Centinaia di tank intorno a Gaza City: pronti all’invasione
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoGerusalemme – La strategia era chiara: abbattere fino all’ultimo palazzo ancora in piedi, costringere gli abitanti alla fuga, stringere l’assedio e poi entrare con le truppe a Gaza City. L’aviazione israeliana si è occupata del primo atto: cancellare lo skyline della città. E ora l’esercito è pronto all’operazione di terra. Intorno al perimetro della Striscia si ammassano, secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth, centinaia di tank e bulldozer pronti per entrare da nord. I battaglioni già in città, a ridosso dei quartieri di Zeitoun e Sheikh Radwan, nel nord, dovranno aprire i varchi per l’accesso da ovest. Una manovra a tenaglia per un’operazione che potrebbe durare fino a quattro mesi, dice Yedioth, senza troppe aspettative da parte dei militari: i comandi hanno avvertito il governo che l’occupazione di Gaza City non porterà alla resa e alla distruzione di Hamas. Il gruppo resterà nella Striscia, avendo ancora combattenti attivi tra Deir al-Balah e Nuseirat e nei campi di al-Mawasi e …
Gerusalemme – La strategia era chiara: abbattere fino all’ultimo palazzo ancora in piedi, costringere gli abitanti alla fuga, stringere l’assedio e poi entrare con le truppe a Gaza City. L’aviazione israeliana si è occupata del primo atto: cancellare lo skyline della città. E ora l’esercito è pronto all’operazione di terra. Intorno al perimetro della Striscia si ammassano, secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth, centinaia di tank e bulldozer pronti per entrare da nord. I battaglioni già in città, a ridosso dei quartieri di Zeitoun e Sheikh Radwan, nel nord, dovranno aprire i varchi per l’accesso da ovest. Una manovra a tenaglia per un’operazione che potrebbe durare fino a quattro mesi, dice Yedioth, senza troppe aspettative da parte dei militari: i comandi hanno avvertito il governo che l’occupazione di Gaza City non porterà alla resa e alla distruzione di Hamas. Il gruppo resterà nella Striscia, avendo ancora combattenti attivi tra Deir al-Balah e Nuseirat e nei campi di al-Mawasi e si prepara alla guerriglia.
I vertici militari, compreso il capo di stato maggiore Zamir, si erano opposti all’operazione battezzata “Carri di Gedeone II” perché metterà a rischio gli ostaggi senza raggiungere la chimera della “vittoria totale”. È l’opinione condivisa da buona parte degli apparati di sicurezza: la guerra di Gaza non ha più obiettivi militari da raggiungere, ma il governo non sembra intenzionato a fermarsi. La prossima settimana l’Idf dovrebbe richiamare altri 20mila riservisti, che si aggiungono ai 60mila già mobilitati. Ieri sono stati colpiti altri edifici di diversi piani a Gaza City tra cui l’edificio che ospitava la più grande collezione archeologica della Striscia, denuncia l’Ecole Biblique et Archeologique Française de Jerusalem, che insieme al patriarcato latino nei giorni scorsi aveva cercato la missione quasi impossibile di mettere in salvo i reperti più importanti, ma la maggior parte non è stata trasferita, scrive Haaretz. Almeno 68 persone sono state uccise in tutta la Striscia solo ieri, 10 di loro stavano cercando aiuti. L’Idf rivendica l’eliminazione di «11 agenti di Hamas nei tunnel a Beit Hanoun». Il numero delle vittime dall’inizio della guerra è 64.800, in gran parte civili.
«La città è un castello di carta, lo skyline di Gaza sta cambiando», ha commentato il ministro della Difesa israeliana Israel Katz. Migliaia di persone si sono messe in marcia verso sud nel tentativo di sopravvivere in una terra dove «nessun posto è sicuro», come ha ribadito l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa). L’esercito diffonde il numero degli sfollati, 300mila, che si dirigono verso al-Mawasi, la promessa “zona umanitaria” che però non esiste ancora perché i soldati la stanno allestendo tra molte difficoltà.
Il tema dell’evacuazione è al centro della propaganda: in alcuni video pubblicati sui social, ma non verificati, si vedrebbero uomini di Hamas che impediscono agli sfollati di piantare tende nella zona di Khan Younis.
Il Cogat, coordinatore dell’Autorità israeliana per i territori palestinesi, scrive: «Mentre Hamas invita gli abitanti di Gaza City a non spostarsi verso sud, i suoi membri temono per la propria vita e cercano di lasciare la Striscia», e allega le foto di alcuni funzionari civili tra i quali il ministro Mohammad Madhoun con la famiglia, il presidente del comitato per gli Esteri, Ismail Ashkar, e il capo di un comitato governativo Alaa al-Din Batta, che avrebbero tentato di uscire da Gaza chiedendo l’evacuazione.
Hamas risponde sostenendo che un milione di gazawi si oppone all’esordo forzato. I palestinesi intrappolati nel mezzo.