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L’eredità del saluto Maga a Kirk, odio e paura percorrono gli Usa: politici cancellano gli eventi

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Per i trumpiani la violenza è solo di sinistra: i dati del governo che dicono il contrario cancellati dai siti istituzionali
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PHOENIX – È stata la mano di Dio o forse quella del demonio, fatto sta che dopo aver partecipato al mega raduno di Glendale in onore di Charlie Kirk, un uomo di 49 anni di cui non è stato diffuso il nome – lo racconta il quotidiano locale Arizona Repubblic - ha chiamato il numero verde riservato a chi ha problemi mentali, annunciando di voler compiere una strage di gay. Per fortuna ha cercato consiglio, forse confuso dai messaggi contrastanti appena ascoltati: la vendetta chiesta dal vicecapo di gabinetto Stephen Miller («non sapete che esercito avete risvegliato contro di voi», l’astio di Donald Trump («odio chi mi contesta») ma anche il perdono dispensato dalla vedova Kirk («come quello dato da Cristo sulla croce, come Charlie avrebbe fatto e voluto»). Al telefono l’aspirante attentatore ha descritto il target che voleva prendere di mira, il Cruisin’7th sulla settima strada a Midtown Phoenix e le sue motivazioni: «Lo faccio per il nostro martire Kirk». Quei particolari sono parsi co…

PHOENIX – È stata la mano di Dio o forse quella del demonio, fatto sta che dopo aver partecipato al mega raduno di Glendale in onore di Charlie Kirk, un uomo di 49 anni di cui non è stato diffuso il nome – lo racconta il quotidiano locale Arizona Repubblic - ha chiamato il numero verde riservato a chi ha problemi mentali, annunciando di voler compiere una strage di gay. Per fortuna ha cercato consiglio, forse confuso dai messaggi contrastanti appena ascoltati: la vendetta chiesta dal vicecapo di gabinetto Stephen Miller («non sapete che esercito avete risvegliato contro di voi», l’astio di Donald Trump («odio chi mi contesta») ma anche il perdono dispensato dalla vedova Kirk («come quello dato da Cristo sulla croce, come Charlie avrebbe fatto e voluto»). Al telefono l’aspirante attentatore ha descritto il target che voleva prendere di mira, il Cruisin’7th sulla settima strada a Midtown Phoenix e le sue motivazioni: «Lo faccio per il nostro martire Kirk». Quei particolari sono parsi così credibili al volontario che lo ascoltava, da spingerlo ad allertare la polizia. L’uomo è stato arrestato.

Questa volta è andata bene, ma la dice lunga sull’atmosfera che si respira nell’America più divisa che mai: dove il brutale omicidio del fondatore di Turning Point sta spingendo numerosi membri del Congresso e leader politici ad annullare ogni evento in presenza. Perfino apparizioni di routine a eventi di beneficenza sono improvvisamente considerate pericolose. E l’ansia è bipartisan, scrive il Washington Post, raccontando, per dire, che Ruben Gallego, il senatore dem di quell’Arizona dove Kirk viveva e papabile candidato alla Casa Bianca, ha subito nell’ultima settimana così tante minacce da cancellare ogni appuntamento. Stessa cosa la deputata “socialista” di New York Alexandria Ocasio-Cortez. Ma il nervosismo è palese anche a destra: perfino Steve Bannon, ideologo dell’Alt Right ed ex stratega di Trump, ha cancellato un evento a Long Island e fa sapere di non voler accettare altri inviti. La deputata repubblicana della Carolina del Sud Nancy Mace: «Non ci saranno eventi pubblici fino a quando non capiremo come gestire al meglio la sicurezza di tutti».

Per carità, la situazione era già esasperata prima del brutale omicidio di Kirk: gli ultimi 14 mesi segnati da un’escalation di attacchi politici, dal ferimento di Trump al comizio elettorale di Butler nel luglio 2024 e all’assassinio, lo scorso giugno, della deputata democratica del Minnesota Melissa Hortman, uccisa col marito Mark. Senza dimenticare il rogo della casa del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e le minacce a impiegati elettorali. Ma certo ora le cose stanno accelerando. Capitol Hill ce l’ha ben chiaro: tanto che la Camera ha messo a disposizione dei suoi membri fondi aggiuntivi per la sicurezza e il Senato già discute una misura analoga.

Per l’amministrazione, però, la violenza ha un’unica matrice di sinistra: «Hanno creato un vasto movimento terroristico interno», ha tuonato Miller. «Dovrebbero finire tutti in prigione», gli ha fatto eco Trump. Le cose però sono più complesse. Secondo uno studio del Project on Security and Threats dell’università di Chicago, la violenza politica in America resta principalmente di destra. La novità, spiegano, è che aumentano gli atti compiuti da persone di sinistra: insieme a quelli pur politici, perpetrati da persone prive di ideologie, come nel caso di Luigi Mangione, killer del Ceo di UnitedHealthcare. Numeri ufficiali non ce ne sono: il 13 settembre, due giorni dopo la morte di Kirk, il governo federale ha infatti cancellato le statistiche sul sito del Dipartimento di Giustizia, annunciando di non voler più monitorare violenza politica e terrorismo interno.

Quei dati, però, continuano a circolare online: «L’estremismo violento nazionalista e suprematista bianco aumento» è scritto in uno dei rapporti cancellati: «Il numero di attacchi compiuti dall’estrema destra supera gli altri tipi di estremismo interno. Dal 1990 a oggi ne hanno commessi 227 causando 520 vittime. Nello stesso periodo, gli estremisti di sinistra ne hanno commesso 42 causando 78 vittime. L’estremismo di destra resta la minaccia più importante».

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