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Ambasciata francese: “Da Huckabee accuse false. Macron non ha allontanato la pace”

(afp)

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La risposta della Francia all’ambasciatore Usa intervistato da questo giornale: “Il riconoscimento non ha bloccato i negoziati”
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«Non è vero che dopo l’annucio della Francia sul riconoscimento dello Stato della Palestina si sono bloccati i negoziati per la tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi, le dichiarazioni di Huckabee sono una fake news». Il giorno dopo la pubblicazione su questo giornale dell’intervista a Mike Huckabee, il pastore battista 70 enne che all’inizio dell’anno è diventato ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, l’ambasciata francese in Italia invia una lettera a Repubblica per rispondere alle accuse del diplomatico americano.

Huckabee sostiene che la decisione del presidente Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato palestinese abbia avuto «tre effetti negativi»: ha prodotto l’impasse tra Stato ebraico e Autorità naziona…

«Non è vero che dopo l’annucio della Francia sul riconoscimento dello Stato della Palestina si sono bloccati i negoziati per la tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi, le dichiarazioni di Huckabee sono una fake news». Il giorno dopo la pubblicazione su questo giornale dell’intervista a Mike Huckabee, il pastore battista 70 enne che all’inizio dell’anno è diventato ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, l’ambasciata francese in Italia invia una lettera a Repubblica per rispondere alle accuse del diplomatico americano.

Huckabee sostiene che la decisione del presidente Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato palestinese abbia avuto «tre effetti negativi»: ha prodotto l’impasse tra Stato ebraico e Autorità nazionale palestinese sui alcune questioni finanziarie (come ad esempio le rimesse, le tasse raccolte dagli israeliani nei Territori occupati), ha incoraggiato il governo di Israele a spingere per l’annessione della Cisgiordania e, infine, ha bloccato la trattativa di Doha per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. «Perché Hamas ha percepito di stare vincendo», ritiene il diplomatico americano. E quando, durante l’intervista, gli è stato fatto notare che, in realtà, il negoziato si era già piantato da giorni sulla proposta di Egitto e Qatar, accettata da Hamas e lasciata cadere da Netanyahu, Huckabee ha replicato dicendo che ora le condizioni del possibile accordo, «respinto da Hamas, sono liberazione immediata di tutti i 48 rapiti (tra vivi e morti), disarmo di Hamas ed esilio dei capi. «Gli ostaggi vengono torturati e affamati, non si può più perdere tempo», ha detto il diplomatico.

L’ambasciata francese ritiene che si tratti di una bufala, e a riprova segnala dei tweet apparsi su X il 24 luglio scorso. Quel giorno, alle 9.16 della sera, il presidente Macron annuncia ufficialmente di aver deciso di riconoscere lo Stato della Palestina. Quattro ore prima, alle 3.54, sul profilo del primo ministro israeliano viene postato questo messaggio: «Alla luce di quanto ha risposto Hamas questa mattina, si è deciso di ritirare il team dei negoziatori per ulteriori consultazioni in Israele».

Per la diplomazia francese, dunque, è la dimostrazione che la trattativa di Doha era già collassata «per colpa di Hamas» prima della dichiarazione del Capo di stato francese.

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