Dna e chat inchiodano il killer, Vance s’intesta l’eredità di Kirk
di Massimo BasileNEW YORK – J.D. Vance è stato il primo a mettere le mani sull’eredità di consensi di Charlie Kirk, l’attivista conservatore di 31 anni ucciso in un attentato, il 10 settembre, in un campus universitario nello Utah. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha condotto dalla Casa Bianca la prima puntata del Charlie Kirk Show, il podcast dell’attivista diventato una star tra milioni di giovani americani. Vance ha rivendicato la «grande amicizia» con la vittima e dichiarato la «comunanza di idee». I giovani, insomma, possono guardare a Vance come suo erede alle elezioni.
Il vicepresidente ha utilizzato il microfono per lanciare ufficialmente il piano del governo per silenziare il dissenso. L’ospite della prima puntata è stato il consigliere di Donald Trump, il falco Stephen Miller, un altro «grande amico di Kirk». Miller ha detto che le agenzie federali smantelleranno i «network di violenti». «Con Dio come testimone – ha promesso – utilizzeremo tutte le risorse a nostra disposizione al dipa…
NEW YORK – J.D. Vance è stato il primo a mettere le mani sull’eredità di consensi di Charlie Kirk, l’attivista conservatore di 31 anni ucciso in un attentato, il 10 settembre, in un campus universitario nello Utah. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha condotto dalla Casa Bianca la prima puntata del Charlie Kirk Show, il podcast dell’attivista diventato una star tra milioni di giovani americani. Vance ha rivendicato la «grande amicizia» con la vittima e dichiarato la «comunanza di idee». I giovani, insomma, possono guardare a Vance come suo erede alle elezioni.
Il vicepresidente ha utilizzato il microfono per lanciare ufficialmente il piano del governo per silenziare il dissenso. L’ospite della prima puntata è stato il consigliere di Donald Trump, il falco Stephen Miller, un altro «grande amico di Kirk». Miller ha detto che le agenzie federali smantelleranno i «network di violenti». «Con Dio come testimone – ha promesso – utilizzeremo tutte le risorse a nostra disposizione al dipartimento di Giustizia, alla Sicurezza interna e in tutto il governo per identificare, interrompere, smantellare e distruggere queste reti». Vance ha promesso che l’amministrazione prenderà di mira le ong collegate a disordini politici. Entrambi hanno spiegato che la linea dura rappresenta un «tributo all’eredità di Kirk». Intanto il segretario di Stato Marco Rubio ha invocato la «revoca del visto per chi celebra l’omicidio».
Ma per giustificare la svolta autoritaria serve la “pistola fumante”, la prova che leghi in maniera chiara l’assassinio alla sinistra. Il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha spiegato che il ragazzo arrestato, Tyler Robinson, 22 anni, «aveva chiaramente sviluppato una idea di sinistra, staccandosi dalla famiglia», repubblicana e mormone, ma non ha spiegato in che modo. Il presunto legame con un transgender, Lance Twiggs, non è ritenuto abbastanza per incendiare le polveri, anche se Fox News ha rilanciato una testimonianza che descrive il partner del killer come «odiatore dei cristiani».
Al direttore dell’Fbi, Kash Patel, è stato chiesto di cercare una matrice politica di sinistra a ogni costo. Il ritrovamento di un biglietto scritto da Robinson aveva acceso le speranze. Ma il contenuto, rivelato da Patel, è deludente: «Ho l’opportunità di far fuori Charlie Kirk e la coglierò», aveva scritto. Il killer, ha spiegato l’Fbi, «aveva sviluppato un’ossessione per Kirk» e il dna di Robinson è stato trovato su un asciugamano avvolto attorno al fucile utilizzato e su un cacciavite recuperato sul tetto dell’edificio dell’Università della Utah Valley da cui il killer ha sparato.
Prove utili per l’incriminazione, ma non sufficienti per accusare l’opposizione. I riferimenti ai «fascisti» e a «Bella ciao», trovati incisi sulle munizioni, appaiono più legati ai videogiochi e alla passione per un brano in versione dance, di cui il ragazzo forse non conosce neanche l’origine. Lui non collabora con gli investigatori, ma oggi verrà formalmente incriminato. Due ore prima dell’arresto avrebbe confessato a un gruppo ristretto di amici, in una chat su Discord, di essere stato lui a uccidere Kirk. «Hey ragazzi, ho delle cattive notizie per voi. Sono stato io ieri. Mi dispiace per tutto questo», avrebbe scritto secondo il Washington Post.
Robinson è accusato di omicidio aggravato, reato che nello Utah prevede anche la pena di morte. Ogni ora potrebbe saltare fuori un colpo di scena. Per il governo il bersaglio grosso non è più il destino di un ragazzo «instabile», «dipendente dai videogiochi», uno capace di scherzare con gli amici attribuendo l’omicidio a un suo sosia. Serve qualcosa di più per l’America Maga. Nella settimana della beatificazione di Kirk, che domenica culminerà nei funerali in uno stadio di football in Arizona, il governo chiede solo una cosa: la prova che faccia della sinistra il mandante morale dell’omicidio.