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Cos’è il Russiagate, il filone d’inchiesta per il quale Trump si è vendicato dell’ex boss Fbi Comey

(afp)

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Ci sarebbero i rancori per l’indagine sulle presunte collusioni fra la campagna presidenziale del tycoon del 2016 e Mosca, dietro l’incriminazione per falsa testimonianza dell’allora direttore dell’agenzia governativa
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LONDRA – Incriminato per falsa testimonianza, l’ex-direttore dell’Fbi James Comey è il più alto responsabile di governo messo sotto accusa da Donald Trump nella campagna contro i suoi avversari politici. Comey si è proclamato innocente, dicendo di credere nella giustizia. La prima udienza, in cui verranno meglio specificati i capi di accusa nei suoi confronti, è prevista per il 9 ottobre.

Il caso è condotto dalla procuratrice distrettuale della Virginia, Lindsey Halligan, che è entrata nelle sue funzioni soltanto lunedì scorso, dopo che Trump ha licenziato il predecessore, ed è l’ex-avvocata personale del presidente. I fatti a cui fa riferimento l’incriminazione, una deposizione di Comey davanti alla commissione intelligence del Senato, risalgono al settembre 2020: il termine di cinque anni per avviare un’indagine sarebbe scaduto lunedì prossimo.

Gli esperti credono che sarà comunque difficile condannare Comey: “E’ la sua parola contro quella di un altro, una questione di credibilità”…

LONDRA – Incriminato per falsa testimonianza, l’ex-direttore dell’Fbi James Comey è il più alto responsabile di governo messo sotto accusa da Donald Trump nella campagna contro i suoi avversari politici. Comey si è proclamato innocente, dicendo di credere nella giustizia. La prima udienza, in cui verranno meglio specificati i capi di accusa nei suoi confronti, è prevista per il 9 ottobre.

Il caso è condotto dalla procuratrice distrettuale della Virginia, Lindsey Halligan, che è entrata nelle sue funzioni soltanto lunedì scorso, dopo che Trump ha licenziato il predecessore, ed è l’ex-avvocata personale del presidente. I fatti a cui fa riferimento l’incriminazione, una deposizione di Comey davanti alla commissione intelligence del Senato, risalgono al settembre 2020: il termine di cinque anni per avviare un’indagine sarebbe scaduto lunedì prossimo.

Gli esperti credono che sarà comunque difficile condannare Comey: “E’ la sua parola contro quella di un altro, una questione di credibilità”, commenta la Bbc, “e anche se Comey avesse detto cose non vere è estremamente difficile dimostrare che abbia intenzionalmente mentito”.

Chi è Comey

James Comey è un ex-procuratore distrettuale di New York ed ex-viceprocuratore generale degli Stati Uniti, nominato da Barack Obama nel 2013 direttore dell’Fbi, la polizia federale americana. Una settimana prima delle elezioni presidenziali del 2016, con una azione altamente inusuale e fuori dalle norme, Comey annunciò che l’Fbi stava investigando su Hillary Clinton, la candidata democratica alla Casa Bianca, per uso illecito del suo indirizzo email privato per trasmettere informazioni governative. Pochi giorni più tardi, Comey disse che Clinton si era comportata con trascuratezza ma non aveva violato la legge. Lei sostenne che l’annuncio dell’indagine ebbe un contributo determinante nella sua sconfitta alle presidenziali, vinte da Trump.

Nel luglio dello stesso anno, l’Fbi aveva aperto un’inchiesta su una possibile collusione fra la campagna presidenziale di Trump e la Russia. Quattro mesi dopo avere conquistato la Casa Bianca, Trump ha licenziato Comey. Nel maggio scorso Comey ha postato sui social media, e poi cancellato, la foto di una composizione di conchiglie su una spiaggia che formava il numero 8647, interpretato da alcuni come un invito a uccidere Trump (86, nello slang criminale, significa “disfarsi o liberarsi di una persona” e Trump è il 47esimo presidente degli Stati Uniti). L’ex-direttore dell’Fbi si è difeso sostenendo che non conosceva il significato di tale numerazione.

Il Russiagate

Così soprannominata dai media, l’inchiesta su presunte collusioni fra la campagna presidenziale di Trump e la Russia, allo scopo di danneggiare la sua avversaria Hillary Clinton e di fargli vincere la Casa Bianca, è andata avanti fino all’agosto 2020, quando la commissione intelligence del Senato (a maggioranza repubblicana) ha presentato le sue conclusioni.

Dopo il licenziamento di Comey, l’inchiesta dell’Fbi è proseguita sotto la guida del nuovo direttore Robert Mueller, con l’assistenza di altre agenzie dei servizi di sicurezza Usa. Il rapporto della commissione intelligence afferma senza ombra di dubbio che la Russia, su ordine del presidente Putin, ha compiuto interferenze nella campagna presidenziale americana del 2016 per sabotarla a favore di Trump, ritenendolo un candidato con cui il Cremlino avrebbe avuto meno problemi.

Tuttavia l’indagine afferma di non avere trovato prove sufficienti che Roger Stone, uno stretto collaboratore di Trump, avesse collaborato attivamente alla cospirazione. Trump e il suo staff hanno sempre sostenuto che il Russiagate è soltanto un complotto orchestrato dal “deep state”, lo stato profondo ovvero i poteri nascosti, su istigazione del partito democratico e dell’America liberal, per comprometterlo.

Dopo un summit con Putin a Helsinki nel 2018, Trump affermò che il presidente russo gli aveva garantito che non c’era stata alcuna interferenza di Mosca nelle presidenziali dell’anno prima e aggiunse: “Non vedo motivo di non credergli”.

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