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La vedova Erika in lacrime: “Perdono il suo assassino”

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Erika arriva sul palco dello stadio Glendale commossa. Prima del suo intervento aveva confessato di portare il ciondolo macchiato di sangue del marito
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Vestita di bianco, con un fazzoletto in mano per asciugarsi le lacrime e il ciondolo macchiato di sangue del marito al collo. «Mi mancherà, la nostra famiglia era bellissima», Erika Kirk arriva sul palco dello stadio Glendale commossa. E quasi alla fine del discorso, scandisce: «Perdono il killer di mio marito». Un grande applauso accompagna le sue parole.

Prima del suo intervento aveva confessato di portare la collana con la croce che l’influencer di destra aveva indossato negli ultimi istanti di vita, finché i medici gliel’hanno tolto nel disperato tentativo di fermare l’emorragia provocata dallo sparo al collo. «Ero la sua migliore amica, la sua consigliera, ogni giorno mi onorava», dice Erika, che rivela: «Mi hanno detto che mio marito non ha sofferto, non c’è stata agonia, paura». Sul palco, tra le migliaia di persone accorse da tutto il Paese, rivive quella giornata, quando «nel pomeriggio del 10 settembre in ospedale ho guardato il corpo di mio marito morto, la ferita che gli…

Vestita di bianco, con un fazzoletto in mano per asciugarsi le lacrime e il ciondolo macchiato di sangue del marito al collo. «Mi mancherà, la nostra famiglia era bellissima», Erika Kirk arriva sul palco dello stadio Glendale commossa. E quasi alla fine del discorso, scandisce: «Perdono il killer di mio marito». Un grande applauso accompagna le sue parole.

Prima del suo intervento aveva confessato di portare la collana con la croce che l’influencer di destra aveva indossato negli ultimi istanti di vita, finché i medici gliel’hanno tolto nel disperato tentativo di fermare l’emorragia provocata dallo sparo al collo. «Ero la sua migliore amica, la sua consigliera, ogni giorno mi onorava», dice Erika, che rivela: «Mi hanno detto che mio marito non ha sofferto, non c’è stata agonia, paura». Sul palco, tra le migliaia di persone accorse da tutto il Paese, rivive quella giornata, quando «nel pomeriggio del 10 settembre in ospedale ho guardato il corpo di mio marito morto, la ferita che gli ha tolto la vita. Ho provato un dolore che non sapevo che esistesse».

La vedova Kirk quasi espone quello che potrebbe essere Turning Point dopo la morte del fondatore: «Dopo l’assassinio di Charlie, non abbiamo visto violenza, rivolte o rivoluzione. Abbiamo visto quello che mio marito ha sempre pregato di vedere in questo Paese. Abbiamo visto la rinascita».

Sul palco non c’è discorso che non la nomini, suscitando ogni volta un grande boato tra la folla. Gli amici di Charlie, intervenuti prima della vedova hanno ricordato con affetto i momenti trascorsi insieme a lui, a sua moglie e ai due figli, definendosi una grande famiglia. «Erika era il suo grande sostegno», ha detto nel suo intervento Andrew Kolvet, portavoce di Turning Point Usa. «Charlie viveva ogni giorno sotto minacce molto gravi. Lui ed Erika ne parlavano in termini molto concreti», ha aggiunto Kolvet. «Dio benedica il nuovo Ceo di Turning Point Usa, Erika Kirk!», ha urlato alla fine del suo discorso Mikey McCoy, storico sostenitor di Charlie. «Erika ha dimostrato il suo coraggio non solo come madre, ma anche nel prendere il posto di Charlie Kirk come Ceo di Turning Point», ha detto sul palco il figlio del presidente americano, Donald Trump jr., infiammando ancora una volta la folla.

«La missione di Charlie è la mia missione. Sono onorata di essere la nuova ceo di Turning Point Usa. Continueremo gli eventi nei college. Nessun assassino ci fermerà dal difender» il primo emendamento, dice Erika alla fine del suo discorso. «Ti renderò orgoglioso». Poi risale sul palco alla fine della cerimonia per un lungo abbraccio con il presidente americano.

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