✕

Usa, incriminato James Comey, ex capo dell’Fbi: indagò su Trump per il Russiagate. “Non ho paura”

(afp)

Ascolta l'audio

Nuovo colpo di Trump ai suoi avversari. L’ex direttore dell’agenzia è stato formalmente incriminato da un gran giurì per false dichiarazioni al Congresso e ostruzione alla giustizia. Rischia cinque anni: “Ecco cosa accade ad opporsi a Donald”
2 minuti di lettura

L’ex direttore dell’Fbi James Comey è stato incriminato giovedì da un gran giurì federale statunitense con l’accusa di falsa dichiarazione e ostruzione della giustizia. È la prima volta che un ex direttore dell’Fbi viene formalmente incriminato. Se sarà condannato Coney, che secondo la Cnn si consegnerà nelle prossime ore, rischia fino a cinque anni di carcere. “Sono innocente, non ho paura e ho fiducia nella giustizia”, ha detto l’ex capo dell’Fbi in un video su Instagram.

La notizia dell’incriminazione è stata celebrata dal presidente americano Donald Trump sul suo social Truth dove ha definito Comey “corrotto” e “uno dei peggiori esseri umani con cui io abbia mai avuto a che fare”.

Le accuse si riferiscono a una testimonianza resa da Comey nel 2020 davanti alla Commissione Giustizia del Senato, in cui l’ex direttore avrebbe negato di aver autorizzato la divulgazione di informazioni riservate alla stampa in merito all’inchiesta sui presunti legami tra la campagna elettorale di …

L’ex direttore dell’Fbi James Comey è stato incriminato giovedì da un gran giurì federale statunitense con l’accusa di falsa dichiarazione e ostruzione della giustizia. È la prima volta che un ex direttore dell’Fbi viene formalmente incriminato. Se sarà condannato Coney, che secondo la Cnn si consegnerà nelle prossime ore, rischia fino a cinque anni di carcere. “Sono innocente, non ho paura e ho fiducia nella giustizia”, ha detto l’ex capo dell’Fbi in un video su Instagram.

La notizia dell’incriminazione è stata celebrata dal presidente americano Donald Trump sul suo social Truth dove ha definito Comey “corrotto” e “uno dei peggiori esseri umani con cui io abbia mai avuto a che fare”.

Le accuse si riferiscono a una testimonianza resa da Comey nel 2020 davanti alla Commissione Giustizia del Senato, in cui l’ex direttore avrebbe negato di aver autorizzato la divulgazione di informazioni riservate alla stampa in merito all’inchiesta sui presunti legami tra la campagna elettorale di Trump del 2016 e la Russia. La decisione di procedere arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine di prescrizione e dopo pressioni dirette dello stesso presidente Trump sulla sua procuratrice generale Pam Bondi.

Comey incriminato, il pugno di Trump sui suoi avversari

Secondo fonti interne, l’incriminazione è maturata in un clima di forti tensioni all’interno del Dipartimento di Giustizia. Il caso è stato istruito nel distretto orientale della Virginia, dove il procuratore capo Erik Siebert si è dimesso la scorsa settimana dopo aver espresso dubbi sulla solidità delle accuse. Al suo posto è stata nominata Lindsey Halligan, ex consigliera della Casa Bianca e legale personale di Trump, senza esperienza pregressa come procuratrice federale.

L’amministrazione Trump ha esplicitamente spinto per l’incriminazione: lo stesso presidente aveva scritto sui social “JUSTICE MUST BE SERVED, NOW!”, riferendosi a Comey e ad altri avversari politici. Subito dopo l’incriminazione, la procuratrice generale Bondi ha dichiarato: “Nessuno è al di sopra della legge. L’atto d’accusa dimostra l’impegno del Dipartimento a perseguire chi abusa del proprio potere e inganna il popolo americano”.

Trump contro Comey, un conflitto lungo otto anni

La frattura tra Trump e Comey risale al 2017, quando il presidente lo licenziò pochi mesi dopo il suo insediamento alla Casa Bianca. All’epoca, Comey aveva confermato pubblicamente che Trump era sotto indagine per i suoi legami con la Russia. Successivamente, il licenziamento di Comey portò alla nomina del procuratore speciale Robert Mueller, che indagò per oltre due anni sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016.

Sebbene l’inchiesta Mueller non abbia provato una cospirazione criminale tra il team di Trump e Mosca, ha documentato numerosi contatti e tentativi di interferenza. Trump ha sempre bollato l’indagine come una “caccia alle streghe”, puntando il dito contro Comey e altri funzionari dell’epoca Obama. Già nel 2019, un rapporto dell’ispettorato generale aveva criticato Comey per la gestione non autorizzata di alcuni memo su colloqui riservati con Trump, ma all’epoca il Dipartimento di Giustizia aveva scelto di non procedere penalmente.

L'ex capo dell'Fbi James Comey incriminato: "Sono innocente, andiamo a processo"

Comey incriminato: “Sono innocente, non ho paura”

"Non ho paura, e spero che anche voi non ne abbiate. Sono innocente: ho fiducia nel sistema giudiziario". Lo afferma l'ex capo dell'Fbi James Comey in un video postato online. "Io e la mia famiglia sapevano da anni che ci sarebbero stati costi per l'essersi opposti a Donald Trump. Una persona che conosco bene mi ha detto di recente che la paura è lo strumento dei tiranni, ma io non ho paura, e spero non ne abbiate anche voi. Spero che siate impegnati e votiate. Il mio cuore è distrutto per il Dipartimento di Giustizia ma ho fiducia nel sistema giudiziario federale", ha detto Comey.

Leggi i commenti