Il mondo scientifico cerca di correre ai ripari dopo le dichiarazioni di Donald Trump sul collegamento tra paracetamolo assunto in gravidanza e autismo nei bambini (il farmaco è «probabilmente associato a un rischio notevolmente aumentato» del problema, ha detto). Non si tratta di immagine ad effetto, si sta proprio muovendo il mondo della sanità: dall’Oms, all’Europa, fino agli organismi tecnici italiani, oltre a tantissimi esperti. Tutti dicono che non cambia niente riguardo alle indicazioni del farmaco, praticamente l’unico suggerito a chi aspetta un figlio quando ha febbre e dolori. Il paracetamolo, in generale, è tra i medicinali più usati al mondo. In Italia è il primo per consumo tra antipiretici e antidolorifici, ogni giorno una persona ogni cento ne assume una dose.
La posizione della Fda statunitense
La statunitense Fda, Food and drug administration, dopo le parole del presidente ha detto che cambierà il foglietto illustrativo ma non le indicazioni. Nel “bugiardino” si ripo…
Il mondo scientifico cerca di correre ai ripari dopo le dichiarazioni di Donald Trump sul collegamento tra paracetamolo assunto in gravidanza e autismo nei bambini (il farmaco è «probabilmente associato a un rischio notevolmente aumentato» del problema, ha detto). Non si tratta di immagine ad effetto, si sta proprio muovendo il mondo della sanità: dall’Oms, all’Europa, fino agli organismi tecnici italiani, oltre a tantissimi esperti. Tutti dicono che non cambia niente riguardo alle indicazioni del farmaco, praticamente l’unico suggerito a chi aspetta un figlio quando ha febbre e dolori. Il paracetamolo, in generale, è tra i medicinali più usati al mondo. In Italia è il primo per consumo tra antipiretici e antidolorifici, ogni giorno una persona ogni cento ne assume una dose.
La posizione della Fda statunitense
La statunitense Fda, Food and drug administration, dopo le parole del presidente ha detto che cambierà il foglietto illustrativo ma non le indicazioni. Nel “bugiardino” si riporteranno infatti “le prove che suggeriscono che l’uso di paracetamolo da parte delle donne in gravidanza può essere associato a un aumento del rischio di condizioni neurologiche come l’autismo e l’Adhd nei bambini”. Però Fda ricorda che “è l’unico farmaco da banco approvato per il trattamento della febbre durante la gravidanza, che se è alta può rappresentare un rischio per i nascituri. Inoltre, l’aspirina e l’ibuprofene hanno effetti avversi ben documentati sul feto”. Quindi “resta ragionevole per le donne utilizzare il paracetamolo in certe situazioni”.
L’Europa: “Nessun collegamento”
L’Ema, l’agenzia del farmaco europea, ieri mattina si è affrettata a dire che nel nostro continente le cose non cambiano: “Il farmaco può essere usato in gravidanza, in conformità con le raccomandazioni ufficiali. Rimane un’opzione importante per il trattamento del dolore o della febbre nelle donne – ha detto afferma Steffen Thirstrup, di Ema – Dopo una rigorosa valutazione dei dati scientifici non abbiamo trovato prove che l’assunzione causi autismo nei bambini”. Una portavoce della commissione europea ha sintetizzato: “Al momento non vi è alcuna ragione per modificare le raccomandazioni Ue sull’uso del farmaco”.
L’Oms: “Come i vaccini non provoca autismo”
L’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiunto che come il paracetamolo "neanche i vaccini hanno dimostrato di causare autismo”. Il portavoce dell’Oms, Tarik Jasarevic, ha spiegato che alcuni studi basati solo su osservazioni e che non includono gruppi di controllo o trattamento, avevano “suggerito una possibile associazione tra l’esposizione prenatale al paracetamolo e l’autismo. Tuttavia le prove rimangono discordanti. Altri studi non hanno riscontrato alcuna relazione del genere”.
Aifa: “Ecco come usarlo”
Mentre anche dal Regno Unito si respingevano le tesi di Trump, Aifa ha confermato la posizione europea. "Alla luce delle più recenti valutazioni scientifiche non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni in vigore sull’uso del paracetamolo in gravidanza”, dicono dall’Agenzia del farmaco: “L’indicazione è di usarlo in gravidanza alla dose efficace più bassa, per il tempo più breve possibile e con la frequenza minima compatibile con il trattamento”.