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Trump accolto come un re, il Regno Unito cerca di arruolarlo sull’Ucraina

(reuters)

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Da oggi tre giorni di visita di Stato: il presidente vedrà Carlo III e Starmer Mentre l’America riduce l’attenzione per l’Europa
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Nella storia della monarchia britannica, solo i reali danesi Margrethe e Henrik hanno avuto lo stesso onore: due visite di Stato, come Donald Trump. È la benedizione finale, l’onore supremo per un outsider come lui, ex palazzinaro senza sangue blu, nonché un’occasione per rafforzare la special relationship con la Gran Bretagna. Dunque, re Carlo e il premier Keir Starmer lo hanno invitato ancora una volta in Inghilterra, dove arriverà stasera per rimanere tre giorni. Sanno che The Donald, di origini scozzesi, è molto sensibile alla Royal Family, sin da quando vide sua madre Mary Anne incollata alla tv per un giorno intero per l’incoronazione della regina Elisabetta nel 1953. Così proveranno a strappargli concessioni e impegni, su quanti più fronti possibili.

Il 76enne monarca, di tre anni più giovane del Donald conosciuto a Mar-a-Lago nel 1988, sfrutterà tutto il suo soft power per cercare di sensibilizzare Trump sull’Ucraina e avvicinare un’intesa sulle garanzie di sicurezza american…

Nella storia della monarchia britannica, solo i reali danesi Margrethe e Henrik hanno avuto lo stesso onore: due visite di Stato, come Donald Trump. È la benedizione finale, l’onore supremo per un outsider come lui, ex palazzinaro senza sangue blu, nonché un’occasione per rafforzare la special relationship con la Gran Bretagna. Dunque, re Carlo e il premier Keir Starmer lo hanno invitato ancora una volta in Inghilterra, dove arriverà stasera per rimanere tre giorni. Sanno che The Donald, di origini scozzesi, è molto sensibile alla Royal Family, sin da quando vide sua madre Mary Anne incollata alla tv per un giorno intero per l’incoronazione della regina Elisabetta nel 1953. Così proveranno a strappargli concessioni e impegni, su quanti più fronti possibili.

Il 76enne monarca, di tre anni più giovane del Donald conosciuto a Mar-a-Lago nel 1988, sfrutterà tutto il suo soft power per cercare di sensibilizzare Trump sull’Ucraina e avvicinare un’intesa sulle garanzie di sicurezza americane per i volenterosi, cruciale per Londra e per la difesa dell’Europa. Ma una svolta sarà improbabile, anche durante l’incontro di Trump giovedì con Starmer a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro britannico: la questione è troppo complessa, si gioca anche sul tavolo di Putin e la pace è ancora lontana. Anche perché la visita arriva sullo sfondo di un mutamento epocale nei rapporti transatlantici, che non riguarda solo la guerra scatenata dallo zar e la difficile convergenza con gli alleati Nato, criticati più di Mosca e penalizzati dai dazi, ma in generale l’approccio al mondo.

Lo conferma la strategia per la sicurezza nazionale che l’amministrazione Trump sta completando, per pubblicarla fra qualche settimana. Ci lavorano il direttore politico del dipartimento di Stato, Michael Anton, e il collega del Pentagono, Elbridge Colby. Chi ne conosce i contenuti, avverte che porterà cattive notizie per l’Europa, Gran Bretagna inclusa, perché il continente verrà declassato nelle priorità Usa. Al primo posto salirà l’Emisfero occidentale, l’America Latina, nell’ottica America First di dare la precedenza alle questioni più vicine: migrazioni, Venezuela, Cuba, Brasile. Al secondo verrà declassata l’area Indo-pacifica, centrale negli ultimi decenni causa Cina. L’Europa calerà al terzo, un po’ perché viene data per scontata e un po’ perché non è ritenuta centrale. Dopo i contrasti sull’Ucraina, arriva dunque un’altra cattiva notizia, che formalizza la distanza crescente di Washington dal Vecchio Continente.

In questo contesto, è più realistico per Londra strappare altre agevolazioni sui dazi reciproci, concretizzare l’abbattimento delle tariffe sull’acciaio, e inaugurare quella che Starmer ha già battezzato «la nuova età dell’oro del nucleare», nell’ambito di un nuovo patto tra Usa e Uk: la Atlantic Partnership for Advanced Nuclear Energy. Ossia la costruzione congiunta di dodici nuovi reattori “modulari” (prodotti in serie su base industriale) ad Hartlepool, coinvolgendo aziende Usa e Uk, inclusa la Rolls Royce. Nei prossimi giorni, verranno annunciati accordi miliardari del Regno Unito con i colossi informatici Nvidia e Open AI (i cui amministratori delegati saranno al seguito di Trump, forse anche con Tim Cook di Apple) per costruire in Inghilterra, a Blyth, un’enorme infrastruttura e centro dati per l’intelligenza artificiale alimentata da un mini reattore modulare. Ma Londra concederà contratti della Difesa britannica ad altre due aziende americane, Palantir e Anduril, legate al controverso miliardario Peter Thiel.

Dopo la trasferta di luglio nella sua Scozia, Trump non si vedrà in pubblico. Niente tappa e discorso in Parlamento a Westminster. E, a differenza di Macron, niente parata pubblica in strada. Il presidente Usa sarà ospite del re a Windsor per i primi due giorni, tra tappeti rossi, parate militari, tour in carrozza, le Red Arrows e gli F35 sfreccianti nel cielo, il principesco banchetto di mercoledì sera nella St. George’s Hall del castello, l’omaggio con una corona di fiori sulla tomba della regina Elisabetta. Mentre l’erede al trono William e Kate intratterranno gli ospiti, insieme alla regina Camilla che mostrerà alla First Lady Melania una rara casa delle bambole dell’architetto Sir Edwin Luytens. Il tutto dentro la tenuta di Windsor, tra imponenti misure di sicurezza, prima di andare da Starmer a Chequers giovedì, concedersi a una conferenza stampa minima per evitare imbarazzi sullo scandalo Epstein che ha affondato anche l’ambasciatore britannico Mandelson, e infine ripartire per Washington.

Fuori rimarranno curiosi e manifestanti anti Trump. Escluso anche il principe Andrea, “arma segreta” di Buckingham Palace nella prima visita di Trump nel 2019, e oggi innominabile.

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