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La minaccia del Cremlino: “Già in guerra con la Nato”. Un altro drone sulla Polonia

(afp)

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Peskov: “Negoziati con Kiev in pausa”. Trump: “Dovrò farli incontrare”. Ma due ufficiali Usa assistono alle esercitazioni in Bielorussia
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BERLINO – Zapad vuol dire “occidente”: l’ultima volta che Mosca impiegò decine di migliaia di soldati nell’esercitazione militare che porta quell’inquietante nome fu alla vigilia dell’annessione della Crimea. E dopo i droni sconfinati in Polonia della scorsa settimana che hanno inaugurato l’attuale “remake” delle operazioni militari russe in Bielorussia, è chiaro che l’allarme continua a essere alle stelle, sul fianco orientale della Nato. Ieri Mosca ha acuito le tensioni ulteriormente allargando le esercitazioni all’enclave di Kaliningrad e sostenendo attraverso il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov che l’Alleanza atlantica è «di fatto già in guerra» contro la Russia.

Domenica la prova muscolare tesa a innervosire l’occidente aveva incluso il lancio di un missile ipersonico Zircon da una fregata nel Mare di Barentz. E ieri sera il premier polacco Donald Tusk ha reso noto su X che un drone è stato intercettato e neutralizzato mentre volava sugli edifici governativi a Varsavia…

BERLINO – Zapad vuol dire “occidente”: l’ultima volta che Mosca impiegò decine di migliaia di soldati nell’esercitazione militare che porta quell’inquietante nome fu alla vigilia dell’annessione della Crimea. E dopo i droni sconfinati in Polonia della scorsa settimana che hanno inaugurato l’attuale “remake” delle operazioni militari russe in Bielorussia, è chiaro che l’allarme continua a essere alle stelle, sul fianco orientale della Nato. Ieri Mosca ha acuito le tensioni ulteriormente allargando le esercitazioni all’enclave di Kaliningrad e sostenendo attraverso il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov che l’Alleanza atlantica è «di fatto già in guerra» contro la Russia.

Domenica la prova muscolare tesa a innervosire l’occidente aveva incluso il lancio di un missile ipersonico Zircon da una fregata nel Mare di Barentz. E ieri sera il premier polacco Donald Tusk ha reso noto su X che un drone è stato intercettato e neutralizzato mentre volava sugli edifici governativi a Varsavia. Due cittadini bielorussi sono stati arrestati, ma secondo il tabloid polacco Fakt si tratterebbe dell’«ennesima provocazione» contro la Polonia. Tusk non ha detto a quando risale l’ennesima, grave incursione nei cieli polacchi.

Intanto ogni tentativo della Casa Bianca di favorire un processo di pace tra la Russia e l’Ucraina si sta rivelando un fallimento. Dal Cremlino il portavoce Peskov ha parlato di una «pausa nel negoziato» e ha puntato il dito contro Kiev, accusandola di «non essere pronta ad affrontare una discussione realmente seria». Mentre la portavoce degli Esteri, Maria Zakharova, ha accusato l’Europa di «russofobia e bielorussofobia», a proposito degli allarmi sulle esercitazioni congiunte in Bielorussia. Allarmi che hanno indotto ieri il Regno Unito a inviare alcuni caccia Typhoon in Polonia che avranno il compito di rafforzare la “Sentinella dell’Est”, l’operazione di rafforzamento del fianco orientale annunciato la scorsa settimana dalla Nato dopo l’incursione dei droni russi.

Donald Trump ha detto che «probabilmente dovrò convincere Putin e Zelensky a un incontro», ma ormai è un disco rotto. Ed è tornato ad avanzare le sue richieste iperboliche agli europei: «Le loro sanzioni alla Russia non sono abbastanza dure»: secondo la Casa Bianca dovrebbero smettere di acquistare petrolio russo e imporre mostruosi dazi alla Cina. Intanto, però, la Reuters ha rivelato ieri la strana presenza di due ufficiali americani alle esercitazioni Zapad 2025. Il ministro della Difesa di Minsk, Viktor Khrenin, ha generosamente commentato che avrebbero potuto osservare «qualunque cosa fosse di loro interesse».

Va ricordato che la settimana scorsa, il giorno dopo lo sconfinamento dei 19 droni russi in Polonia, un rappresentante degli Stati Uniti è andato a Minsk per siglare un accordo che prevedeva la liberazione di 52 prigionieri in cambio di un alleggerimento delle sanzioni alle linee aeree Belavia. Quello dei due ufficiali americani presenti alle esercitazioni in Bielorussia è un altro palese segnale di riavvicinamento tra Washington e l’alleato più fedele di Putin, il dittatore bielorusso Alexander Lukashenko.

Dall’Europa è arrivata ieri l’attesa conferma di un ulteriore pacchetto di sanzioni contro Mosca. La Commissione europea «punta a presentare presto il diciannovesimo pacchetto di sanzioni» perché Putin fermi la guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill.

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