Kiev – C’è anche l’Oreshnik, il supermissile russo appena piazzato in Bielorussia, nel programma di “Zapad-2025”, che vuol dire Ovest e arriva ogni 4 anni come le Olimpiadi ma con spirito ben diverso da quello di de Coubertin. Bielorussia e Russia — con una piccola rappresentanza di Csto, Sco e altri paesi partner — da ieri e fino a martedì muovono droni e truppe, missili e carri in una piccola grande esercitazione alle porte della Nato. L’ultima edizione era avvenuta nel 2021: annunciarono meno di 13mila uomini e ne accumularono duecentomila, fu il prologo dell’invasione di febbraio in cui una delle branche principali partì proprio dalla Bielorussia attraversando le terre avvelenate di Chernobyl per scendere verso Kiev.
Le analogie sono inquietanti. Il negoziato è «in pausa», dice il portavoce di Putin, Peskov. Nel Donbass occupato i russi hanno accumulato centomila uomini in più per tentare la spallata, e ieri Zelensky ha ribadito che Putin vuole «occupare tutta l’Ucraina» e non si …
Kiev – C’è anche l’Oreshnik, il supermissile russo appena piazzato in Bielorussia, nel programma di “Zapad-2025”, che vuol dire Ovest e arriva ogni 4 anni come le Olimpiadi ma con spirito ben diverso da quello di de Coubertin. Bielorussia e Russia — con una piccola rappresentanza di Csto, Sco e altri paesi partner — da ieri e fino a martedì muovono droni e truppe, missili e carri in una piccola grande esercitazione alle porte della Nato. L’ultima edizione era avvenuta nel 2021: annunciarono meno di 13mila uomini e ne accumularono duecentomila, fu il prologo dell’invasione di febbraio in cui una delle branche principali partì proprio dalla Bielorussia attraversando le terre avvelenate di Chernobyl per scendere verso Kiev.
Le analogie sono inquietanti. Il negoziato è «in pausa», dice il portavoce di Putin, Peskov. Nel Donbass occupato i russi hanno accumulato centomila uomini in più per tentare la spallata, e ieri Zelensky ha ribadito che Putin vuole «occupare tutta l’Ucraina» e non si fermerà. Mosca e la Bielorussia negano propositi offensivi, ma lo stesso fecero nel 2021 mentre i russi ammassavano forze. «Voglio ricordarvi le parole del presidente: la Russia non ha mai minacciato nessuno e non minaccia i Paesi europei», dice Peskov. Attacca direttamente, replicano a Kiev.
«Zapad 2025 eserciterà la pianificazione dell’uso di armi nucleari e del sistema missilistico Oreshnik», dice il ministro della Difesa bielorusso, Viktor Khrenin. L’Oreshnik è un mostro potenzialmente nucleare e non intercettabile: dalla Bielorussia è in grado di colpire da Parigi a Kabul. «La deterrenza nucleare — continua Krenin — è vitale con la militarizzazione della Nato. Mostriamo apertura e pace, ma dobbiamo tenere le polveri asciutte». Secondo l’intelligence occidentale, a Zapad-2025 partecipano 35mila soldati tra Bielorussia e Russia, sul Baltico e Barents. «Piccole unità svolgeranno compiti pratici per respingere un ipotetico nemico» anche vicino al confine con Polonia e Lituania, ha detto Khrenin, ma la parte principale avviene a Barysaw, a nord-est di Minsk.
Formalmente sono esercitazioni di comando strategico e di Stato maggiore. Dopo le esercitazioni, spiega a Novaya Gazeta Pavel Lakiychuk del Centro “Strategia XXI” di Kiev, tutte le forze coinvolte e gli organi di comando sanno cosa fare in caso di ricezione di un ordine per un’operazione pianificata sulla carta. Per questo, spiega, le “esercitazioni strategiche di comando e stato maggiore” hanno spesso preceduto l’inizio di una guerra tra la Russia e i suoi vicini. Fu così in Georgia, preceduta da Kavkaz-2008; e in Ucraina, con Zapad-2021. «È la preparazione dei generali alla guerra» in una direzione specifica, dice Lakiychuk. Ma la decisione finale — attaccare o meno — quella la prende solo Putin.