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Così la Nato può perdere la terza guerra mondiale in 5 giorni

(afp)

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L’ex vicecomandante dell’Alleanza, Sir Richard Shirreff, ha delineato uno scenario apocalittico. In cui la Russia potrebbe sferrare un attacco all’Europa d’accordo con la Cina, portando a una sconfitta dell’Occidente e a un profondo sconvolgimento dell’ordine mondiale
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LONDRA – Il generale britannico Sir Richard Shirreff è un ex vice comandante supremo alleato dell’Europa per la Nato. Insomma, un alto militare con tanta esperienza, soprattutto riguardo a Mosca e al fronte orientale dell’Alleanza Atlantica. Ieri, in un lungo e inquietante articolo per il Daily Mail, ha spiegato e immaginato come la Russia potrebbe attaccare la Nato nel prossimo futuro, cadenzando mosse e tempistiche, in uno scenario apocalittico. In cui gli Occidentali, secondo Sir Richard, potrebbero “perdere la Terza guerra mondiale”. E in soli cinque giorni l’ordine mondiale ne uscirebbe assolutamente rivoluzionato.

Secondo Shirreff, la Russia potrebbe sferrare l’attacco su indicazione di Pechino, una volta che la Cina decidesse di prendersi Taiwan, “per tenere impegnati gli Occidentali”. A Putin questo ruolo subalterno di certo non piacerà, nota il generale britannico. Ma visto che presto lo zar potrebbe aver bisogno di molte risorse finanziarie e militari per non essere de…

LONDRA – Il generale britannico Sir Richard Shirreff è un ex vice comandante supremo alleato dell’Europa per la Nato. Insomma, un alto militare con tanta esperienza, soprattutto riguardo a Mosca e al fronte orientale dell’Alleanza Atlantica. Ieri, in un lungo e inquietante articolo per il Daily Mail, ha spiegato e immaginato come la Russia potrebbe attaccare la Nato nel prossimo futuro, cadenzando mosse e tempistiche, in uno scenario apocalittico. In cui gli Occidentali, secondo Sir Richard, potrebbero “perdere la Terza guerra mondiale”. E in soli cinque giorni l’ordine mondiale ne uscirebbe assolutamente rivoluzionato.

Secondo Shirreff, la Russia potrebbe sferrare l’attacco su indicazione di Pechino, una volta che la Cina decidesse di prendersi Taiwan, “per tenere impegnati gli Occidentali”. A Putin questo ruolo subalterno di certo non piacerà, nota il generale britannico. Ma visto che presto lo zar potrebbe aver bisogno di molte risorse finanziarie e militari per non essere defenestrato in patria, dopo tre anni e mezzo di guerra in Ucraina, “allora potrebbe decidere di stare al gioco della Cina e dunque scoperchiare tutte le debolezze dell’Europa”.

Shirreff immagina l’inizio dell’attacco della Russia alla Nato il 3 novembre 2025, alle due del pomeriggio, ora della Lituania. Ovviamente, non c’è alcuna indicazione reale da far pensare che un simile e tremendo scenario possa accadere proprio quel giorno. Ma il generale lo sceglie indicativamente per far capire le possibili dinamiche e tempistiche, una volta iniziato l’attacco dello zar.

Dunque, Shirreff traccia questo scenario. La capitale Vilnius e il resto del Paese vengono colpiti da massicci black out elettrici, che presto si espandono anche in Estonia e Lettonia, a causa di un virus “malware” sulla linea elettrica lituana. "Le banche, gli uffici e gli ospedali si fermano. Presto esplode il panico nei Paesi baltici, perché agenti e fiancheggiatori russi (giunti dalla Bielorussia) scatenano rivolte, furti e saccheggi, che costringono le autorità al coprifuoco”, scrive il generale.

A quel punto, secondo Shirreff, "i blackout si espandono anche in Regno Unito, Francia e Germania. I leader occidentali invocano calma. Ma alle 7 antimeridiane dell’indomani 4 novembre, Putin annuncia che le truppe russe dell’enclave di Kaliningrad sono “in massima allerta” e ammassa soldati e mezzi militari al confine con la Lituania. Le autorità europee si affrettano a parlare con lo zar che non alza la cornetta. Qualcuno spara dall’enclave russa verso la Lituania, che risponde e arresta combattenti pro-russi. Allora Putin decide di prendere il controllo del corridoio di Suwalki, l’unica striscia di confine - di un centinaio di chilometri - tra la Lituania e la Polonia, e gli aerei russi assumono il controllo dei cieli sulla zona.

Allora, nel racconto dettagliatissimo di Shirreff (che qui abbiamo semplificato), il segretario generale della Nato Mark Rutte invoca l’articolo 5 della Nato. Putin continua ad attaccare la Lituania anche il 5 novembre, mentre il presidente americano Donald Trump temporeggia. Intanto la Lituania è sotto assedio, ma con la Russia in controllo del corridoio di Suwalki, è sempre più difficile per gli Alleati proteggerla.

Il 6 novembre la Cina annuncia di sostenere apertamente Mosca, “perché difende i suoi cittadini in Ucraina e Lituania”, e invia a Mosca una valanga di munizioni e armi. Poche ore dopo, Pechino lancia la sua offensiva contro Taiwan, con una pioggia di missili contro le sue infrastrutture militari e portuali, prima di inviare 100mila droni contro Taipei: “Politici, imprenditori e giornalisti vengono uccisi”.

Allora Trump minaccia pesantemente la Cina, ma intanto le navi da guerra di Pechino circondano Taiwan, dove sbarcano le forze speciali cinesi per neutralizzare le ultime difese dell’isola. Ma il 7 novembre, il presidente americano cede e lascia Taiwan al suo destino, perlomeno militarmente, perché intanto impone lo stop a ogni rapporto commerciale con Pechino, editto trasferito anche ai suoi alleati occidentali ma che verrà scarsamente applicato, in pratica.

Il racconto di Shirreff si ferma qui, con l’ordine mondiale stravolto in soli cinque giorni, con la Cina che ottiene quello che ha sempre desiderato (Taiwan), Putin che oltre all’Ucraina ora occupa e rivendica anche i Baltici, mentre la “Nato è di fatto disintegrata”. Con grande probabilità, solo un distopico romanzo di fantasia, o un incubo. Ma secondo il generale britannico, non è detto che questa trama, un giorno, possa diventare tremendamente realtà.

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