✕

Lauga, il mistero del mercantile russo nel Mediterraneo: “È carico di droni”

Ascolta l'audio

Le intelligence europee si interrogano sul ruolo della nave che ancora pochi giorni fa incrociava davanti alla Sicilia. Per gli analisti Zelensky pensava a questo cargo quando ha parlato dell’Italia come prossimo bersaglio
2 minuti di lettura

Nel Mediterraneo da diverse settimane si aggira un mercantile dall’apparenza innocente e la stiva carica di sospetti. Si chiama Lauga; è russo ed è stato avvistato nello scorso maggio da una motovedetta tedesca mentre lanciava droni nel cuore della notte. Nel corso dell’estate la nave ha gironzolato a lungo nel Mar Ionio, passando spesso davanti alle coste italiane, e anche pochi giorni fa ha navigato davanti alla Sicilia. Tutte le Marine della Nato l’hanno tenuta sotto controllo, temendo che potesse spiare i cavi nei fondali usando sottomarini telecomandati. Per alcuni analisti è stata proprio questo cargo lungo 93 metri a ispirare la frase del presidente Zelensky sull’Italia prossimo bersaglio dei droni.

L’ultimo viaggio, cominciato …

Nel Mediterraneo da diverse settimane si aggira un mercantile dall’apparenza innocente e la stiva carica di sospetti. Si chiama Lauga; è russo ed è stato avvistato nello scorso maggio da una motovedetta tedesca mentre lanciava droni nel cuore della notte. Nel corso dell’estate la nave ha gironzolato a lungo nel Mar Ionio, passando spesso davanti alle coste italiane, e anche pochi giorni fa ha navigato davanti alla Sicilia. Tutte le Marine della Nato l’hanno tenuta sotto controllo, temendo che potesse spiare i cavi nei fondali usando sottomarini telecomandati. Per alcuni analisti è stata proprio questo cargo lungo 93 metri a ispirare la frase del presidente Zelensky sull’Italia prossimo bersaglio dei droni.

L’ultimo viaggio, cominciato da Istanbul il 17 settembre, è anche il più misterioso. Faceva rotta verso San Pietroburgo, dove era atteso il 12 ottobre. Giovedì però ha cominciato ad andare alla deriva, come se ci fosse un guasto a bordo, ed è entrato per cinque ore nelle acque territoriali spagnole nella zona di Malaga. Sta ancora muovendosi in maniera inspiegabile nella stessa zona, sorvolata da ricognitori Neptune dell’Us Navy e da bimotori dell’Armada.

Sulle motivazioni di questo comportamento ci sono tre ipotesi. La prima, ritenuta meno verosimile, è che sia solo un pretesto per avvicinarsi alla Spagna e compiere attività di spionaggio elettronico. La seconda è che stia cercando di dare appoggio al sottomarino “Novorossiysk”, che nella stessa zona avrebbe subìto un guasto alle pompe di gasolio con una fuga di carburante nel “guscio” dello scafo: una situazione pericolosa per il sommergibile della classe Kilo, perché il carburante potrebbe provocare incendi o esplosioni a bordo.

Infine lo scenario più inquietante: il Lauga potrebbe essere stato colpito dai misteriosi sabotatori che da un anno attaccano cargo e petroliere al servizio dei traffici del Cremlino. Il raid più famoso è avvenuto il 23 dicembre 2024 nella stessa zona del Mediterraneo: il mercantile strategico russo Ursa Major è affondato con un carico particolare, incluse componenti del nuovo rompighiaccio a propulsione nucleare. Gli autori sono incursori senza nome, come quelli che hanno fatto scoppiare due mine magnetiche, piazzate sulla fiancata sommersa di una petroliera ormeggiata a Savona: molti analisti sono convinti che siano subacquei di Kiev.

Il Lauga si occupa di trasporti molto speciali. Ha trasferito mezzi per i mercenari della Wagner e ora per il nuovo Africa Korp, un corpo direttamente dipendente dal Cremlino che ha sostituito i guerrieri privati di Evgenij Prigozhin. La nave è stata fotografata nei porti di Bissau e Cotonou, i terminal nell’Africa occidentale dove sbarcano i rifornimenti per i militari russi attivi in Mali e nel Niger.

L’esame delle foto satellitari ha spinto alcuni osservatori a ritenere che la nave - lunga 93 metri - nelle scorse settimane abbia scaricato 325 tonnellate: un carico indefinito, sparito in un angolo del Mediterraneo. La sua fama di “mercantile corsaro”, come il celebre Atlantis della Seconda Guerra Mondiale, è stata consolidata - senza concretizzarsi in contestazioni penali - dal pedinamento notturno di un motoscafo della polizia tedesca: lo scorso 17 maggio in prossimità dell’isola di Borkum ha seguito il Lauga nella notte per decine di chilometri. E gli agenti hanno visto più droni alzarsi dal mercantile, rimanendo intorno alla poppa. Questi velivoli telecomandati sono rimasti a fare manovre nell’oscurità. Gli agenti tedeschi non sono riusciti a filmarli ma dieci giorno dopo il cargo ha gettato l’ancora in un porto belga: avvisate da Berlino, le autorità locali lo hanno ispezionato. Senza trovare droni. Un flop che non sorprende: ci vuole pochissimo a gettare in mare un piccolo arsenale di velivoli telecomandati.

Anche l’armatore è intrecciato al sistema di potere putiniano: è una società di San Pietroburgo, il cui amministratore Andrey Selyanin è stato al vertice di una società mista creata da Rosatom, la società statale che realizza impianti energetici nucleari, per la logistica delle centrali. Ma nelle intelligence europee c’è un’impressione comune: il Lauga in realtà obbedisce al Cremlino.

Leggi i commenti