BRUXELLES – L’intervento della Commissione europea contro il governo israeliano si compone di tre pilastri: la sospensione parziale del Trattato commerciale, le sanzioni personali e il ritiro dei fondi per la cooperazione. Che prevedono modalità di approvazione differenti.
L’accordo commerciale
Il primo provvedimento riguarda la sospensione parziale del Trattato commerciale tra Ue e Israele, che ha creato un’area di libero scambio. Sostanzialmente, l’import-export non è sottoposto a dazi. L’esecutivo Ue ha però deciso di reintrodurre le tariffe su un terzo dei beni importati da Israele. Il loro valore complessivo è di circa 17 miliardi di dolalri, quelli “daziati” ammontano a 5 miliardi con una tassazione che potrà arrivare anche al 40%.
I dazi sui prodotti agricoli
L’effetto dei nuovi dazi ammonterà a circa 227 milioni di euro l’anno. Non una cifra altissima. Del resto tutto il pacchetto sembra costruito per non provocare uno scontro totale. E riguarderà in primo luogo frutta (fresca…
BRUXELLES – L’intervento della Commissione europea contro il governo israeliano si compone di tre pilastri: la sospensione parziale del Trattato commerciale, le sanzioni personali e il ritiro dei fondi per la cooperazione. Che prevedono modalità di approvazione differenti.
L’accordo commerciale
Il primo provvedimento riguarda la sospensione parziale del Trattato commerciale tra Ue e Israele, che ha creato un’area di libero scambio. Sostanzialmente, l’import-export non è sottoposto a dazi. L’esecutivo Ue ha però deciso di reintrodurre le tariffe su un terzo dei beni importati da Israele. Il loro valore complessivo è di circa 17 miliardi di dolalri, quelli “daziati” ammontano a 5 miliardi con una tassazione che potrà arrivare anche al 40%.
I dazi sui prodotti agricoli
L’effetto dei nuovi dazi ammonterà a circa 227 milioni di euro l’anno. Non una cifra altissima. Del resto tutto il pacchetto sembra costruito per non provocare uno scontro totale. E riguarderà in primo luogo frutta (fresca come i pompelmi e secca come i datteri) e verdura. Ma la Commissione sta a ancora completando l’elenco dei prodotti che potrebbe includere anche alcune manifatture e macchinari. È possibile che Israele risponda con contro-dazi per un valore di oltre mezzo miliardo di euro.
Maggioranza qualificata
Questo primo provvedimento dovrà superare l’esame del Consiglio, ossia dei governi nazionali. E per il via libera servirà una maggioranza qualificata di almeno 15 Stati membri che rappresentino il 65% della popolazione europea. Considerata la contrarietà di Paesi come Ungheria, Bulgaria, Germania e Italia, non sarà facile raggiungere il quorum. Di certo sarebbe indispensabile il sì di Roma oppure di Berlino. L’accordo va raggiunto prima in Coreper (il comitato che riunisce i 27 ambasciatori presso l’Ue) e poi nel consiglio dei ministri Ue. La sede più probabile è quella del Consiglio affari esteri convocato per il 20 ottobre.
Armi escluse
La sospensione del Trattato non incide comunque sul commercio di armi e di tutto ciò che riguarda il settore militare. Valgono le regole del Wto (L’Organizzazione mondiale del Commercio) e di segretezza connessa a questo tipo di scambi.
Black list per ministri e Hamas
Nel pacchetto figurano anche le “black list” per due ministri israeliani e per un decina di dirigenti di Hamas. I membri del governo di Gerusalemme sono i “falchi” di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusati di incitamento all’odio e di guidare la politica di espansione delle colonie. Per loro scatterà il congelamento dei beni, il divieto di fornire fondi e risorse e divieto di ingresso nell’Ue. Stessa misura per dieci membri del direttivo di Hamas, distribuiti tra Gaza, Cisgiordania e Paesi terzi, ritenuti responsabili delle decisioni operative sugli attacchi terroristici. E infine anche per tre coloni violenti e sei organizzazioni a loro collegate.
L’obbligo dell’unanimità
Questi provvedimenti saranno ancora più complicati da approvare. Perché in questo caso sarà indispensabile l’unanimità per renderli operativi. Basta dunque la contrarietà di un solo Stato membro per farli naufragare. Le luci a questo riguardo sono tutte accese sull’Ungheria.
Tagli alla cooperazione
Saranno sospesi i fondi per la cooperazione bilaterale. In tutto si tratta di 20 milioni, 14 per i fondi fino al 2025 e altri sei per il 2025. Si tratta di programmi di “gemellaggio” con le amministrazioni israeliane o progetti su big data, statistiche e riforme energetiche. O infine, delle attività legate alla cooperazione regionale nel quadro degli Accordi di Abramo. Sono esclusi dalla sospensione i fondi per la società civile israeliana e palestinese, per le iniziative di pace (5 milioni), per la lotta all’antisemitismo (20 milioni) e per il memoriale Yad Vashem.
Immediatamente esecutive
Queste ultime misure sono immediatamente esecutive perché di esclusiva competenza della Commissione Ue.
Tutte le sanzioni - se saranno approvate - avranno una durata indefinita. Ossia resteranno in vigore fino a quando l’Unione europea non deciderà di ritirarle.