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L’analista Carlo Masala: “L’Alleanza reagisca potenziando le difese dei cieli”

(afp)

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L’intervista al politologo di origini italiane: “Sono convinto che se la Russia vincerà in Ucraina assisteremo a una prova di forza in Europa. L’obiettivo è distruggere l’architettura della sicurezza”
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VARSAVIA – Carlo Masala è tra i più ascoltati esperti di Russia: ospite fisso dei talk show tedeschi, politologo di origini italiane, insegna alla Bundeswehr University di Monaco e ha pubblicato anche in Italia un libro che è un ammonimento sin dal titolo, «Se la Russia attacca l’Occidente».

Professore, come valuta l’invasione dei droni russi in Polonia?

«È stato un test per verificare la reazione della Nato e della difesa aerea polacca. E da alcuni calcoli sappiamo che cinque di questi droni avrebbero dovuto raggiungere una città di medie dimensioni. Quelli abbattuti avevano esattamente quella traiettoria».

La Nato ha superato il test?

«Onestamente, se è stato fatto quell’enorme sforzo - AWACS italiani, Patriot tedeschi, F16 olandesi eccetera - per abbattere una manciata di droni, il bilancio non è entusiasmante. E ciò significa una cosa sola: la Nato ha trascurato totalmente la difesa da droni e deve rafforzarla. Immaginiamo cosa sarebbe successo se i russi avessero attaccato…

VARSAVIA – Carlo Masala è tra i più ascoltati esperti di Russia: ospite fisso dei talk show tedeschi, politologo di origini italiane, insegna alla Bundeswehr University di Monaco e ha pubblicato anche in Italia un libro che è un ammonimento sin dal titolo, «Se la Russia attacca l’Occidente».

Professore, come valuta l’invasione dei droni russi in Polonia?

«È stato un test per verificare la reazione della Nato e della difesa aerea polacca. E da alcuni calcoli sappiamo che cinque di questi droni avrebbero dovuto raggiungere una città di medie dimensioni. Quelli abbattuti avevano esattamente quella traiettoria».

La Nato ha superato il test?

«Onestamente, se è stato fatto quell’enorme sforzo - AWACS italiani, Patriot tedeschi, F16 olandesi eccetera - per abbattere una manciata di droni, il bilancio non è entusiasmante. E ciò significa una cosa sola: la Nato ha trascurato totalmente la difesa da droni e deve rafforzarla. Immaginiamo cosa sarebbe successo se i russi avessero attaccato la Polonia con 800 droni, come fanno in Ucraina. Ma va detto che il nodo dei droni e della difesa da essi è un problema che si pongono tutti, che si tratti dell’Italia, della Germania o della Francia. E poi c’è il piano politico».

Ossia?

«Ovviamente la Nato sta cercando di non contribuire a un’escalation. Sostiene che dal punto di vista del diritto internazionale non sia stato un attacco armato, che non ha nulla a che vedere con l’articolo 5, che la difesa è stata un successo, eccetera. Insomma, si sta minimizzando per non essere costretti ad adottare misure drastiche. Ma il problema è se non si prenderanno decisioni che forse ora dovrebbero essere prese. Per esempio, che qualsiasi cosa entri nello spazio aereo dei Paesi della Nato venga abbattuta. Da mesi osserviamo dei droni vaganti che entrano nel nostro spazio aereo: l’altroieri due droni sono entrati nello spazio aereo lituano».

Nel 2022, quando un missile cadde in Polonia e c’era il dubbio se fosse caduto per caso e fosse ucraino o se fosse russo, Joe Biden convocò una riunione d’emergenza del G7 e della Nato e ribadì l’incondizionato sostegno degli Usa alla Nato. Trump tace e Hegseth ha detto che loro vogliono difendere l’emisfero occidentale. Che ne pensa?

“Sì, è vero. Hegseth ha detto che la priorità delle forze armate americane è la difesa della patria e dell’emisfero occidentale. E l’emisfero occidentale sono gli Usa e l’America Latina. Non è l’Europa. Se questa è la linea ufficiale degli Stati Uniti, per la Nato e per l’Europa è ovviamente un segnale fatale».

Lei resta convinto che Putin attaccherà i Baltici?

«Sono fermamente convinto che se la Russia vincerà in Ucraina, tra qualche anno assisteremo a una prova di forza ulteriore. L’obiettivo di Putin è quello di distruggere l’architettura di sicurezza europea. E il cuore dell’architettura di sicurezza europea è la Nato».

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