La questione palestinese irrompe, ancora una volta, nelle aule universitarie. A Pisa, un docente è stato aggredito e interrotto a lezione da un gruppo di attivisti pro Pal. A Torino un professore israeliano, ospite del Politecnico per un corso di dottorato, ha difeso l’esercito israeliano come il «più pulito del mondo», ed è stato sospeso dal rettore Stefano Corgnati dopo la contestazione studentesca.
A distanza di mesi dalle occupazioni torna così la tensione negli atenei, È un caso il blitz pro Pal avvenuto ieri mattina all’Università di Pisa nel corso di una lezione di diritto costituzionale comparato tenuta dal professor Rino Casella. Un gruppo di attivisti ha interrotto il docente sventolando bandiere palestinesi e urlando slogan contro Israele: Casella, che pretendeva di proseguire la lezione, ha avuto un faccia a faccia con alcuni giovani e, denuncia, è stato aggredito fisicamente. Ferito anche un altro studente in aula per il corso: «Un ragazzo ha cercato di strappare la bandi…
La questione palestinese irrompe, ancora una volta, nelle aule universitarie. A Pisa, un docente è stato aggredito e interrotto a lezione da un gruppo di attivisti pro Pal. A Torino un professore israeliano, ospite del Politecnico per un corso di dottorato, ha difeso l’esercito israeliano come il «più pulito del mondo», ed è stato sospeso dal rettore Stefano Corgnati dopo la contestazione studentesca.
A distanza di mesi dalle occupazioni torna così la tensione negli atenei, È un caso il blitz pro Pal avvenuto ieri mattina all’Università di Pisa nel corso di una lezione di diritto costituzionale comparato tenuta dal professor Rino Casella. Un gruppo di attivisti ha interrotto il docente sventolando bandiere palestinesi e urlando slogan contro Israele: Casella, che pretendeva di proseguire la lezione, ha avuto un faccia a faccia con alcuni giovani e, denuncia, è stato aggredito fisicamente. Ferito anche un altro studente in aula per il corso: «Un ragazzo ha cercato di strappare la bandiera a un manifestante, l’hanno preso a calci e pugni così mi sono messo nel mezzo per fargli da scudo. Hanno colpito anche me — racconta Casella — è stata un’aggressione fascista, non so in che altro modo definirla». E ancora: «Mi accusano di essere sionista perché ho sempre detto che non sono un pro Pal. Non credo volessero colpire proprio me quando hanno visto la mia reazione, ma si sono mostrati per quello che sono, dei violenti».
È intervenuta la ministra Anna Maria Bernini: «Valuteremo la possibilità di costituirci parte civile contro le aggressioni, perché l’università è inclusività, apertura, democrazia, mai violenza». Dura la condanna dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane: «Va ricordato che i palestinesi sono strumentalizzati da chi li considera scudi umani e nessuna irruzione nelle aule potrà mai soccorrerli — dice la presidente Noemi Di Segni — così si continua a legittimare il terrorismo».
A Torino, invece, Cambiare Rotta e Collettivo universitario hanno contestato il docente Pini Zorea, professore dell’università israeliana di Braude, lunedì alla sua prima lezione. «Sono d’accordo con la libertà palestinese ma dovreste aggiungere un’altra parola: libertà da Hamas», ha replicato il docente, che ha aggiunto: «Ero un soldato e posso dirvi che l’Idf è l’esercito più pulito del mondo». Il Politecnico di Torino si è dissociato: il rettore Corgnati ha ribadito la posizione dell’ateneo di condanna «per ogni forma di violenza» e ha disposto la sospensione del docente, che però incontrerà per un chiarimento.