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Droni russi, Zelensky avverte: “La prossima può essere l’Italia”. Il governo: “Non siamo obiettivo”.

(afp)

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Per il presidente ucraino siamo un potenziale bersaglio delle incursioni di Mosca. L’irritazione di Roma: “Non pensiamo accadrà”. Dura la Nato: “Pronti a rispondere”
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Nella stagione delle provocazioni ad alta quota, dei voli pericolosi sulla frontiera orientale dell’Europa, dei droni che all’improvviso si mettono a ronzare sugli aeroporti civili, arriva, a sorpresa, l’allarme per il nostro Paese. «L’Italia potrebbe essere il prossimo obiettivo», dichiara Volodymyr Zelensky in un lungo post su X.

Il presidente ucraino non specifica né come, né quando, né da quale lato dovrebbe presentarsi la minaccia per il nostro spazio aereo. Né ha avvisato il governo italiano prima di scrivere il post, cosa che non è piaciuta. E tuttavia sono bastate queste poche parole per generare una certa apprensione negli apparati italiani, perché l’ipotesi è ritenuta poco probabile ma non impossibile.

Dunque, con ordine. Zelensky ieri, durante alcuni briefing condivisi dalla stampa internazionale, è tornato su quanto accaduto il 10 settembre, l’incipit dell’attuale stato di tensione. «Abbiamo visto 92 droni che volavano verso la Polonia, li abbiamo abbattuti quasi tutt…

Nella stagione delle provocazioni ad alta quota, dei voli pericolosi sulla frontiera orientale dell’Europa, dei droni che all’improvviso si mettono a ronzare sugli aeroporti civili, arriva, a sorpresa, l’allarme per il nostro Paese. «L’Italia potrebbe essere il prossimo obiettivo», dichiara Volodymyr Zelensky in un lungo post su X.

Il presidente ucraino non specifica né come, né quando, né da quale lato dovrebbe presentarsi la minaccia per il nostro spazio aereo. Né ha avvisato il governo italiano prima di scrivere il post, cosa che non è piaciuta. E tuttavia sono bastate queste poche parole per generare una certa apprensione negli apparati italiani, perché l’ipotesi è ritenuta poco probabile ma non impossibile.

Dunque, con ordine. Zelensky ieri, durante alcuni briefing condivisi dalla stampa internazionale, è tornato su quanto accaduto il 10 settembre, l’incipit dell’attuale stato di tensione. «Abbiamo visto 92 droni che volavano verso la Polonia, li abbiamo abbattuti quasi tutti su territorio ucraino. Diciannove, però, hanno raggiunto lo spazio aereo polacco. Quattro di questi sono stati buttati giù dai polacchi». Zelensky su X inquadra l’episodio nell’ambito di «attacchi russi contro i Paesi europei», perché — è il suo ragionamento — la Russia sta testando l’abilità di difesa dell’Unione europea «così da indurre la gente a chiedersi: “Se non possiamo difendere noi stessi, perché dovremmo sostenere l’Ucraina?”». Parlando del 10 settembre, afferma che i sistemi ucraini hanno visto chiaramente la rotta dei droni e «la coreografia del volo». E poi aggiunge: «L’Italia potrebbe essere la prossima. Vedete ciò che è accaduto in Norvegia e Danimarca. Ci sono segnali in Svezia, Romania, Polonia e nei Baltici. In vista dell’inverno imminente, Putin sta testando ciò che gli europei hanno». Intendendo i sistemi di contraerea, gli stessi che Zelensky continua a chiedere per proteggere le città dell’Ucraina.

Il governo italiano non ha preso benissimo il post. Da fonti qualificate dell’esecutivo trapela una certa irritazione per come l’Italia sia stata citata da Kiev. «Mi auguro che questo non accada», è la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si è sentito al telefono con la premier Meloni: «Non credo che Putin voglia scatenare la Terza guerra mondiale e non credo che l’Italia sia un obiettivo militare». Tajani assicura che la difesa aerea italiana «è in grado di verificare cosa accade e di abbattere droni con intenzioni minacciose».

Dopo il sorvolo sull’aeroporto di Copenaghen, nuovi velivoli non identificati sono comparsi sopra la più grande base militare del Paese scandinavo, e sullo scalo di Amsterdam, alimentando la preoccupazione per azioni che, per dirla con le parole usate dal commissario Ue Valdis Dombrovskis, «non sono certo errori, bensì provocazioni». Per le istituzioni europee, il responsabile è uno e uno solo: il Cremlino.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nei giorni scorsi ha annunciato un piano nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche, con sistemi anti-droni già attivi nell’aeroporto di Roma. Un rischio naturalmente c’è, ma non specifico. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) fino a oggi non ha ricevuto informazioni su minacce imminenti.

La Nato è pronta a rispondere «in maniera risoluta e proporzionata» a «qualunque minaccia allo spazio aereo, terrestre o marittimo dell’Alleanza», dichiara l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, al termine della riunione a Riga. Cavo Dragone definisce gli sconfinamenti dei Mig russi nello spazio aereo Nato «comportamento sconsiderato». Il generale Kaspars Pudans, comandante in capo delle forze armate lettoni, annuncia che Riga, come la vicina Estonia, sarebbe disposta a ospitare sul proprio territorio aerei Nato con capacità nucleare. «Penso che costituirebbe un segnale di deterrenza abbastanza credibile e solido che garantirebbe la nostra sicurezza».

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