GERUSALEMME – Per l’amore di Dio svegliati figlio mio, svegliati», urla Dawoud a suo figlio Saker, 3 anni, coperto di cenere, immobile tra le sue braccia. È morto alle 2 del mattino: un missile ha colpito la casa dove i Sukar si erano rifugiati nel campo di Shati, sul mare, a ovest di Gaza City. Sono morti in sette in un’altra giornata di stragi, con almeno 29 persone uccise dai bombardamenti is…