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I campus Usa diventano covo della violenza politica tra liberal e conservatori

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Il clima nelle università è sempre più polarizzato: le ali estreme non sono più disposte al dialogo e si scontrano fisicamente
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NEW YORK – Charlie Kirk detestava i videogiochi, Tyler Robinson passava la notte curvo sul videogame Helldivers 2, disegnato da Arrowhead e distribuito da Sony. Nella campagna elettorale 2024, Kirk, l’influencer trumpiano ucciso durante un’assemblea alla Utah Valley University a 31 anni, ironizzava online contro il candidato vicepresidente democratico: «Tim Walz era così drogato dai giochi su Sega Dreamcaster che sua moglie gli strappò la presa e nascose la consolle. Non è bizzarro a 35 anni essere tossico dei videogiochi?». Sulla piattaforma Reddit si scatenò il caos, pro e contro Kirk, e se mai Tyler Robinson, 22 anni, imputato dell’attentato all’influencer Maga, avesse partecipato al furioso dibattito, si sarebbe schierato contro, perché ha istoriato le pallottole con i comandi di Arrowhead, “Freccia su, freccia destra, tre frecce in basso”, la sequenza che permette al giocatore di scatenare l’inferno contro gli avversari.

Meno di dieci anni di distanza, cresciuti sotto Obama …

NEW YORK – Charlie Kirk detestava i videogiochi, Tyler Robinson passava la notte curvo sul videogame Helldivers 2, disegnato da Arrowhead e distribuito da Sony. Nella campagna elettorale 2024, Kirk, l’influencer trumpiano ucciso durante un’assemblea alla Utah Valley University a 31 anni, ironizzava online contro il candidato vicepresidente democratico: «Tim Walz era così drogato dai giochi su Sega Dreamcaster che sua moglie gli strappò la presa e nascose la consolle. Non è bizzarro a 35 anni essere tossico dei videogiochi?». Sulla piattaforma Reddit si scatenò il caos, pro e contro Kirk, e se mai Tyler Robinson, 22 anni, imputato dell’attentato all’influencer Maga, avesse partecipato al furioso dibattito, si sarebbe schierato contro, perché ha istoriato le pallottole con i comandi di Arrowhead, “Freccia su, freccia destra, tre frecce in basso”, la sequenza che permette al giocatore di scatenare l’inferno contro gli avversari.

Meno di dieci anni di distanza, cresciuti sotto Obama e Trump, nell’America di Taylor Swift e del kolossal Maverick di Tom Cruise, Charlie Kirk e Tyler Robinson si sono ritrovati di fronte alla Storia in un campus affollato di studenti, fan accaniti di destra misti a nemici giurati del presidente, antifascisti militanti, Robinson ha inciso i versi di Bella Ciao sui proiettili, oltre a “Fascista beccati questa” e alla faccetta dei gattini OwO, e nazionalisti duri stile America First. Kirk predicava libertà per le armi, il Secondo Emendamento alla Costituzione, Robinson aveva invece trovato sul mercato un vecchio fucile Mauser 30.06, rozzo e micidiale.

La ressa di studenti si è dispersa per i prati urlando, le ragazze con in mano le gigantesche borracce di moda, i ragazzi perdendo il cappello da baseball. Non appena trovato riparo da altre temute sparatorie, hanno impugnato i cellulari dando vita alla cacofonia di commenti che sta incendiando il web Usa. Chi esulta per l’assassinio, le piattaforme costrette ad espungere commenti criminali, chi predica, come Joe Mannarino, la messa al bando del partito democratico, chi chiama alla rappresaglia, chi piange la perduta tolleranza.

I dati fanno paura. Nei campus americani prevale in apparenza un sentimento di spaventata attesa, fra ali estreme non disposte al dialogo. Se università come Harvard, Princeton, Georgetown sembrano sospese davanti agli eventi, Columbia è stata spazzata nella primavera 2024 da un movimento filopalestinese, sulla guerra a Gaza, finito con l’irruzione della polizia, la prima dopo la rivolta 1968, le dimissioni del presidente Lady Shafik e un processo, con minaccia di deportazione, a un leader della protesta. Ma oltre le keffiah e i megafoni degli studenti filo coloni in Israele, appaiono fantasmi macabri. Negli ultimi 5 anni, dopo Covid, il numero di giovani Usa che ritiene “legittimo l’uso della violenza contro gli avversari politici” è cresciuto dell’80%, secondo uno studio della Foundation for Individual Rights and Expression. Nel 2020 un ragazzo su 5 si diceva d’accordo sulla liceità del terrorismo politico gli avversari, nel 2025 siamo a 1 su 3. L’incremento è minore fra i democratici, ma solo perché la percentuale era già alta in partenza, mentre fra i repubblicani il consenso per il terrorismo si triplica. Laura Loomer, influencer trumpiana, chiede liste di proscrizione contro l’opposizione e, giusto come accadeva nell’Italia anni 70 di Toni Negri, i giovani la ascoltano, incapaci di distinguere tra retorica incendiaria e Mauser con il colpo in canna. «Il sondaggio condotto su 68.510 studenti universitari in 257 atenei a livello nazionale ha rilevato che il 34% afferma ora che usare la violenza per impedire a qualcuno di parlare nel campus sia accettabile. Un aumento di 10 punti percentuali» conclude la rilevazione.

I due attentati a Trump in campagna elettorale, uno quasi fatale, l’assassinio della deputata del Minnesota Melissa Hortman e del marito, colpiti anche il parlamentare John Hoffman e sua moglie, 14 giugno scorso, vittime del terrorista Vance Luther Boelter, l’incendio della casa del governatore della Pennsylvania Shapiro in aprile, sono frutti di questo clima: all’università dell’Oklahoma il 42% di studenti, triste record, è favorevole alla violenza.

La situazione è desolante anche fuori dai campus secondo il professor Sean Westwood del college di Dartmouth, perché l’epidemia di violenza coinvolge vecchi e giovani: «Nei sondaggi una decina di milioni di americani dichiara senza timori il proprio favore al terrorismo, con un terzo dei democratici a ritenere i repubblicani capaci di attentati e un terzo speculare di repubblicani certo che i dem ordiscano attacchi».

Thomas Crooks, che a 21 anni ha sparato a Trump finendo abbattuto dai cecchini del Secret Service, è diventato un’ombra, poco si sa di lui e delle ubbie che lo hanno armato in Pennsylvania. Di Tyler Robinson sapremo tutto, dai videogiochi a Bella Ciao, esito possibile la fucilazione con plotone di esecuzione, metodo capitale prescelto dello Utah, primo stato a riaprire la pena di morte dopo la moratoria 1972, quando l’elogio dell’assassinio politico non era virale online.

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