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Germania, l’ultradestra non sfonda a ovest: in Nordreno-Westfalia bocciati i sindaci Afd

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Alle comunali regge il cordone sanitario del popolare Hendrik Wuest della Cdu e della leader regionale della Spd Sarah Philipp contro l’avanzata del partito di estrema destra
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Regge al secondo turno delle elezioni comunali in Nordreno-Westfalia il cordone sanitario costruito contro l'Afd dal popolare governatore del Land Hendrik Wuest della Cdu e dalla leader regionale della Spd Sarah Philipp.

Perdono i candidati dell'ultradestra che due settimane fa avevano conquistato i ballottaggi. E i due partiti che hanno dominato il secondo dopoguerra riescono nel loro intento: scacciare lo spettro blu dalla regione più popolosa del Paese, dove pulsava forte l'anima operaia. Il ballottaggio a Duisburg, Hagen e Gelsenkirchen - una delle città più povere di Germania - ha deluso il partito di Tino Chrupalla e Alice Weidel, rinfrancato dalle elezioni federali di febbraio e dagli ultimi sondaggi.

Stando a dati ancora parziali dello spoglio in corso dalle 18 in 148 comuni del Land, divulgati dalla Dpa, a Gelsenkirchen, Norbert Emmerich ha ottenuto il 36% dei voti contro il 64% della socialdemocratica Andrea Henze. A Duisburg il socialdemocratico Soeren Link della Spd ha ott…

Regge al secondo turno delle elezioni comunali in Nordreno-Westfalia il cordone sanitario costruito contro l'Afd dal popolare governatore del Land Hendrik Wuest della Cdu e dalla leader regionale della Spd Sarah Philipp.

Perdono i candidati dell'ultradestra che due settimane fa avevano conquistato i ballottaggi. E i due partiti che hanno dominato il secondo dopoguerra riescono nel loro intento: scacciare lo spettro blu dalla regione più popolosa del Paese, dove pulsava forte l'anima operaia. Il ballottaggio a Duisburg, Hagen e Gelsenkirchen - una delle città più povere di Germania - ha deluso il partito di Tino Chrupalla e Alice Weidel, rinfrancato dalle elezioni federali di febbraio e dagli ultimi sondaggi.

Stando a dati ancora parziali dello spoglio in corso dalle 18 in 148 comuni del Land, divulgati dalla Dpa, a Gelsenkirchen, Norbert Emmerich ha ottenuto il 36% dei voti contro il 64% della socialdemocratica Andrea Henze. A Duisburg il socialdemocratico Soeren Link della Spd ha ottenuto il 77,3% contro il 22,7% di Carsten Gross, dell'Afd. E a Hagen il politico della Cdu Dennis Rehbein ha conquistato il 66,5% contro Michael Eiche fermo al 33,5%. L’ultradestra resta così con due sindaci eletti nel 2023 nell’ex Germania dell’est, a Pirna – in Sassonia – e a Raguhn-Jeßnitz, in Sassonia-Anhalt.

In questa terra di immigrazione - destinazione sin dall'Ottocento per operai provenienti dall'Europa orientale e lavoratori nelle fabbriche della Ruhr - affondano le radici il Cancelliere, Friedrich Merz, e la ministra del Lavoro, la socialdemocratica Baerbel Bas.

L'argine all'ultradestra è una notizia rilevante perché questa elezione di carattere regionale ha risvolti anche a Berlino. Non solo un test locale, ma anche nazionale per la coalizione rosso-nera composta dalla Cdu e la Spd. “Le elezioni comunali a cui tutto il Paese guarda”, ha titolato tagesschau nella giornata elettorale. Risultato clamoroso a Dortmund dove la Spd cede lo scettro dopo quasi 80 anni alla Cdu.

In questo importante Land dell'ovest, i socialdemocratici hanno perso molti elettori che si sono spostati nel bacino dell'estrema destra, soprattutto tra la classe operaia in molti sono rimasti delusi da una Germania che non è più locomotiva d’Europa e che viene da due anni consecutivi di recessione.

La Cdu è vincitrice ma le riflessioni sono necessarie

Con un chiaro dominio la Cdu si è affermata come primo partito sul piano regionale, ma come ha ammonito Wuest dopo il primo turno, il risultato deve “far riflettere” e tutte le forze democratiche sono chiamate a risolvere i problemi del Paese. Al primo turno del 14 settembre la Cdu si è aggiudicata il 33,3% delle preferenze. Al secondo posto la Spd del vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil. Terza piazza per l'Afd, un fenomeno non limitato solo alla parte orientale del Paese, davanti ai Verdi - piombati nell'ennesima delusione - alla Linke e alla Fdp.

Il focus su Gelsenkirchen: alla ricerca di un nuovo inizio

“Ogni voto conta, ogni voto fa la differenza”, scriveva su Instagram il 18 settembre Andrea Henze: è lei chiamata a ridare verve a Gelsenkirchen, che aspettava un nome nuovo alla guida. Con la speranza di cambiare strada. La cinquantenne prende il posto della sua collega di partito, Karin Welge.

Niente da fare per il candidato dell'Afd Norbert Emmerich, bancario di professione. Sicurezza e ordine sono stati i cardini della discussione attorno alla sfida con Andrea Henze, esponente della Spd sostenuta anche dai Verdi. Mentre Emmerich ha messo l'accento sui conti pubblici e sull’importanza di spendere in modo equilibrato, Henze si è concentrata sulla necessità di recuperare il rapporto con le persone: “So che una delle prime cose da fare sarà ricostruire le relazioni, ricucire il consiglio comunale per trovare soluzioni”.

Da ex roccaforte rossa, qui la battaglia era aperta perché la fedeltà verso la Spd si è sgretolata, accompagnata dalla condizione di povertà che affligge molte famiglie e bambini: l'Afd è riuscita a insidiare non poco i socialdemocratici, ma ciò non è bastato. Oggi la città è uno sbiadito simbolo dell'industria tedesca: ha un alto tasso di disoccupazione e teme per il suo futuro. Si apre così un altro capitolo politico in cui la città della Ruhr auspica di rialzarsi nel corso dei prossimi cinque anni.

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