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Scott Turow: “L’omicidio di Charlie Kirk è figlio dell’estremismo alimentato dalla destra”

(reuters)

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Intervista al maestro del legal thriller americano: “La destra non finisce mai di stupirmi. Il fatto che la vedova di Charlie Kirk abbia predetto e addirittura stia già assaporando la vendetta dei suoi, dimostra come Erika non abbia imparato nulla dal dolore suo e dei suoi figli”
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Londra – L’estrema destra del mio Paese non finisce mai di stupirmi. Ma ora dico la mia». Il maestro del legal thriller americano non ci sta. Ovvio, Scott Turow condanna il brutale assassinio dell’influencer di destra Charlie Kirk da parte del 22enne Tyler Robinson, lo scorso 10 settembre in un campus dello Utah. Ma il 76enne ex avvocato americano e poi scrittore bestseller da 30 milioni di copie vendute nel mondo, autore dello spettacolare esordio Presunto innocente nel 1987 (poi film con Harrison Ford) e dell’ultimo sequel Presunto colpevole pubblicato lo scorso aprile (Mondadori, come tutti gli altri sedici romanzi), punta comunque il dito contro il movimento Maga e la galassia reazionaria degli Stati Uniti.

Come mai? «La destra non finisce mai di stupirmi», spiega Turow a Repubblica, «perché hanno il feticismo per le armi da fuoco, hanno bloccato tutte le restrizioni possibili contro la loro vendita, hanno sempre apostrofato con i peggiori e più odiosi termini tutti quelli che la …

Londra – L’estrema destra del mio Paese non finisce mai di stupirmi. Ma ora dico la mia». Il maestro del legal thriller americano non ci sta. Ovvio, Scott Turow condanna il brutale assassinio dell’influencer di destra Charlie Kirk da parte del 22enne Tyler Robinson, lo scorso 10 settembre in un campus dello Utah. Ma il 76enne ex avvocato americano e poi scrittore bestseller da 30 milioni di copie vendute nel mondo, autore dello spettacolare esordio Presunto innocente nel 1987 (poi film con Harrison Ford) e dell’ultimo sequel Presunto colpevole pubblicato lo scorso aprile (Mondadori, come tutti gli altri sedici romanzi), punta comunque il dito contro il movimento Maga e la galassia reazionaria degli Stati Uniti.

Come mai? «La destra non finisce mai di stupirmi», spiega Turow a Repubblica, «perché hanno il feticismo per le armi da fuoco, hanno bloccato tutte le restrizioni possibili contro la loro vendita, hanno sempre apostrofato con i peggiori e più odiosi termini tutti quelli che la pensano diversamente da loro. Ora invece», continua il romanziere americano, «quando i nodi di tutte le loro azioni e atteggiamenti vengono al pettine, come nell’omicidio di Charlie Kirk, pensano di incolpare i loro oppositori politici della morte dell’influencer di destra».

In questi ultimi giorni si sono accumulate le speculazioni sul killer Tyler Robinson, il suo possibile movente, la radicalizzazione online, il suo credo politico ancora oscuro e contraddittorio. Ma, anche su questo argomento, Turow sembra avere le idee molto chiare: «Dal mio punto di vista», ci dice, «l’omicidio di Kirk può essere ricondotto al contesto di estremismo che il presidente americano Donald Trump e il suo movimento Maga (Make American Great Again) hanno sempre aizzato. È lo stesso contesto estremista di cui godono e gioiscono, dopo aver utilizzato il loro attuale potere per demonizzare e punire coloro che hanno idee diverse dalle loro».

Erika Kirk, vedova di Charlie, 36 anni ed ex miss Arizona, ha lanciato messaggi di fuoco dopo il tragico assassinio del marito: «Non avete idea di ciò che avete appena scatenato in questo Paese e nel mondo intero. Non avete idea del fuoco che avete acceso dentro questa moglie. Le grida di questa vedova riecheggeranno in tutto il mondo come un grido di battaglia. Il movimento che mio marito ha costruito non morirà!». Turow risponde così, in maniera franca e diretta: «Il fatto che la vedova di Charlie Kirk abbia predetto e addirittura stia già assaporando la vendetta dei suoi dimostra come Erika non abbia imparato nulla dal dolore suo e dei suoi figli», dopo questa tragedia.

Il ritratto degli attuali Stati Uniti da parte di Turow è quello di un Paese estremamente diviso. Forse sull’orlo di una guerra civile, come agli albori della sua Storia che compirà 250 anni l’anno venturo? «No», risponde il romanziere nato a Chicago, «sinceramente in questo momento non credo allo spettro di una guerra civile in America». Anzi, Turow in questo senso è addirittura ottimista e conclude così la nostra conversazione: «Penso che, gradualmente, gli americani non “Maga”, che restano la maggioranza nel mio Paese, saranno sempre più nauseati da Trump, dalla sua amministrazione e dal manicomio in cui “The Donald” vuole trasformare i nostri Stati Uniti».

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