Wyryki (Lublino) – Ala Wesolowska non riesce a darsi pace: «Se mi fossi alzata cinque minuti dopo, sarei morta». Alle sue spalle si scorge il tetto ischeletrito della sua casa, totalmente divelto da un drone russo. Alle otto di sera Ala è ancora seduta fuori, su una seggiola di legno che ha piazzato al di là delle transenne montate dalla polizia. Il suo sguardo saetta a destra e sinistra, incredu…