Sanzioni a Israele, la Commissione Ue si muove. Ma Germania e Italia potrebbero fermare tutto
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Sospensione parziale degli accordi commerciali, sanzioni contro Hamas e due ministri israeliani. E anche contro i coloni violenti. Ecco le proposte della Commissione europea contro il governo israeliano che dovranno però essere avallate dal Consiglio, quindi dai governi, con una maggioranza qualificata. E si tratta di un obiettivo molto difficile da raggiungere. Sostanzialmente le misure passeranno solo se Germania o Italia cambieranno la loro linea. Al momento infatti Roma e Berlino non hanno sostenuto le sanzioni insieme a Ungheria, Bulgaria, Repubblica Ceca. Il rischio dunque è che si riveli un buco nell’acqua.
Accordi commerciali nel mirino
Il primo obiettivo dell’esecutivo europeo comunque è colpire sul piano commerciale la proposta la zona di libero scambio tra Ue e Israele. Non un blocco, ma il ritiro delle agevolazioni sui dazi su frutta, verdura, frutta secca e datteri. Secondo Bruxelles, l’impatto dovrebbe essere aggirarsi sui 227 milioni di euro l’anno. A c…
BRUXELLES – Sospensione parziale degli accordi commerciali, sanzioni contro Hamas e due ministri israeliani. E anche contro i coloni violenti. Ecco le proposte della Commissione europea contro il governo israeliano che dovranno però essere avallate dal Consiglio, quindi dai governi, con una maggioranza qualificata. E si tratta di un obiettivo molto difficile da raggiungere. Sostanzialmente le misure passeranno solo se Germania o Italia cambieranno la loro linea. Al momento infatti Roma e Berlino non hanno sostenuto le sanzioni insieme a Ungheria, Bulgaria, Repubblica Ceca. Il rischio dunque è che si riveli un buco nell’acqua.
Accordi commerciali nel mirino
Il primo obiettivo dell’esecutivo europeo comunque è colpire sul piano commerciale la proposta la zona di libero scambio tra Ue e Israele. Non un blocco, ma il ritiro delle agevolazioni sui dazi su frutta, verdura, frutta secca e datteri. Secondo Bruxelles, l’impatto dovrebbe essere aggirarsi sui 227 milioni di euro l’anno. A carico però degli acquirenti europei. Da considerare che l’export israeliano ammonta a circa 16 miliardi di euro e un terzo di esso sarà sottoposto a tariffe più alte e non allo zero previsto dal libero scambio. L’export europeo verso Israele è invece pari a 26,7 miliardi. Rimangono soggetti a zero dazi anche le armi e gli equipaggiamenti militari.
Le sanzioni a Ben-Gvir e Smotrich
L'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha riproposto l’inserimento nella lista nera dei ministri Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusati di incitamento all’odio e di guidare la politica di espansione delle colonie. Per loro scatterà congelamento dei beni, divieto di fornire fondi e risorse e divieto di ingresso nell’Ue. Stessa misura per 10 membri del politburo di Hamas, distribuiti tra Gaza, Cisgiordania e Paesi terzi. Una nuova lista prevede misure contro 3 coloni violenti e 6 organizzazioni a loro collegate.
I fondi
Il terzo pilastro riguarda la cooperazione bilaterale: saranno sospesi circa 14 milioni di euro di fondi del periodo 2020-2024, compresi i programmi di "gemellaggio" con le amministrazioni israeliane, come i progetti su big data, statistiche e riforme energetiche, e le attività legate alla cooperazione regionale nel quadro degli Accordi di Abramo. Restano invece i fondi per la società civile israeliana e palestinese, per le iniziative di pace (5 milioni), per la lotta all’antisemitismo (20 milioni) e per il memoriale Yad Vashem. I provvedimenti non hanno una durata e quindi saranno le istituzioni europee a stabilire quando ritirarli. “L’obiettivo - ha spiegato Kallas - non è punire Israele ma agevolare gli aiuti umanitari a Gaza”.