NEW YORK – Trump ripete che «la mia pazienza sta finendo rapidamente», ma come già accaduto in passato non prende provvedimenti contro Putin, anche dopo che il presidente russo lo ha provocato lanciando i suoi droni contro un Paese alleato e membro della Nato come la Polonia. Anzi, il capo della Casa Bianca quasi lo giustifica, accettando l’ipotesi che «forse si è trattato di un errore», mentre continua a mettere Kiev sullo stesso piano di Mosca, dicendo che «ci vogliono due persone per ballare il tango», e in passato chi non aveva accettato le proposte di pace ingiuste era stato il leader ucraino Zelensky.
Il presidente americano ci ha messo un paio di giorni a rompere il silenzio, dopo l’attacco russo che ha messo alla prova le difese di Polonia e Nato. Dopo essersi chiesto il motivo per cui Putin ha violato lo spazio aereo di Varsavia, dove peraltro ora c’è il presidente conservatore Karol Nawrocki molto vicino al collega americano, giovedì ha commentato che «potrebbe essersi …
NEW YORK – Trump ripete che «la mia pazienza sta finendo rapidamente», ma come già accaduto in passato non prende provvedimenti contro Putin, anche dopo che il presidente russo lo ha provocato lanciando i suoi droni contro un Paese alleato e membro della Nato come la Polonia. Anzi, il capo della Casa Bianca quasi lo giustifica, accettando l’ipotesi che «forse si è trattato di un errore», mentre continua a mettere Kiev sullo stesso piano di Mosca, dicendo che «ci vogliono due persone per ballare il tango», e in passato chi non aveva accettato le proposte di pace ingiuste era stato il leader ucraino Zelensky.
Il presidente americano ci ha messo un paio di giorni a rompere il silenzio, dopo l’attacco russo che ha messo alla prova le difese di Polonia e Nato. Dopo essersi chiesto il motivo per cui Putin ha violato lo spazio aereo di Varsavia, dove peraltro ora c’è il presidente conservatore Karol Nawrocki molto vicino al collega americano, giovedì ha commentato che «potrebbe essersi trattato di un errore». Nessun analista politico o militare serio lo pensa, se non altro perché è difficile che l’errore abbia sviato una ventina di droni, e così Trump ha dato ancora una volta l’impressione di accettare la retorica di Putin e dargli via libera per le sue azioni più provocatorie, anche se stavolta l’obiettivo non era l’Ucraina ma un membro della Nato.
La condanna esplicita e chiara della provocazione non è mai arrivata, ma ieri mattina il capo della Casa Bianca ha commentato così, durante un’intervista con la Fox: «La mia pazienza sta finendo, e sta finendo rapidamente». Poi Però ha aggiunto: «Ci vogliono due persone per ballare il tango. Quando Putin voleva farlo, Zelensky non l’ha fatto. Quando Zelensky voleva farlo, Putin non l’ha fatto. Dovremo essere molto, molto duri». Cosa intenda con questo resta un mistero. Sta mettendo Kiev sullo stesso piano di Mosca, e quindi si prepara a colpire entrambi? Oppure la sua pazienza si sta esaurendo con l’ex amico del Cremlino, che con i bombardamenti continui sui civili è diventato chiaramente il vero ostacolo alla pace? E se così fosse, Trump si prepara finalmente ad imporre le sanzioni secondarie sull’acquisto del petrolio russo, o le altre misure minacciate dal suo segretario al Tesoro Bessent per «far collassare» l’economia russa e costringere Vladimir a negoziare sul serio la pace? Al momento è incerta anche la partecipazione Usa ai nuovi piani di difesa annunciati dalla Nato e ciò di sicuro incoraggia Putin.