Tra sport e politica è iniziata una nuova partita. Il Comitato paralimpico internazionale ha deciso di riammettere Russia e Bielorussia, messe al bando per l’invasione dell’Ucraina nel 2022, aprendo la strada alla possibilità che gli atleti di Mosca e Minsk partecipino con le proprie bandiere e i propri inni nazionali alle Paralimpiadi di Milano-Cortina della primavera prossima. Il Cremlino saluta la decisione come un passo positivo, auspicandone una analoga anche da parte del Comitato olimpico internazionale, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Il governo di Kiev protesta indignato, affermando che il Comitato paralimpico ha «tradito i valori olimpici». La polemica infiamma ulteriormente il dibattito in corso sulla sospensione di Israele dai Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti, come sanzione per la guerra di Gaza.
Sullo sfondo potrebbero esserci manovre di Donald Trump per assicurarsi la più ampia partecipazione possibile alle due grandi manifestazioni sportive in …
Tra sport e politica è iniziata una nuova partita. Il Comitato paralimpico internazionale ha deciso di riammettere Russia e Bielorussia, messe al bando per l’invasione dell’Ucraina nel 2022, aprendo la strada alla possibilità che gli atleti di Mosca e Minsk partecipino con le proprie bandiere e i propri inni nazionali alle Paralimpiadi di Milano-Cortina della primavera prossima. Il Cremlino saluta la decisione come un passo positivo, auspicandone una analoga anche da parte del Comitato olimpico internazionale, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Il governo di Kiev protesta indignato, affermando che il Comitato paralimpico ha «tradito i valori olimpici». La polemica infiamma ulteriormente il dibattito in corso sulla sospensione di Israele dai Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti, come sanzione per la guerra di Gaza.
Sullo sfondo potrebbero esserci manovre di Donald Trump per assicurarsi la più ampia partecipazione possibile alle due grandi manifestazioni sportive in programma in America durante il suo secondo mandato presidenziale: appunto i Mondiali di calcio del prossimo anno (ospitati insieme a Messico e Canada) e i Giochi Olimpici 2028. Se entro quelle date il capo della Casa Bianca riuscirà a mantenere la promessa di mettere fine a entrambi i conflitti che spaccano il mondo, i Mondiali e le Olimpiadi sarebbero per lui una trionfale passerella: l’ideale per celebrare, magari, il premio Nobel per la pace a cui aspira. Riammettere la Russia e il suo alleato bielorusso nel Comitato paralimpico, oltretutto, sarebbe un argomento per tenere la politica fuori dallo sport, evitando di escludere Israele, come invece vorrebbero alcuni Paesi.
Ma sono soltanto supposizioni. Nel complicato match fra nobili valori e cinici interessi, per il momento, contano i fatti. Ovvero le misure approvate dal Comitato paralimpico internazionale, riunito in assemblea a Seul con i rappresentanti di tutti i comitati nazionali: 111 a 55 contro la sospensione totale e 91 a 77 contro la sospensione parziale, per quanto riguarda la Russia; 119 a 48 contro la sospensione totale e 103 a 63 contro la sospensione parziale nei confronti della Bielorussia. Ciò non significa automaticamente che gli atleti di Mosca e Kiev potranno partecipare alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026: dipenderà dalle votazioni delle federazioni delle varie discipline. Quella dello sci, per esempio, appare contraria, e in tal caso sciatori russi e bielorussi potranno prendere parte alle gare solo come atleti “neutrali”, senza bandiere e inni. Il Comitato paralimpico italiano ha votato a favore della riammissione dei due Paesi. Kiev fa appello all’Italia: «Non permetta che la bandiera di un Paese criminale sventoli su uno spazio libero e democratico mentre l’aggressione è in corso».