Kevin Spacey, la pop star Michael Jackson e molti altri.
Più di tutte, visto il personaggio, turba la sezione intitolata “Bambini” che il comitato di vigilanza ha oscurato in maniera importante. Ci si trova una lunga barzelletta sulla cacca evidentemente scritta da un ragazzino. Un disegno colorato di bambine dal viso triste. Una foto di una piccina con in mano un peluche. E la provocante immagine di una pre-adolescente in pigiama con una mano appoggiata sul fianco. La didascalia scritta a mano nella grafia di Maxwell non spiega molto, parla solo di: «Una nuova serie di immagini».