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Germania, il caso dei numeri di cellulare dei potenti in vendita online: c’è anche quello di Merz

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Un'inchiesta di “Der Spiegel” racconta come i dati privati di ministri, militari e dirigenti d’azienda siano reperibili in Rete. “Un problema di sicurezza del tutto sottovalutato”, spiega l’esperto informatico
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In Germania esiste un problema di sicurezza tanto grande quanto sottovalutato che tocca il diritto alla riservatezza di alte cariche statali. Secondo quanto riporta Der Spiegel, i numeri del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, di ministri, militari e dirigenti d’azienda sono infatti offerti in vendita online dai commercianti di dati.

Nell’inchiesta della rivista tedesca, a spiegare come trovare i recapiti telefonici dei potenti è l’informatico italiano Andrea Mavilla, quarantaduenne che lavora come consulente informatico per un’azienda di Milano. Così l’esperto ha rintracciato i recapiti telefonici anche di due autorevoli esponenti dei cristiano-democratici della Cdu: Il ministro degli Esteri Johann Wadephul e Jens Spahn, deputato al Bundestag e figura influente nel partito che fu di Angela Merkel. Mavilla ha scovato i contatti di generali della Bundeswehr, di dirigenti di enti e di ministri del precedente governo, la coalizione “Ampel” – ovvero “Semaforo” – guidata dal socialista Ol…

In Germania esiste un problema di sicurezza tanto grande quanto sottovalutato che tocca il diritto alla riservatezza di alte cariche statali. Secondo quanto riporta Der Spiegel, i numeri del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, di ministri, militari e dirigenti d’azienda sono infatti offerti in vendita online dai commercianti di dati.

Nell’inchiesta della rivista tedesca, a spiegare come trovare i recapiti telefonici dei potenti è l’informatico italiano Andrea Mavilla, quarantaduenne che lavora come consulente informatico per un’azienda di Milano. Così l’esperto ha rintracciato i recapiti telefonici anche di due autorevoli esponenti dei cristiano-democratici della Cdu: Il ministro degli Esteri Johann Wadephul e Jens Spahn, deputato al Bundestag e figura influente nel partito che fu di Angela Merkel. Mavilla ha scovato i contatti di generali della Bundeswehr, di dirigenti di enti e di ministri del precedente governo, la coalizione “Ampel” – ovvero “Semaforo” – guidata dal socialista Olaf Scholz e composta dai Verdi, dalla Spd e dai liberali della Fdp. Nel caso dell’attuale ministro della Digitalizzazione, Karsten Wildberger, il quarantenne ha trovato non solo il suo numero di cellulare, ma anche un indirizzo di posta elettronica di Yahoo. Per l'esperto non c’è stato nessun problema nemmeno nel recuperare i numeri dei C.e.o. dei gruppi quotati in borsa.

Anche Louisa Specht-Riemenschneider, responsabile federale della protezione dei dati, ha appreso solo grazie alle ricerche di Der Spiegel che il suo contatto telefonico era reperibile. Ha espresso fiducia sul fatto che le autorità competenti stiano facendo il possibile per "combattere i modelli di business illegali": "Le attività dei broker di dati dovrebbero essere vietate dal legislatore più chiaramente di quanto non lo siano oggi", ha dichiarato.

Dall'Ufficio federale tedesco per la sicurezza delle informazioni (Bsi) fanno sapere che esiste "un rischio maggiore di attacchi di phishing mirati o furto d'identità a causa dell'aggregazione dei dati, dell'origine incerta dei dati e dell'accesso semplice ai dati". L’autorità conferma che anche il numero della presidente Bsi, Claudia Plattner, è tra quelli ritrovati.

Il metodo Mavilla

Le ricerche di Mavilla partono da LinkedIn, il social network professionale. L’esperto può arrivare a recapiti telefonici di vertici aziendali e politici senza hackerare database o accedere al dark web. Il metodo usato si fonda su estensioni per browser, pensate per il marketing e le vendite, che si integrano con LinkedIn, raccolgono informazioni da varie fonti e le aggregano. Anche se LinkedIn mostra solo i dati pubblici autorizzati dagli utenti, queste estensioni forniscono numeri di cellulare, indirizzi e-mail e informazioni aziendali sensibili.

I problemi di sicurezza

I data broker si presentano come affidabili sui loro siti web, dicendo di rispettare gli standard globali in materia di privacy e protezione dei dati. Le loro offerte commerciali, però, "non sono etiche" secondo Manuel Atug, esperto di sicurezza informatica della società HiSolutions ascoltato dallo Spiegel, che lavora anche per le autorità e il governo federale. Per lui, i servizi di questi data broker non rispettano la legge, soprattutto se “le persone interessate non hanno dato il loro consenso e i dati derivano da fughe di notizie illecite". La rivista ha deciso di non rivelare i nomi dei fornitori per non promuovere il loro modello di business.

Una criticità sottovalutata

“Quello che sto mostrando è un gigantesco problema di sicurezza del tutto sottovalutato”, ha affermato Mavilla. “Non può essere che le aziende commercializzino dati così sensibili senza che i soggetti interessati ne siano a conoscenza o abbiano dato il loro consenso”. Il quarantenne ha provato a contattare autorità e politici tedeschi, tra cui Merz, per riportare la gravità della circolazione in rete dei loro contatti. Ma non è successo nulla. L'Ufficio Stampa Federale si è limitato a dire che, "per motivi di sicurezza, non si esprime in linea di principio sui mezzi di comunicazione del Cancelliere".

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