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Il ritorno in tv di Kimmel divide ancora l’America: due network lo boicottano

Jimmy Kimmel

 (reuters)

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L’anchorman sospeso per le battute sul delitto Kirk. Disney lo ha riportato in onda ma Nexstar e Sinclair si sono rifiutati
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Il ritorno e il silenzio forzato del Jimmy Kimmel Live! confermano la fragilità della televisione generalista americana in un’epoca di polarizzazione estrema. Metà America ha pianto per la morte dell’attivista di destra Charlie Kirk, ucciso in un attentato il 10 settembre. L’altra è tornata a ridere per le battute di un comedian, Jimmy Kimmel, odiato dai conservatori. In mezzo c’è un nuovo blackout: due dei giganti della emittenza locale, Nexstar Media Group e Sinclair, hanno scelto di non trasmettere ieri notte il talk show, nonostante la decisione di Disney di riportarlo in onda su Abc dopo la sospensione.

La protesta ha coinvolto una settantina di tv, che fanno parte dei due network e che rappresentano il 20 per cento delle reti affiliate a Abc. Nexstar era stata tra le prime ad aprire lo scontro, prima ancora della sospensione decisa da Disney, in segno di protesta per le battute del comico. Il gruppo aveva definito «inopportuno e insensibile» il monologo di Kimmel, che aveva acc…

Il ritorno e il silenzio forzato del Jimmy Kimmel Live! confermano la fragilità della televisione generalista americana in un’epoca di polarizzazione estrema. Metà America ha pianto per la morte dell’attivista di destra Charlie Kirk, ucciso in un attentato il 10 settembre. L’altra è tornata a ridere per le battute di un comedian, Jimmy Kimmel, odiato dai conservatori. In mezzo c’è un nuovo blackout: due dei giganti della emittenza locale, Nexstar Media Group e Sinclair, hanno scelto di non trasmettere ieri notte il talk show, nonostante la decisione di Disney di riportarlo in onda su Abc dopo la sospensione.

La protesta ha coinvolto una settantina di tv, che fanno parte dei due network e che rappresentano il 20 per cento delle reti affiliate a Abc. Nexstar era stata tra le prime ad aprire lo scontro, prima ancora della sospensione decisa da Disney, in segno di protesta per le battute del comico. Il gruppo aveva definito «inopportuno e insensibile» il monologo di Kimmel, che aveva accusato i repubblicani di «cercare disperatamente di dipingere il killer di Kirk come non fosse uno di loro», cercando una matrice di sinistra nel sospettato dell’omicidio, un ragazzo di 22 anni cresciuto in una famiglia trumpiana, amante delle armi e mormone. Kimmel aveva anche canzonato Trump, definendo la sua reazione all’uccisione come quella di un «bambino di quattro anni per il suo pesciolino rosso». Poco dopo, anche Sinclair aveva sospeso la trasmissione dello show. Per chiudere lo scontro, adesso Sinclair ha posto due condizioni: Kimmel deve scusarsi con la famiglia della vittima e fare una «generosa donazione» ai Kirk e a Turning Point Usa, l’organizzazione fondata dall’attivista. Nexstar, invece, non diffonderà lo show «fino a che tutte le parti non riprenderanno un dialogo costruttivo».

C’è più di un conflitto tra un comico e i suoi detrattori: lo scontro racconta di un Paese dove il terreno comune si restringe a vista d’occhio. Davanti al rischio di un crollo di abbonati, Disney ha deciso di rimettere lo show, aper non esacerbare una situazione già tesa in un momento emotivamente difficile per il Paese». Ma l’altra America non l’ha accettato.

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