CHISINAU (MOLDOVA) – Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko prova a entrare a gamba tesa nella partita ucraina. Vladimir Putin ha una «proposta molto valida» ampiamente sostenuta dagli Stati Uniti per porre fine al conflitto in Ucraina, ha detto al giornalista televisivo moscovita Pavel Zarubin dopo aver parlato per oltre cinque ore a porte chiuse a Mosca col fido alleato russo. «Putin e io ne abbiamo discusso, ma non ne parlerò. Lo dirà il presidente stesso», ha dichiarato Lukashenko. «È una proposta per l’Ucraina, proposta che è stata ascoltata da Donald Trump in Alaska, tra gli altri, e portata a Washington per essere presa in considerazione e discussa. Una proposta molto valida», ha insistito. «Se gli ucraini non la accetteranno, sarà come all’inizio dell’Operazione militare speciale. Sarà anche peggio: perderanno tutta l’Ucraina». Non è però entrato nei dettagli, né il Cremlino ha commentato. Il memorandum che Mosca aveva presentato a Istanbul all’ultimo infruttuoso round …
CHISINAU (MOLDOVA) – Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko prova a entrare a gamba tesa nella partita ucraina. Vladimir Putin ha una «proposta molto valida» ampiamente sostenuta dagli Stati Uniti per porre fine al conflitto in Ucraina, ha detto al giornalista televisivo moscovita Pavel Zarubin dopo aver parlato per oltre cinque ore a porte chiuse a Mosca col fido alleato russo. «Putin e io ne abbiamo discusso, ma non ne parlerò. Lo dirà il presidente stesso», ha dichiarato Lukashenko. «È una proposta per l’Ucraina, proposta che è stata ascoltata da Donald Trump in Alaska, tra gli altri, e portata a Washington per essere presa in considerazione e discussa. Una proposta molto valida», ha insistito. «Se gli ucraini non la accetteranno, sarà come all’inizio dell’Operazione militare speciale. Sarà anche peggio: perderanno tutta l’Ucraina». Non è però entrato nei dettagli, né il Cremlino ha commentato. Il memorandum che Mosca aveva presentato a Istanbul all’ultimo infruttuoso round di negoziati diretti con Kiev presentava però condizioni equivalenti a una resa, come la cessione della parte delle regioni ucraine annesse non ancora sotto il controllo del suo esercito, la rinuncia di Kiev all’adesione alla Nato e limiti alle dimensioni delle sue forze armate.
La fiducia di Lukashenko stona a pochi giorni da quello che è parso un voltafaccia di Donald Trump. Dopo l’incontro con il leader ucraino Volodymyr Zelensky a margine dell’Assemblea Onu, il presidente statunitense ha scritto sul suo social network Truth che l’Ucraina potrebbe riconquistare tutti i territori perduti dal momento che la Russia è una «tigre di carta» con un’economia in difficoltà. Commento respinto con forza da Mosca nei giorni scorsi e dallo stesso Lukashenko ieri. «Per evitare di perdere tutta l’Ucraina, Zelensky non deve limitarsi a negoziare, ma accettare condizioni favorevoli, condizioni che, in linea di massima, sono state approvate dagli americani», ha detto il leader bielorusso proponendo che lui, Putin e Zelensky, in quanto leader di tre Stati slavi, si siedano al tavolo delle trattative e raggiungano un accordo.
A ringalluzzire le sue ambizioni da mediatore sono stati probabilmente i suoi recenti contatti con Washington. Dopo anni di isolamento per il suo sostegno all’aggressione russa contro Kiev, quest’estate Lukashenko era stato elogiato al telefono da Trump come leader «molto rispettato» e aveva ricevuto a Minsk l’inviato statunitense Keith Kellogg per colloqui che avevano portato alla liberazione di oltre 50 prigionieri politici. Un tentativo di Washington di allontanare la Bielorussia dall’orbita geopolitica di Mosca. Ma vano. Soltanto pochi giorni fa Bielorussia e Russia hanno tenuto esercitazioni militari congiunte e ieri, a margine dei colloqui con Putin, Lukashenko ha proposto di costruire una centrale nucleare nella Bielorussia orientale per fornire elettricità alle regioni ucraine annesse da Mosca.