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Boedy: “Così Kirk ha stravolto la destra Usa e le università”

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L’intervista allo storico della Georgia University: “Nei campus Kirk si diceva aperto a domande scomode, ma quegli scambi gli servivano per emergere come colui che non aveva mai paura di dire la verità, montati in video dove lo si vedeva sempre come capace di umiliare gli avversari”
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PHOENIX, ARIZONA - «Charlie Kirk era la figura più influente del mondo Maga fuori dalla Casa Bianca, anello di congiunzione fra i grandi donatori che lo ascoltavano ammirati e politici sempre più estremisti. Abile a trasformare il conservatorismo in una forma di ribellione giovanile identitaria fu lui a presentare JD Vance a Donald Trump». Matthew Boedy è lo storico della Georgia University autore del primo studio dedicato a Turning Point, il movimento di Kirk: ne parla nel saggio “The Seven Mountains Mandate. Exposing the Dangerous Plan to Christianize America and Destroy Democracy” in uscita il 30 settembre.

Quali sono le radici di Turning Point?

«Kirk lo fondò nel 2012, quando era ancora al liceo. All’inizio come normale gruppo conservatore pro libero mercato: chiedeva meno governo centralizzato, più diritti agli stati, divieto d’aborto, ritorno ai valori della famiglia tradizionale. Poi si è radicalizzato durante la pandemia, sostenendo che le radici culturali americane erano cris…

PHOENIX, ARIZONA - «Charlie Kirk era la figura più influente del mondo Maga fuori dalla Casa Bianca, anello di congiunzione fra i grandi donatori che lo ascoltavano ammirati e politici sempre più estremisti. Abile a trasformare il conservatorismo in una forma di ribellione giovanile identitaria fu lui a presentare JD Vance a Donald Trump». Matthew Boedy è lo storico della Georgia University autore del primo studio dedicato a Turning Point, il movimento di Kirk: ne parla nel saggio “The Seven Mountains Mandate. Exposing the Dangerous Plan to Christianize America and Destroy Democracy” in uscita il 30 settembre.

Quali sono le radici di Turning Point?

«Kirk lo fondò nel 2012, quando era ancora al liceo. All’inizio come normale gruppo conservatore pro libero mercato: chiedeva meno governo centralizzato, più diritti agli stati, divieto d’aborto, ritorno ai valori della famiglia tradizionale. Poi si è radicalizzato durante la pandemia, sostenendo che le radici culturali americane erano cristiane e il Paese andava governato secondo regole teocratiche».

Come ha fatto a radicarsi fra i giovani?

«Sfruttando social e video virali. Nei campus si diceva aperto a domande scomode, ma quegli scambi gli servivano per emergere come colui che non aveva mai paura di dire la verità, montati in video dove lo si vedeva sempre come capace di umiliare gli avversari. Ha trovato così migliaia di follower che poi ha convinto a votare Trump. Riuscendo a trasformare la sua organizzazione in uno dei pilastri Maga e a prendere il sopravvento pure sul partito Repubblicano»

È vero che i rapporti con l’estrema destra non erano buoni?

«Nel 2018 Nick Fuentes, leader dei Groypers, lo contestò perché non abbastanza estremista. Ma tutto cambiò nel 2020: Kirk cavalò l’esasperazione della pandemia, scagliandosi contro gli immigrati, parlando di difesa dell’Occidente e facendo commenti aspri contro Martin Luther King, i neri, le politiche sulla diversità. Non dimentichiamo che ha lavorato con la complottista Candace Owens –denunciata da Macron per aver detto che sua moglie è un uomo. E con Steve Bannon, primo a dargli credito sulle pagine di Breitbart».

Lei è finito sulla sua lista nera dei professori. Com’è andata?

«Contrario all’educazione pubblica in favore di quella privata e religiosa, Kirk ha creato una lista di insegnanti che secondo lui trasmettono messaggi troppo liberal. Ha incoraggiato i seguaci a riprendere i loro professori di nascosto e a denunciare compiti, spiegazioni. Di fatto minando l’idea didattica che la classe è un luogo sicuro dove dibattere: perché per loro è un luogo di mero insegnamento nozionistico. Io finii in quella lista per un editoriale scritto nel 2016 su un giornale locale contro la proposta – ora legge qui in Georgia – di portare armi da fuoco nei campus. All’epoca non li conoscevo: fu così che iniziai ad occuparmi di loro. Oggi ci sono 780 persone sulla loro blacklist e ora che il clima si sta deteriorando molte stanno già pagando il prezzo delle loro idee: licenziate, ostracizzate».

C’è un erede di Kirk?

«La moglie Erika ha preso le redini del movimento ma chi sarà il vero erede è da vedere. È un’organizzazione capillare giovane e ha diverse figure emergenti. Presente anche in Gran Bretagna e Australia è strutturata per resistere»

Cosa succederà domenica, giorno del funerale?

«Non chiamerei funerale un evento organizzato in uno stadio di football da 63 mila posti. I toni saranno funerei, ma Trump vuole vendetta e mi aspetto attacchi specifici a organizzazioni e persone. Lunedì ci sveglieremo in un’America infiammata dalla retorica e non è cosa buona».

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