Una corte per Trump. Carlo prova a stregarlo su Ucraina e ambiente
dal nostro inviato Antonello GuerreraWINDSOR – Stati Uniti e Regno Unito hanno una special relationship. Nessuno può dividerci, neanche l’Oceano. Nel bene e nel male», auspica re Carlo, aprendo il principesco banchetto di Stato nella St George’s Hall del castello di Windsor: «Noi e gli alleati europei siamo uniti in difesa dell’Ucraina. Per sconfiggere le forze della nuova tirannia in Europa e difendere la pace nel Continente». Il sovrano invoca pure la difesa dell’ambiente. Ma Donald Trump, in “black tie”, resta vago, ignorando gli appelli per Kiev e contro la Russia: «Siete il Paese di Shakespeare, Dickens e Orwell. Siete la terra della Rivoluzione industriale, di Churchill, avete sconfitto Napoleone, difeso la nostra civiltà dai giorni più bui del fascismo e del comunismo. L’impero britannico ha posto le basi della legge, della libertà, del libero pensiero e dei diritti individuali. Il legame tra Regno Unito e Stati Uniti è eterno, e insieme difenderemo i valori del mondo anglosassone».
WINDSOR – Stati Uniti e Regno Unito hanno una special relationship. Nessuno può dividerci, neanche l’Oceano. Nel bene e nel male», auspica re Carlo, aprendo il principesco banchetto di Stato nella St George’s Hall del castello di Windsor: «Noi e gli alleati europei siamo uniti in difesa dell’Ucraina. Per sconfiggere le forze della nuova tirannia in Europa e difendere la pace nel Continente». Il sovrano invoca pure la difesa dell’ambiente. Ma Donald Trump, in “black tie”, resta vago, ignorando gli appelli per Kiev e contro la Russia: «Siete il Paese di Shakespeare, Dickens e Orwell. Siete la terra della Rivoluzione industriale, di Churchill, avete sconfitto Napoleone, difeso la nostra civiltà dai giorni più bui del fascismo e del comunismo. L’impero britannico ha posto le basi della legge, della libertà, del libero pensiero e dei diritti individuali. Il legame tra Regno Unito e Stati Uniti è eterno, e insieme difenderemo i valori del mondo anglosassone».
Re Carlo sembra interdetto. Ma la missione resta: ammansire The Donald su vari fronti, dai dazi all’Ucraina. Dunque via allo show di ammaliante pageantry, ovvero il pomposo sfarzo militare e reale dell’isola: 120 cavalli, 1.300 membri delle forze militari di Sua Maestà, tra esercito, Royal Navy e Royal Air Force. Una Guardia d’Onore composta da Grenadier Guards, Coldstream Guards e Scots Guards, per il più grande picchetto mai schierato per una visita di Stato. Mentre la pattuglia acrobatica delle Red Arrows sfreccia nel cielo.
L’erede al trono William e la moglie Kate accolgono il presidente Usa e la First Lady scesi dall’elicottero Marine One. Trump, in abito blu e camicia prugna, prende per mano Melania, in tailleur grigio scuro firmato Dior e nascosta da un enorme cappello viola, come uno scudo. Il “vecchio amico” Carlo e la regina Camilla attendono. Prima, però, il presidente si rivolge a Kate: «You’re so beautiful», sei bellissima. Mentre l’ex modella Melania non rinuncia mai al suo vistoso copricapo. Neanche nel castello.
Carlo, Camilla, Donald e Melania si scambiano i doni. Promettente quello di Trump per il monarca: una replica della spada di Eisenhower, simbolo dell’alleanza militare tra Usa e Uk. Per l’inquilino della Casa Bianca, invece, la bandiera “Union Flag” sventolata in suo onore su Buckingham Palace per l’insediamento in gennaio e un volume in pelle per il 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana. Una spilla di Tiffany per Camilla. Mentre Melania riceve una borsa personalizzata Anya Hindmarch e una ciotola in argento dell’artista nordirlandese Cara Murphy.
Dopo un «caloroso» incontro riservato tra Trump, Melania, William e Kate, si va a pranzo con il resto della Royal Family. Poi The Donald e signora si dirigono nella Cappella di San Giorgio, sotto le note del Gloria di Vivaldi, per deporre una corona di fiori sulla tomba della regina Elisabetta. Unico momento senza telecamere. Prima del principesco banchetto di Stato e dell’attesissimo incontro, oggi, con il primo ministro britannico Keir Starmer nella sua residenza di campagna, a Chequers.
Fuori dal castello, a Windsor, sin dal mattino si accalcano sostenitori di Trump con i cappellini “Maga”. Sparuti i critici del tycoon, dopo il controverso arresto di quattro persone, martedì sera, per aver proiettato sul castello immagini del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, di Trump e del principe Andrea. A pochi giorni dal siluramento dell’ambasciatore britannico a Washington, Peter Mandelson, per la sua passata solidarietà verso Epstein.
Più fragorosa la manifestazione di Londra organizzata dalla “Stop Trump Coalition”. Ma è un mezzo flop: solo 5mila persone, invece delle decine di migliaia attese. Anche il sindaco di Londra, Sadiq Khan, attacca l’odiato Donald: «Soffia sul fuoco dell’estrema destra». Ma l’anti-trumpismo, in una Londra che sabato scorso ha visto 150mila persone sfilare con la destra nazionalista e contro i migranti, ne esce ridimensionato, sconfitto.