✕

Svolta nel Regno Unito: i cittadini avranno la carta di identità. Mossa anti-Farage, è polemica

Ascolta l'audio

Il Paese è stato sempre restio ad adottare simili documenti di riconoscimento, nel nome della privacy e della tradizione
2 minuti di lettura

LONDRA - Cade un mito, e anche un tabù nel Regno Unito. Sì alle carte di identità, o “BritCard”, come si chiameranno. Così ha deciso il primo ministro laburista Keir Starmer, e l’annuncio arriverà ufficialmente oggi. Si tratta di una svolta storica per questo Paese, sempre restio ad adottare simili documenti di riconoscimento, nel nome della privacy e della tradizione. Addirittura, fino a qualche anno fa (prima della contestata riforma di Boris Johnson), in Inghilterra si poteva andare a votare al proprio seggio senza carta d’identità, semplicemente dichiarando il proprio nome. Furia e indignazione dei tabloid.

Il Daily Mail addirittura arriva a dichiarare che le carte di identità di Starmer sono “un nuovo piano autoritario che renderà la Gran Bretagna come la Germania sovietica dell’Est”. Ma ora cambierà tutto. Perché anche i tempi sono cambiati, e con essi la mole dei movimenti migratori e la circolazione di persone. Dunque, è impossibile non avere qualche forma di documento identif…

LONDRA - Cade un mito, e anche un tabù nel Regno Unito. Sì alle carte di identità, o “BritCard”, come si chiameranno. Così ha deciso il primo ministro laburista Keir Starmer, e l’annuncio arriverà ufficialmente oggi. Si tratta di una svolta storica per questo Paese, sempre restio ad adottare simili documenti di riconoscimento, nel nome della privacy e della tradizione. Addirittura, fino a qualche anno fa (prima della contestata riforma di Boris Johnson), in Inghilterra si poteva andare a votare al proprio seggio senza carta d’identità, semplicemente dichiarando il proprio nome. Furia e indignazione dei tabloid.

Il Daily Mail addirittura arriva a dichiarare che le carte di identità di Starmer sono “un nuovo piano autoritario che renderà la Gran Bretagna come la Germania sovietica dell’Est”. Ma ora cambierà tutto. Perché anche i tempi sono cambiati, e con essi la mole dei movimenti migratori e la circolazione di persone. Dunque, è impossibile non avere qualche forma di documento identificativo e Starmer ha deciso di compiere questo passo, dove era cascato persino un gigante del Labour come Tony Blair: “La questione ha fatto passi in avanti”, dirà Starmer, “e oggi in ogni caso abbiamo già altri sistemi di identità digitale in atto. Quindi non ci sarà una grande differenza”.

Saranno carte di identità digitali, e non cartacee, anche per non essere contraffatte. Ma la sostanza non cambia. Starmer ha deciso di azzardare questa rivoluzione soprattutto in chiave lotta all’immigrazione. Sinora, i suoi risultati sono stati scarsi, se non nulli. Dopo aver affondato il programma di deportazioni di migranti in Ruanda (del precedente governo conservatore), gli sbarchi dalla Manica continuano e il governo laburista non sembra avere il controllo della situazione.

Dunque, ecco la decisione delle carte di identità digitali, per dimostrare ai britannici di sorvegliare i flussi e chi entra ed esce dal Paese. “Così combatteremo i migranti illegali e clandestini, mentre sarà più facile per i britannici accedere ai servizi”, dichiara Starmer, “so che le persone che lavorano sono preoccupate per il livello di immigrazione illegale in questo Paese. L'identità digitale è un'enorme opportunità per il Regno Unito. Renderà più difficile lavorare illegalmente in questo Paese, rendendo i nostri confini più sicuri. Offrirà inoltre ai cittadini comuni innumerevoli vantaggi, come la possibilità di dimostrare la propria identità per accedere rapidamente a servizi essenziali. Questo è il cuore del nostro Piano per il Cambiamento, che punta a dare risultati concreti a chi vuole vedere le proprie comunità prosperare di nuovo”.

Ma basterà contro Nigel Farage, che invece proprio grazie alle sue misure draconiane anti-immigrazione sta volando nei sondaggi e già minaccia espulsioni di massa, una volta al governo? Paradossalmente, nonostante il suo programma durissimo contro i migranti (irregolari e non), Farage è sempre stato contrario alle carte di identità nel Regno Unito. Perché vanno contro le tradizioni del Regno, per un nostalgico come lui. Del resto, il leader del partito di destra Reform UK era fermamente contrario anche ai certificati vaccinali, durante l’emergenza Covid.

“Questo annuncio è una manovra cinica per ingannare gli elettori, facendo credere che si stia facendo qualcosa contro l'immigrazione illegale”, dichiara a Repubblica un portavoce di Reform UK, “è ridicolo pensare che chi già infrange le leggi sull'immigrazione comincerà improvvisamente a rispettarle, o che le identità digitali avranno un qualsiasi impatto sul lavoro illegale, che prospera grazie ai pagamenti in contanti. Tutto ciò non farà altro che limitare ulteriormente le libertà dei cittadini britannici rispettosi della legge”.

Di certo, una misura del genere dimostra i tempi difficili che il Regno Unito - e l’Occidente tutto - stanno vivendo. In realtà, in passato le carte di identità per qualche anno sono esistite oltremanica. Ma solo durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, prima di essere revocate per le proteste dei britannici. Stavolta però, la reazione dei sudditi di Sua Maestà potrebbe essere ben più pragmatica.

Leggi i commenti