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Il regalo di Trump a Xi: “Bloccati 400 milioni di aiuti a Taiwan”

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Il Washington Post nel giorno della telefonata tra i due presidenti: gli Usa potrebbero aver sacrificato il sostegno all’isola sull’altare dell’accordo sui dazi
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NEW YORK - Gli Stati Uniti potrebbero aver deciso di sacrificare Taiwan sull’altare dei dazi. E’ quanto sostiene il Washington Post, secondo il quale il presidente Donald Trump ha bloccato un pacchetto di oltre 400 milioni di dollari in aiuti militari destinati quest’estate a Taiwan. La decisione sarebbe stata presa per non compromettere un accordo commerciale tra Usa e Cina e il possibile vertice con il leader cinese Xi Jinping a cui il tycoon tiene molto. La notizia è emersa poco prima che Trump e Xi si parlassero al telefono. Il contatto, avvenuto alle 8 di Washington, le 14 in Italia, si sarebbe incentrato sul futuro americano di TikTok e i dazi, ma non è escluso che si sia parlato anche di Taiwan e della nuova posizione del tycoon.

La decisione non è ancora definitiva, ma rappresenta un’inversione di rotta nella politica statunitense verso l’isola autogovernata che la Cina rivendica come proprio territorio. Secondo fonti citate dal quotidiano della capitale, il pacchetto di aiuti…

NEW YORK - Gli Stati Uniti potrebbero aver deciso di sacrificare Taiwan sull’altare dei dazi. E’ quanto sostiene il Washington Post, secondo il quale il presidente Donald Trump ha bloccato un pacchetto di oltre 400 milioni di dollari in aiuti militari destinati quest’estate a Taiwan. La decisione sarebbe stata presa per non compromettere un accordo commerciale tra Usa e Cina e il possibile vertice con il leader cinese Xi Jinping a cui il tycoon tiene molto. La notizia è emersa poco prima che Trump e Xi si parlassero al telefono. Il contatto, avvenuto alle 8 di Washington, le 14 in Italia, si sarebbe incentrato sul futuro americano di TikTok e i dazi, ma non è escluso che si sia parlato anche di Taiwan e della nuova posizione del tycoon.

La decisione non è ancora definitiva, ma rappresenta un’inversione di rotta nella politica statunitense verso l’isola autogovernata che la Cina rivendica come proprio territorio. Secondo fonti citate dal quotidiano della capitale, il pacchetto di aiuti sarebbe stato “più letale” rispetto ai precedenti cicli di aiuti a Taiwan, includendo munizioni e droni autonomi. La Casa Bianca ha confermato che la decisione non è ancora stata finalizzata, mentre il ministero degli Esteri taiwanese si è limitato a osservare di avere con Washington “una stretta cooperazione su varie questioni, comprese quelle di sicurezza”.

L’esercito americano ha da tempo destinato risorse alla difesa di Taiwan, mentre l’Esercito Popolare di Liberazione cinese sta rapidamente potenziando le proprie pressioni sull’isola che considera parte del proprio territorio. Da tempo la Cina sta conducendo esercitazioni sempre più complesse intorno a Taiwan, un segnale dell’avvicinarsi della temuta operazione militare.

Xi ha messo nella sua agenda politica la conquista dell’isola entro il 2027, ma funzionari militari e dell’intelligence statunitensi che hanno confermato questa notizia sottolineano come il 2027 non rappresenti la scadenza esatta per una potenziale invasione.“Questo sarebbe esattamente il momento sbagliato per gli Stati Uniti per togliere il piede dall’acceleratore”, ha dichiarato Dan Blumenthal, ex funzionario del Pentagono che ora lavora all’American Enterprise Institute.

Trump ha scelto di abbassare i toni con la Cina pur di raggiungere un accordo commerciale con Pechino. La guerra dei dazi sta indebolendo non solo l’economia cinese ma quella americana. I produttori agricoli degli Stati a maggioranza trumpiana, che in Cina avevano il primo mercato estero, sono in crisi. In gioco ci sono anche i microchip e il futuro di TikTok, che vedrà una cordata di amici di Trump alla guida della diramazione americana. La partita resta aperta, anche perché gli stessi Repubblicani hanno sollevato preoccupazioni riguardo a un allentamento degli aiuti a Taiwan. Sotto l’amministrazione di Joe Biden, gli Stati Uniti hanno approvato aiuti per più di due miliardi di dollari, ma sembra una stagione ormai lontana. Il tycoon, invece, vuole adottare anche in questo caso lo stesso metodo utilizzato per l’Ucraina: se Taiwan vuole le armi, deve acquistarle.

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