Guerra Ucraina - Russia, le news del 29 settembre. Zelensky propone uno scudo per proteggere tutti i Paesi vicini

Guerra Ucraina - Russia, le news del 29 settembre. Zelensky propone uno scudo per proteggere tutti i Paesi vicini
L’inviato della Casa Bianca ha avvertito però che valutazioni dovranno essere fatte volta per volta. Il Cremlino: “Chi potrà lanciare i missili Tomahawk?”
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L’inviato del presidente Usa Donald Trump ha detto Keith Kellogg ha detto che la Casa Bianca ha autorizzato l'Ucraina a lanciare attacchi a lungo raggio contro la Russia: “Non esistono luoghi sicuri – ha detto – ma a volte il Pentagono non ha dato il via libera ad eseguire alcuni attacchi". Il premier ungherese Viktor Orbán ha minimizzato l'importanza del possibile sorvolo di droni ungheresi sullo spazio aereo ucraino denunciato da Kiev: "Che due, tre o quattro droni ungheresi abbiano attraversato il confine o meno non è il problema", ha affermato: "L'Ucraina non è un Paese indipendente e sovrano; siamo noi a tenerla a galla, quindi non dovrebbe comportarsi come se lo fosse",

Lituania: “Maggiore unità contro Stati revisionisti”

"La Russia è determinata a continuare questa guerra per ridisegnare con la forza i suoi confini e giustificare l'occupazione di territori stranieri. I Paesi democratici hanno il dovere di unirsi per contrastare questo e altri Stati revisionisti": Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, intervenendo al Forum sulla sicurezza in corso a Varsavia.
Budrys ha a tal proposito ribadito che la Russia viene sostenuta nella sua azione militare anche dalla Cina, un Paese che persegue chiari obiettivi espansionistici nell'area dell'Indo-pacifico.


Il ministro ha ricordato che la crescita degli Stati revisionisti rende necessaria una maggior coordinazione nel campo democratico. "L'unità strategica degli Stati Uniti e dell'Europa è il viatico per una Nato forte, e una Nato forte significa deterrenza efficace. I barbari si stanno radunando alle porte dell'Europa: questo rende necessario essere più forti e uniti di sempre", ha concluso Budrys.

Lettonia: “Mosca sta lavorando per dividere Paesi Nato”

"Il nostro messaggio per i nostri amici e alleati americani è molto semplice: capiamo i vostri obiettivi, investiamo nella vostra sicurezza e cooperazione. L'Europa, così com'è oggi, vi avvantaggia. Quel che la Russia vuole è dividere gli alleati per aumentare la sua influenza a livello mondiale". Lo ha affermato oggi la ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze, intervenendo al Forum sulla sicurezza in corso a Varsavia.


Braze ha aggiunto che una più stretta cooperazione militare tra Europa e Stati uniti e maggiore attenzione all'esperienza maturata sul campo di battaglia dalle forze armate ucraine rappresentano la via maestra per combattere le strategie messe in atto da Mosca e per rafforzare la sicurezza di tutti i Paesi della Nato.

Media: “Zelensky a Copenaghen il 2/10 per il vertice della Comunità politica europea”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà alla riunione informale dei leader dell'Ue il 1° ottobre a Copenaghen tramite collegamento video, ma parteciperà di persona al vertice della Comunità politica europea (Cpe) il giorno successivo. Lo scrive l'Ukrainska Pravda citando un alto funzionario dell'Ue a conoscenza dei preparativi per entrambi i vertici.
"Il 1° ottobre, il presidente Zelensky parteciperà all'avvio di una discussione informale tra i leader dell'Ue sull'Ucraina tramite collegamento video, poiché non potrà partecipare di persona", ha dichiarato la fonte aggiungendo che "Zelensky parteciperà di persona al settimo vertice della Comunità politica europea a Copenaghen il 2 ottobre".

Russia, Crosetto: “Limitare le parole per non aumentare l’escalation”

"Non so cosa accadrà: se l'atteggiamento, la postura russa peggiorerà nei confronti solo di alcuni paesi o di tutti. Mi auguro che non sarà così. Noi dobbiamo fare di tutto per mantenere la calma e non aumentare l'escalation". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Cinque Minuti, sull'ipotesi che la Russia possa continuare a disturbare i paesi europei con i suoi droni.


"Occorre farlo da tutte e due le parti anche limitando le parole - aggiunge - Non dobbiamo fare noi per primi quello che fa la propaganda russa, per cui io penso che un utilizzo delle parole fatto con coscienza sia utile in questo momento per far stemperare gli animi".

Media: “Danimarca convoca i riservisti dopo l’incidente dei droni”

I recenti incidenti con droni osservati presso strutture di difesa e aeroporti hanno spinto la Danimarca a richiamare soldati dalle forze di riserva, riporta la TV2 danese.
La convocazione, spiega la tv, fa riferimento ai voli dei droni nello spazio aereo danese. L'emittente spiega di non conoscere l'entità esatta delle chiamate. Tuttavia, secondo alcune fonti, si tratterebbe di diverse centinaia di soldati, con l'obbligo di presentarsi il prima possibile. Le Forze Armate danesi, aggiunge, non hanno commentato la notizia. La Danimarca ospiterà un vertice informale dell'Ue a partire da mercoledì.

Media: “La Germania consegnerà a Kiev due sistemi Patriot entro l'anno”

La Germania fornirà all'Ucraina altri due sistemi di difesa aerea Patriot entro la fine del 2025. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistoruis al Forum sulla sicurezza di Varsavia, come riporta il Kiev Independent. Kiev ha ripetutamente esortato gli alleati occidentali a fornire sistemi Patriot, tra i pochi al mondo in grado di difendere dai missili balistici, per contribuire a proteggere le città e le infrastrutture ucraine dagli attacchi russi. La scorsa settimana, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato che Israele ha consegnato un altro sistema Patriot. Secondo Pistorius, la Germania fornirà all'Ucraina ulteriori sistemi con il supporto dei partner norvegesi, oltre ai tre già forniti.


Kiev: “Orban è ancora ammaliato dalla propaganda russa"

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, "continua a essere ammaliato dalla propaganda russa". Lo ha denunciato il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, commentando le dichiarazioni del leader magiaro sulle presunte incursioni di droni ungheresi nello spazio aereo ucraino. Orban ha affermato che l'Ucraina non è uno Stato sovrano e che l'incursione dei droni ungheresi nel suo spazio aereo, a suo avviso, non ha alcun significato.


"La buona notizia è che il primo ministro Orban ha ammesso che alcuni droni sono entrati nello spazio aereo ucraino dall'Ungheria", ha scritto su X Sybiha, "ma la cattiva notizia è che il primo ministro continua a essere ammaliato dalla propaganda russa". "Saremo ansiosi di conoscere le sue riflessioni sulla sovranità e l'indipendenza dello Stato una volta che si sarò liberato dalla dipendenza dall'energia russa come hanno più volte chiesto il presidente degli Stati Uniti e i partner europei", conclude il messaggio del capo della diplomazia ucraina.

Merz: “Elezioni pacifiche in Moldova nonostante l’interferenza della Russia”

"Mi congratulo con il popolo della Repubblica di Moldova per il suo impegno a favore della democrazia. Il popolo moldavo va lodato per aver condotto elezioni pacifiche nonostante l'interferenza senza precedenti della Russia". Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. "Sosteniamo la Moldova nel suo percorso verso l'Unione Europea", ha aggiunto Merz.

Attacco con droni su Kiev, attivata la contraerea

Kiev è nuovamente sotto attacco da parte dei droni russi, secondo quanto riferiscono le autorità ucraine. Questa sera è stato diramato un allarme aereo nella capitale, a causa di un altro attacco di droni russi.


"Le forze di difesa aerea stanno operando nella capitale. I droni nemici sono vicini al centro città. Restate al riparo!", ha scritto il sindaco di Kiev Vitali Klitschko su Telegram.
Anche il capo dell'amministrazione militare della città, Timur Tkachenko, ha riferito dell'attivazione della contraerea.

Orban: “Non capisco pericolo, Ue è più potente di Russia”

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in un'intervista a un podcast filogovernativo ha affermato di non capire perché gli altri Paesi europei considerano un pericolo le incursioni di droni attribuite a Kiev, in quanto "l'Unione Europea è più potente della Russia sotto ogni aspetto". Orban ha sottolineato che la spesa militare di Mosca è solo una frazione di quella che l'UE-27 spende complessivamente per la difesa. "Se siamo più forti, perché parliamo come se fossimo deboli? La Russia non può farci del male", ha concluso il premier magiaro.

Allarme Kiev: “La Russia intensificherà i suoi attacchi”

La Russia intensificherà i suoi attacchi aerei sull'Ucraina, ha dichiarato il primo viceministro della Difesa ucraino, Ivan Havrylyuk, in un'intervista alla Bbc. "Il Cremlino alzerà la posta", ha avvertito il viceministro.

In un massiccio attacco ieri in cui sono morte quattro persone, le forze russe hanno utilizzato circa 600 droni e 50 missili di vario tipo, ha riferito l'aeronautica militare ucraina. Secondo Kiev, all'inizio di settembre la Russia ha lanciato più di 800 droni e missili, una sorta di "record" dall'inizio dell'invasione su vasta scala. L'Ucraina ha urgente bisogno di sistemi missilistici antiaerei per proteggere i suoi cieli. Secondo Havrylyuk, Kiev ha chiesto ai suoi partner almeno dieci sistemi Patriot a medio raggio.

Zelensky propone uno scudo per proteggere tutti i Paesi vicini

Il Presidente ucraino propone lo sviluppo congiunto di uno scudo "affidabile contro le minacce aeree russe" in grado di proteggere l'Ucraina, la Polonia, e tutti gli altri Paesi partner nella regione. Nel suo intervento alla conferenza sulla sicurezza a Varsavia, Zelensky ha denunciato che "la guerra ha già raggiunto troppi Paesi". "La Russia sta testando quanto può spingersi lontano. Vuole spostare l'attenzione dalla guerra brutale che continua a portare avanti contro l'Ucraina. Quasi tutte le minacce alla sicurezza in Europa oggi arrivano dalle azioni distruttive della Russia", ha aggiunto rivendicando la capacità dell'Ucraina di contrastare tutti i modelli di droni e missili russi.

"Possiamo agire insieme nella regione, abbiamo abbastanza armi e capacità di produzione". Se la Russia perde la sua capacità di raid aerei, "il corso della guerra sarà cambiato in modo fondamentale. Senza il potere di colpire dal cielo, la Russia non sarà più in grado di sostenere la sua aggressione e sarà costretta a trovare altri modi di coesistenza", ha concluso.

Kiev aspetta la consegna dei primi caccia Gripen svedesi

La Svezia potrebbe trasferire suoi caccia multiruolo Gripen all'Ucraina. I dettagli delle consegne non sono ancora noti. Lo ha dichiarato un'intervista alla Bbc il viceministro della Difesa di Kiev, Ivan Havrylyuk. Secondo Havrylyuk, sono "previste" ulteriori consegne di caccia F-16, Mirage e persino Gripen. Il viceministro non ha rivelato quando e quanti esattamente dovrebbero arrivare.


Havrylyuk si è limitato a dire: "Quando lo vedrete in cielo", allora sarà tutto chiaro. A oggi, l'Ucraina non ha mai ricevuto caccia Gripen e la loro fornitura non è stata neppure ufficialmente annunciata. Il ministro della Difesa svedese Poul Jonsson ha dichiarato il 3 settembre che i caccia Gripen potrebbero essere venduti all'Ucraina, ma solo dopo la fine di una guerra su vasta scala.

Triangolo di Weimar: “Le azioni ostili russe non ci intimidiscono”

"Non ci lasceremo intimidire dalle incursioni ostili russe, che non faranno che rafforzare la nostra determinazione". Lo hanno dichiarato i tre ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia - Johann Wadephul, Jean-Noel Barrot e Radoslaw Sikorski - in una nota congiunta diffusa al termine della riunione nel formato Triangolo di Weimar a Varsavia.

"Le recenti violazioni dello spazio aereo polacco, romeno ed estone hanno costituito pericolosi atti ostili e un'inaccettabile escalation che minaccia la stabilità regionale ed europea. Condanniamo queste provocazioni e invitiamo la Federazione Russa a cessare tali azioni, a cessare immediatamente la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e ad avviare negoziati di pace con Kiev secondo le modalità concordate", hanno proseguito i ministri degli Esteri dei tre Paesi, evidenziando l'importanza per l'Europa di rafforzare le sue capacità di difesa aerea e missilistica.

"I massicci attacchi aerei della Russia non rimarranno senza risposta. Germania, Francia e Polonia continueranno a fornire all'Ucraina mezzi di difesa aerea per contrastare le azioni illegali della Russia", hanno aggiunto i ministri del Triangolo di Weimar, secondo cui ridurre le entrate della Russia è "essenziale per indebolire la sua macchina da guerra". A tal proposito hanno promesso di intensificare gli sforzi per "smantellare la flotta fantasma, che indebolisce le sanzioni, finanzia la guerra di Mosca e pone gravi rischi marittimi e ambientali, in particolare nel Mar Baltico".

Media: “Carburante razionato nella Sebastopoli occupata”

La carenza di carburante ha portato a restrizioni sulla vendita di benzina nella città di Sebastopoli, in Crimea, occupata dalla Russia. Lo scrive Ukrainska Pravda che cita come fonte il Moscow Times, un'agenzia di stampa indipendente con sede ad Amsterdam.


Mikhail Razvozhayev, 'governatore' di Sebastopoli nominato dal Cremlino, ha annunciato che a partire da oggi i residenti non potranno acquistare più di 30 litri di carburante per veicolo o contenitore presso le stazioni di servizio. "La benzina viene consegnata in città senza interruzioni, ma a causa degli acquisti compulsivi nelle stazioni di servizio, non è ancora possibile riprendere le normali attività", ha dichiarato Razvozhayev. "Ci aspettiamo che questa misura temporanea ci consenta di rifornire tutte le stazioni e di tornare al nostro programma regolare."


Ha inoltre esortato i residenti della Crimea a non accumulare scorte carburante. Ukrainska Pravda ricorda che, secondo i rapporti dell'intelligence ucraina, 20 regioni della Russia e territori temporaneamente occupati dell'Ucraina stanno soffrendo di carenza di carburante e che nel frattempo, i prezzi del carburante stanno aumentando in tutto il Paese.

Fonti Ue: “Costa spinge per l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue”

Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa intende portare al vertice informale di Copenaghen la questione dell'ingresso dell'Ucraina nell'Ue, in particolar modo la possibilità di aprire i capitoli negoziali a maggioranza qualificata e non all'unanimità, come prevede la procedura, circostanza però che prevede una decisione all'unanimità. Lo affermano fonti europee. Non è detto ad ogni modo che Costa deciderà di porre formalmente la questione sul tavolo. "Lo farà solo se vedrà che c'è una possibilità", nota una fonte. "Sinora, nel tour delle capitali, Costa non ha ricevuto un no secco da nessun leader", aggiunge la fonte. Il che include l'ungherese Viktor Orban. "Vediamo quale sarà il contesto di Copenaghen o se bisognerà andare avanti a livello bilaterale con le capitali".

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Fonti Ue: “Non è escluso che i droni siano legati al vertice”

"Non è escluso" che le interferenze causate dai droni non identificati nello spazio aereo danese siano collegati all'organizzazione del Consiglio Europeo informale di mercoledì prossimo e al vertice della Comunità Politica Europea di giovedì, entrambi organizzati a Copenaghen. Lo afferma un'alta fonte europea, precisando che potrebbe essere un'operazione di "pressione mentale" della Russia, visto cosa i leader europei discuteranno (ovvero il rafforzamento della difesa comune e l'uso degli asset russi congelati per sostenere l'Ucraina). A ogni modo, c'è piena fiducia nelle autorità danesi per la gestione della sicurezza.

Parigi-Berlino-Varsavia: “La Russia cessi violazioni dello spazio aereo”

I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia sottolineano la loro "unità e determinazione indistruttibile per difendere la pace, la sicurezza e i valori fondamentali comuni dell'Europa dinanzi alla guerra d'aggressione che continua ad essere condotta dalla Russia. Le violazioni recenti dello spazio aereo polacco, romeno ed estone, hanno rappresentato atti ostili pericolosi e una escalation inaccettabile che minaccia la stabilità regionale ed europea": è quanto si legge in una nota congiunta diffusa dal Quai d'Orsay, dopo la riunione a Varsavia dei capi della diplomazia dei tre Paesi del cosiddetto triangolo di Weimar.


"Condanniamo queste provocazioni e ci appelliamo alla Russia affinché ponga fine a queste azioni, cessi immediatamente la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e apri negoziati di pace secondo le modalità definite con Kiev", si prosegue nel comunicato.

Kiev: “Non c'è più un posto sicuro nel territorio russo”

La Russia deve rendersi conto che da oggi non ci sarà più un posto sicuro sul suo territorio e che le armi ucraine raggiungeranno qualsiasi base militare russa. Lo ha dichiarato ai giornalisti, a margine del Forum sulla Sicurezza di Varsavia, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, commentando le parole del Rappresentante Speciale degli Stati Uniti Keith Kellogg, secondo cui Donald Trump avrebbe autorizzato gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina contro la Russia. Lo riporta Ukrinform.


"L'Ucraina sta difendendo la propria indipendenza sulla base del diritto all'autodifesa, in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. E la Russia deve comprendere chiaramente che oggi e in futuro non ci sarà più un posto sicuro per loro e che le armi ucraine e l'esercito ucraino raggiungeranno qualsiasi obiettivo militare sul loro territorio.
Abbiamo già dimostrato la potenza delle armi ucraine", ha sottolineato Sybiha.

Premier danese: “La Russia vuole dividerci”

La prima ministra danese Mette Frederiksen ha ringraziato i Paesi che hanno offerto supporto alla Danimarca per contrastare la presenza di droni, in vista degli incontri europei di alto livello che si terranno questa settimana a Copenaghen: "Diversi Paesi europei sono stati colpiti da droni e altre forme di attacchi ibridi. È una situazione grave e spero che tutti comprendano che nessun Paese può affrontare da solo una guerra ibrida", ha scritto la premier sui social, riportata dall'agenzia di stampa danese Ritzau.


"Ecco perché abbiamo le nostre forti alleanze: l'Ue e la Nato. Collaboriamo più che mai con i nostri vicini. Sono grata, commossa e felice che in queste ore diversi Paesi stiano inviando i loro soldati, il loro personale e le loro risorse in Danimarca", ha aggiunto Frederiksen. "Come ho già detto in precedenza, le autorità non sono in grado di stabilire chi sia responsabile degli attacchi ibridi. Ma ciò che possiamo constatare è che esiste principalmente un Paese che rappresenta una minaccia per la sicurezza dell'Europa, ed è la Russia. Putin vuole dividerci. Farò tutto il possibile affinché non ci riesca", ha sottolineato.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) GREENLAND DENMARK GOVERNMENT]]

Ue: “Muro dei droni e fianco Est priorità sulla roadmap della difesa”

Il muro dei droni europeo e la sorveglianza del fianco Est sono i due progetti di punta che, "alla luce della continua aggressione militare contro l'Ucraina e del recente aumento delle violazioni dello spazio aereo degli Stati membri, richiedono particolare urgenza e dovrebbero essere portati avanti con rapidità". E' quanto si legge nel documento inviato dalla Commissione Ue ai 27 sulla Roadmap 2030 della difesa. "L'Ue dovrà disporre di una posizione di difesa sufficientemente forte da scoraggiare in modo credibile i propri avversari e rispondere a eventuali aggressioni. Per essere pronta per il 2030, l'Europa deve agire subito".

Commissione: “Bisogna definire 'muro di droni' e progetti di difesa entro primavera”

"Sebbene siano necessari progressi in tutti i settori delle capacità di difesa, vi è un'urgente necessità di investire massicciamente e in modo coordinato in progetti paneuropei che proteggano l'Europa nel suo complesso da queste minacce urgenti. Si propone pertanto di lanciare una serie iniziale di iniziative faro per la prontezza europea che andranno a beneficio della sicurezza dell'Europa nel suo complesso, rafforzandosi reciprocamente: il Muro europeo dei droni, la Sorveglianza del fianco orientale, lo Scudo di difesa aerea e lo Scudo di difesa spaziale". E' quanto si legge nel non-paper sulla Roadmap per la prontezza della difesa 2030 presentato oggi dalla Commissione europea agli Stati membri.

"Entro la primavera del 2026, la Commissione e l'Alta rappresentante concorderanno con gli Stati membri partecipanti e altri attori dell'UE, tra cui l'Agenzia europea per la difesa, le modalità di coordinamento appropriate - si legge nel testo -. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri e da altri attori dell'UE, ciascun progetto faro sarà incluso nella relazione annuale sulla preparazione alla difesa. La prossima tabella di marcia che sarà presentata al Consiglio europeo delineerà obiettivi dettagliati, tappe fondamentali e indicatori per ciascuno dei progetti faro. Alla luce della continua aggressione militare contro l'Ucraina e del recente aumento delle violazioni dello spazio aereo degli Stati membri, due progetti faro - il Muro Europeo dei Droni e l'Osservatorio del Fianco Orientale - richiedono particolare urgenza e dovrebbero essere portati avanti rapidamente".

"Le iniziative faro saranno aperte a tutti gli Stati membri che desiderano partecipare - spiega l'Esecutivo comunitario -. Avranno il potenziale per diventare Progetti di difesa europei di interesse comune (EDPCI) nell'ambito dell'EDIP, una volta approvate dal Consiglio. Le iniziative faro hanno natura trasversale e implicano progressi paralleli in diverse aree di capacità e in settori che vanno oltre la difesa fondamentale. La protezione delle infrastrutture critiche, la gestione delle frontiere e la sicurezza interna saranno di particolare importanza", aggiunge la Commissione.

"Le iniziative faro sono paneuropee per concezione e natura. Ad esempio, lo scudo spaziale per la difesa garantirà la protezione e la resilienza delle risorse e dei servizi spaziali contro le crescenti minacce, fornendo al contempo informazioni all'avanguardia su posizionamento e navigazione con Galileo, nonché intelligence in tempo reale e osservazione della Terra tramite IRIS2. Gli Stati membri partecipanti possono presentare proposte per progetti faro oltre a quelli descritti di seguito. Saranno promotori di questi progetti, concordando gli obiettivi concreti, la distribuzione dei compiti, l'assegnazione dei fondi e gli strumenti di bilancio nazionali a livello europeo", si legge ancora nel testo.

Putin firma un decreto per il ritiro dalla convenzione contro la tortura

Vladimir Putin ha firmato il decreto per il ritiro della Russia dalla Convenzione europea contro la tortura. La Russia aveva aderito alla Convenzione, e ai due protocolli allegati in seguito, nel febbraio del 1996. Il Presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, aveva denunciato che il contributo della Russia nella Commissione contro la tortura "è stato bloccato dal Consiglio d'Europa, che dal dicembre del 2023 non consente l'elezione di un nuovo membro della Commissione". Mosca denuncia "circostanze discriminatorie" nel suo diritto a essere rappresentata nel meccanismo di monitoraggio per l'attuazione degli obblighi internazionali sulla tortura. In seguito all'invasione dell'Ucraina, il Consiglio d'Europa aveva sospeso l'adesione della Russia subito dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina.

Fonti Ue: “Costa proporrà ai leader lo stop dell’unanimità sull’adesione”

Un tema che sarà sul tavolo dei leader al Consiglio europeo informale di mercoledì a Copenaghen, "è quello dell'allargamento del processo di adesione dell'Ucraina, e di come possiamo noi, come Unione, garantire che il processo di adesione dell'Ucraina, e tra l'altro anche degli altri paesi candidati, proceda effettivamente sulla base dell'approccio del merito. Il Presidente del Consiglio europeo, durante il suo tour nelle capitali, ha esplorato diverse possibilità con i delegati, in particolare la possibilità di modificare il quadro negoziale per i paesi attuali in modo che i capitoli possano essere aperti a maggioranza qualificata, mentre dovrebbero comunque essere chiusi dall'Unione". Lo riferisce un alto funzionario Ue in vista del vertice di mercoledì a Copenaghen.

"Naturalmente, questo cambiamento richiederebbe l'unanimità, quindi esigeremmo che tutti gli Stati membri siano d'accordo. Non è un'idea del tutto nuova. È stata proposta dalla Slovenia e dalla Germania qualche anno fa. All'epoca, non era tra le più gettonate. Ora c'è urgenza, quindi vale la pena rimetterla sul tavolo. Vediamo se questo accadrà durante il vertice o con i contatti a margine e valutiamo se è fattibile intraprendere questa strada", spiega.

"Non entrerò nei dettagli della conversazione che ha avuto con i leader, ma se avesse ritenuto che non ci fosse alcuna possibilità che questo si concretizzasse attraverso l'unanimità richiesta, non avrebbe presentato la questione. Quindi, per il momento, dato il contesto in cui si svolge questa discussione, non si ha l'impressione che ciò sia del tutto impossibile, e finché non lo sarà, continuerà i suoi contatti", spiega la fonte. "Ora a Copenaghen dovremo vedere se sia utile discuterne apertamente o se sia necessario continuare a maturare bilateralmente questa idea con gli Stati membri. Ovviamente, non è Don Chisciotte. Quindi si vorrà andare avanti con qualcosa che non è impossibile", conclude il funzionario.

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Ue: “Chisinau ha scelto la libertà nonostante le interferenze della Russia”

"Ieri hanno vinto la democrazia e la volontà del popolo moldavo. La Moldova ha fatto una scelta chiara per la libertà, la democrazia e l'Europa. Nonostante tutte le interferenze russe e il denaro speso dalla Russia per comprare voti, intimidire e diffondere menzogne, la Russia ha fallito". Lo afferma un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa, in merito all'esito delle elezioni in Moldova. "Siamo colpiti - aggiunge - dalla resilienza del popolo moldavo e dalla sua determinazione a mantenere il Paese sulla strada giusta verso la democrazia e la prosperità. L'Ue attende con impazienza di collaborare con il nuovo Parlamento e il prossimo governo e continuerà a sostenere l'obiettivo strategico della Moldova verso l'adesione all'Ue". Il portavoce sottolinea poi che "la Ue rimane un partner impegnato e affidabile per i moldavi e per la Moldavia".


La Nato intensifica la sorveglianza aerea sul Baltico, rafforzata anche in Danimarca

La Nato sta intensificando la sorveglianza aerea nel Mar Baltico, mentre Francia, Germania e Svezia stanno rafforzando le difese aeree della Danimarca in vista di due vertici a Copenaghen questa settimana, l'informale dei leader e il vertice della Comunità politica europea, in seguito a una serie di preoccupanti incidenti con droni vicino agli aeroporti e alle basi militari del paese. Il numero di gravi violazioni dello spazio aereo in Europa è aumentato vertiginosamente questo mese, anche da parte di jet russi. Ma non tutti gli alleati della Nato concordano su come rispondere. La Polonia è pronta a usare la forza, altri sostengono che debba essere solo l'ultima risorsa. Indipendentemente da chi sia l'autore delle violazioni in Danimarca, i leader europei ritengono che la Russia stia mettendo alla prova la Nato. Dopo l'episodio di invasione dello spazio aereo di droni in Polonia, la Nato ha lanciato l'operazione Eastern Sentry, l'operazione sentinella dell'Est, con il Regno Unito tra gli alleati che invieranno ulteriori equipaggiamenti per la difesa aerea. Tuttavia, questi schieramenti potrebbero anche privare l'Ucraina dei sistemi di difesa aerea di cui ha disperatamente bisogno dai suoi alleati. La Nato deve muoversi sul filo del rasoio nella sua risposta.

Il messaggio della Polonia è chiaro: intende abbattere gli intrusi sul suo territorio. "Se un altro missile o aereo entra nel nostro spazio senza permesso, deliberatamente o per errore, e viene abbattuto e il relitto cade sul territorio Nato, per favore non venite qui a lamentarvi", ha detto la scorsa settimana il ministro degli Esteri polacco Radek Sikorski alla delegazione russa all'Onu. "Siete stati avvertiti", ha aggiunto. La Polonia ha attivato le sue difese aeree durante il fine settimana nel corso di un importante attacco russo all'Ucraina. La difesa è una prerogativa nazionale, anche all'interno della più grande alleanza militare del mondo. La Polonia o la Finlandia, ad esempio, potrebbero usare la forza per difendere il loro territorio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concordato sul fatto che i paesi europei dovrebbero essere in grado di abbattere gli autori delle violazioni. La responsabilità di tale atto ricadrebbe sul Paese interessato. La Nato, tuttavia, è probabile che sia più cauta in qualsiasi operazione congiunta che utilizzi aerei e materiali provenienti dall'alleanza di 32 paesi. "Dobbiamo agire con decisione e rapidità", ha dichiarato la scorsa settimana il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, sottolineando però che è importante "valutare sempre i livelli di minaccia" per valutare se sia necessario l'uso della forza.

Romania: “Trovati nuovi frammenti di droni al confine con l’Ucraina”

Nuovi frammenti di droni sono stati rinvenuti nei pressi della città di Tulcea, nella Romania orientale, non distante dal confine con l'Ucraina. Lo ha annunciato il ministro della Difesa romeno, Ionut Mosteanu, secondo il quale esperti del suo dicastero stanno raccogliendo i frammenti per un'indagine approfondita.

La Romania è uno dei Paesi europei il cui spazio aereo è stato violato da velivoli russi nelle ultime settimane. Due settimane fa Bucarest ha dato ordine di alzarsi ai suoi caccia dal momento che un drone era entrato senza autorizzazione nel suo spaio aereo prima di dirigersi in Ucraina.

Fonti dell’Ue: “Al vertice di Copenaghen confronto su droni e jet russi”

"Ci saranno due temi principali sul tavolo del Consiglio europeo informale di Copenaghen: il primo, la difesa, il secondo, l'Ucraina. Sul primo, non serve rammentare l'importanza e la crescente urgenza con cui questo argomento viene affrontato, in particolare nel contesto delle recenti incursioni nello spazio aereo di alcuni paesi europei, incursioni di droni e persino di caccia. Questo, ovviamente, è ciò di cui si sta discutendo in linea e nella sequenza di quanto iniziato a febbraio di quest'anno, con decisioni concrete già prese". Lo ha dichiarato un alto funzionario dell'Unione europea in vista del vertice Ue di mercoledì nella capitale danese.

Cremlino: “Chisinau ostacola la risoluzione della questione Transnistria”

Le autorità moldave si rifiutano di avviare colloqui con la Russia e ostacolano anche la risoluzione della questione della Transnistria. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Per quanto riguarda la risoluzione del conflitto, si tratta di una questione estremamente difficile", ha affermato. "Avere come interlocutore l'attuale leadership moldava rende certamente molto difficile e quasi impossibile parlarne ora".

Zelensky: “L’unità europea e il coordinamento sono l’arma numero uno contro la Russia”

E' l'unità europea "l'arma numero 1" contro la Russia, insieme al coordinamento tra Kiev e i diversi Paesi che sostengono l'Ucraina. Lo ribadisce in un post su X Volodymyr Zelensky, che scrive: "L'arma numero uno che qualsiasi aggressore teme davvero, in questo caso, la Russia e Putin, è l'unità. Questa è la nostra arma più potente". Il presidente ucraino rivendica come, "anche se hanno cercato di usare alcuni rappresentanti, persino nel continente europeo, per creare una frattura, per minare l'unità europea e persino dividere l'Ue stessa, la Russia non è riuscita a dividere la maggior parte dei paesi. Ecco perché siamo forti, ed è per questo che l'Ucraina ha così tanto sostegno".

"La seconda cosa di cui abbiamo bisogno ora è il coordinamento", continua Zelensky, che ricorda quanto successo tre settimane fa, con l'intrusione dei droni russi nello spazio aereo polacco. "Quella notte, secondo i nostri dati, 92 droni hanno volato verso la Polonia, in quella direzione, non posso dire che quei droni fossero tutti destinati a entrare in territorio polacco, ma erano diretti in quella direzione - precisa - La nostra Aeronautica militare ha abbattuto tutto ciò che ha potuto, e questo è un dato di fatto. E sapete che 19 sono riusciti a penetrare nello spazio aereo polacco. Se avessimo agito in modo più coordinato, credo che avremmo ottenuto un risultato ancora migliore".

Ue: “Alcune fasi di adesione possibili senza unanimità”

"La Commissione ha dichiarato nella sua comunicazione sulla revisione delle politiche di pre-adesione, pubblicata lo scorso anno, che, in linea con le conclusioni del Consiglio e con la richiesta di accelerare il processo di adesione, il processo stesso potrebbe essere riesaminato. Questo è qualcosa che abbiamo indicato nella nostra comunicazione: la possibilità di autorizzare il Consiglio a decidere a maggioranza qualificata potrebbe essere esplorata per determinati passaggi intermedi nel processo di adesione". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per l'Allargamento, Guillaume Mercier, nel briefing quotidiano con la stampa.


"Quando un paese viene trattenuto per motivi oggettivi, nonostante soddisfi i criteri, la credibilità dell'intero processo di allargamento è a rischio. Quindi, ancora una volta, in questo contesto specifico, spetta davvero agli Stati membri prendere una decisione, e da parte nostra faciliteremo tutte le discussioni", ha aggiunto. "Tuttavia, la chiusura dei capitoli negoziali dovrebbe continuare a essere decisa all'unanimità da tutti gli Stati membri, così come la decisione finale sull'effettiva adesione dovrebbe essere presa all'unanimità. Ma abbiamo aperto la discussione e abbiamo detto che possiamo esaminarla; tuttavia, ribadisco che la decisione finale è davvero una prerogativa degli Stati membri", ha concluso il portavoce.

Kubilius: “La nostra capacità di rilevamento droni è piuttosto limitata”

Al momento, la capacità dei Paesi Ue di rilevare droni è "piuttosto limitata". Lo afferma il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius nel corso di un dibattito al Warsaw Security Forum. Le forze di difesa aerea europee hanno "buone capacità" quando si tratta di rilevare i jet, "forse i missili, ma i droni sono piccoli e volano molto bassi", spiega.

"Quello che gli ucraini hanno fatto fin dall'inizio" è stato costruire "una rete di sensori acustici" in grado di rilevare e monitorare le traiettorie dei droni, prosegue Kubilius. Questa soluzione può essere implementata "abbastanza rapidamente", specie a fronte di novità in arrivo nell'ambito del Programma dell'industria della difesa europea (Edip) che "permetteranno agli Stati membri di creare una sorta di piattaforma legale congiunta e svolgere il lavoro in modo più efficace. Stiamo andando avanti", aggiunge.

L'intento dei paesi Ue è quello di sviluppare un "muro anti-droni", ossia un'infrastruttura in grado di monitorare, tracciare e intercettare i droni che sconfinano nei cieli Ue. Il piano era al centro di una riunione tra i Paesi alla frontiera orientale, più Ungheria, Slovacchia, Ucraina, rappresentanti Nato e lo stesso Kubilius, lo scorso venerdì. È previsto che i leader Ue tratteranno l'argomento e delineeranno un piano operativo nel corso degli incontri di ottobre.

Russia rivendica il controllo di un’altra località nel Donetsk

La Russia rivendica il controllo di un'altra località nel Donetsk, nell'est dell'Ucraina. Le forze russe hanno preso il controllo di Shandryholove, fanno sapere dal ministero della Difesa di Mosca, come riportano i media russi.

Berlino: “Usare asset russi congelati è 'game changer'”

Parlando della possibilità di utilizzare gli asset russi congelati, un rappresentante del governo tedesco lo ha definito oggi un potenziale "game changer". La proposta è stata formulata la scorsa settimana dal cancelliere federale Friedrich Merz: si tratterebbe di usare circa 140 miliardi di euro al momento congelati presso Euroclear per dei crediti speciali europei da girare all'Ucraina e garantiti dagli Stati dell'Ue.


"Se si riuscirà ad avviare questo meccanismo, gli ucraini guadagneranno tempo prezioso per difendersi dall'aggressione russa e Mosca dovrà riconsiderare i propri tempi e calcolare quando sarà il momento di sedersi al tavolo delle trattative" ha affermato il rappresentante del governo tedesco. Tuttavia, non è ancora chiaro se ci sarà un accordo alla prossima riunione informale dei capi di Stato o di governo del Consiglio europeo a Copenaghen prevista per il primo ottobre, sebbene per il governo tedesco la proposta di Merz "abbia già messo in moto qualcosa nel dibattito europeo".

Giornalista Butkevych insignito del premio per i diritti del Consiglio d’Europa

Il giornalista ucraino Maksym Butkevych, co-fondatore dell'emittente Hromadske e del centro per i diritti umani Zmina, sequestrato dai russi, è stato insignito del premio per i diritti del Consiglio d'Europa intitolato a Vaclav Havel. Era entrato nelle forze ucraine nel marzo del 2022, detenuto dai russi a giugno e condannato a 13 anni di carcere per crimini di guerra, per aver ferito due civili russi a Severodonetsk, da un tribunale di Luhansk nel marzo del 2023 e infine rilasciato, nel quadro di uno scambio di prigionieri, lo scorso ottobre.

Il Premio a Butkevych "non è una coincidenza. Gli ultimi mesi si sono dimostrati particolarmente pericolosi per i giornalisti", ha commentato Theodoros Rousopoulos, Presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ricordando che in Europa in questo momento ci sono 171 giornalisti detenuti, fra cui almeno 26 ucraini detenuti nei territori occupati.

Wadephul: “Sugli attacchi dei droni serve maggior cooperazione europea”

Dopo gli ultimi incidenti, che hanno coinvolto droni russi, serve una maggiore cooperazione europea in materia di difesa. A chiederlo è stato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul. "La Russia vuole mettere alla prova la nostra determinazione, vuole provocare disordini. È pericoloso e bisogna rispondere in modo chiaro e unito", ha dichiarato durante un incontro con i suoi omologhi polacco, francese e ucraino a Varsavia.

Wadephul ha citato la recente nuova ondata di attacchi ibridi contro gli stati della Nato, con particolare attenzione agli incidenti in Polonia, Estonia e Romania, ha ricordato i continui avvistamenti di droni nei pressi degli aeroporti in Danimarca. "Queste azioni non sono una coincidenza, ma fanno parte di un modello che prende di mira il nostro spazio aereo, le nostre infrastrutture critiche nel loro complesso e la nostra capacità di distribuzione", ha affermato Wadephul. "La Nato è vigile in ogni momento, è in grado di agire in ogni momento e protegge ogni centimetro del territorio della nostra alleanza". "Nessuno stato membro sarà lasciato solo di fronte a questa minaccia".

Il prezzo della libertà è una vigilanza costante, che richiede l'adattamento alle nuove minacce, ha affermato ancora. È necessario sviluppare capacità per migliorare la difesa contro i droni, ha poi sostenuto il ministro, con la necessità di reagire più rapidamente e di integrare più strettamente i sistemi di difesa. "Lavoreremo duramente per garantire che l'Europa rimanga protetta", ha assicurato.

Ue: “Al vaglio misure per accelerare il processo di adesione”

La Commissione europea ribadisce il suo sostegno a modificare le regole interne per velocizzare il processo di adesione per gli Stati candidati all'Ue, passando dal voto all'unanimità alla maggioranza qualificata nell'apertura dei cluster negoziali da parte dei Ventisette e lasciando invariata la regola dell'unanimità per la chiusura degli stessi cluster. "La possibilità di conferire al Consiglio il potere di decidere a maggioranza qualificata potrebbe essere presa in considerazione per alcune fasi intermedie del processo - ha spiegato il portavoce della Commissione europea Guillaume Mercier durante il briefing quotidiano alla stampa - al termine dei negoziati, i capitoli dovrebbero continuare a essere decisi all'unanimità da tutti gli Stati membri".


Il portavoce ha ribadito poi che anche la possibilità di far avanzare la Moldavia nel processo di adesione all'Ue separatamente dall'Ucraina è una decisione che "spetta agli Stati membri". Il dossier verrà discusso al vertice informale dei leader europei a Copenaghen. Attualmente l'avvio formale dei negoziati di adesione dell'Ucraina è bloccato dall'Ungheria.
Secondo quanto rivelato da Politico, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa proporrà ai leader di passare al voto a maggioranza qualificata per aprire i capitoli negoziali, un'ipotesi più volte ventilata che finora non è mai decollata poiché il passaggio alla maggioranza qualificata richiede una decisione all'unanimità.

Ue: “Presto una proposta sugli asset russi, attesa su tavolo dei leader”

"Come detto al Soteu, la presidente Ursula von der Leyen ha riferito che lavoreremo per rendere disponibili prestiti di riparazione all'Ucraina sulla base degli asset russi congelati, senza toccare i suddetti asset. La Commissione europea sta lavorando sul tema molto da vicino e presto arriveremo con la proposta. Ci stiamo lavorando, ma non possiamo ancora dare una data specifica". Lo afferma un portavoce della Commissione europe nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sull'uso degli asset russi congelati. Per quanto riguarda le cifre, si tratta di circa "170 miliardi di euro", "che è quanto depositato conti su Euroclear" con l'ammontare che "varia nel tempo, a mano a mano che le obbligazioni congelate arrivano a scadenza e il capitale viene rimborsato", viene riferito. Il tema "potrebbe essere discusso al vertice informale di Copenaghen" di mercoledì, visto anche il punto presente in agenda che riguarda 'modi di trovare supporto finanziario all'Ucraina'. La portavoce capa della Commissione europea, Paula Pinho, rimarca che "dovremmo avere presto nuovi dettagli", "ci sono un numero di occasioni in cui potrebbe essere discusso, come il summit dei leader informale e poi quello formale" del 23-24 ottobre a Bruxelles. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha suggerito di utilizzare i beni russi congelati per sostenere militarmente l'Ucraina, proponendo di mobilitare un prestito da 140 miliardi di euro per Kiev, garantito dagli Stati membri e rimborsato solo dopo che Mosca avrà risarcito i danni della guerra.

Putin firma per 135.000 arruolati nella leva autunnale

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per l'arruolamento di 135.000 soldati per la leva autunnale, dopo i 160.000 arruolati nella leva primaverile. Lo riferiscono le agenzie russe. I coscritti sono di età comprese tra i 18 e i 30 anni. Lo scorso anno erano stati arruolati come soldati di leva 150.000 giovani in primavera e 133.000 in autunno.
Nel conflitto in Ucraina sono tuttavia impiegati in larga maggioranza soldati che si sono arruolati volontariamente a contratto, con stipendi che superano di varie volte quelli medi in Russia. All'inizio di luglio il vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev, aveva detto che nei primi sei mesi dell'anno erano stati arruolati 210.000
contrattisti. Lo stesso Medvedev lo scorso gennaio aveva detto che nel 2024 i contrattisti arruolati erano stati 450.000, dopo i 486.000 del 2023. Alla fine del 2023 Putin aveva detto che due terzi dei militari impiegati a quel tempo in Ucraina erano contrattisti e un terzo riservisti richiamati alle armi.

Tusk: “Questa guerra è anche nostra, gli occidentali siano consapevoli che c’è una guerra in corso”

"La guerra in Ucraina è anche la nostra guerra, che ci piaccia o meno", ha affermato il Premier polacco Donald Tusk, sollecitando l'Occidente a unirsi nel suo sostegno a Kiev, nel suo intervento all'apertura di una conferenza di due giorni dedicata alla sicurezza europea e globale a cui partecipano esponenti di 80 Paesi diversi. "Perché il conflitto in Ucraina è solo parte di questo orribile progetto, un progetto che ogni tanto ricompare nel mondo che ha sempre lo stesso obiettivo: schiavizzare Paesi, sottrarre la libertà alle persone, far trionfare autoritarismo, dispotismo, crudeltà e assenza di diritti umani".

Il compito principale dei leader "è quello di rendere l'intera comunità occidentale, l'intera comunità transatlantica, dolorosamente consapevole, nel profondo, di cuore e testa, che c'è una guerra in corso", ha sottolineato il Premier.

"La pace non è una caratteristica particolare di questa parte del mondo. Al contrario. E questa è la ragione per cui questa riflessione sulla sicurezza, la guerra, la pace, sulla comunità occidentale, è così importante". "Se perdiamo questa guerra, le conseguenze ci colpiranno e colpiranno non solo la nostra generazione ma anche quelle future. In Polonia, attraverso l'Europa, negli Stati Uniti, ovunque nel mondo", ha aggiunto il Premier, per cui la guerra di aggressione della Russia è un progetto politico il cui obiettivo è quello di sottomettere altre popolazioni.

Il Cremlino sull’ok di Trump agli attacchi in profondità in Russia: “Non esista un’arma magica che possa cambiare situazione al fronte”

Il Cremlino ha reagito alle parole dell’inviato del presidente Usa Donald Trump che ha ribadito come la Casa Bianca abbia dato l’ok ad attacchi ucraini in profondità contro la Russia con armi a lungo raggio. "La domanda è: chi può lanciare questi missili, anche se provengono dal territorio del regime di Kiev? Solo gli ucraini, o dovrebbero farlo le forze armate statunitensi? Chi assegna gli obiettivi, gli americani o gli ucraini? Ecc.", ha dichiarato Dmitrij Peskov. "Prima formuliamo la nostra posizione, comprendiamo le potenziali minacce che ciò rappresenta e determineremo la nostra risposta", ha aggiunto Peskov, secondo il quale "anche se ciò accadesse, non esiste una panacea che possa cambiare la situazione in prima linea per il regime di Kiev. Non esiste un'arma magica, né Tomahawk, né missili che possano cambiare le dinamiche". Il portavoce ha quindi confermato la sospensione del processo negoziale, che ha attribuito alla "riluttanza" dell'Ucraina a proseguire il dialogo.

Pistorius: “Putin non ha alcuna intenzione di mettere fine alla guerra”

"Nessun dubbio" sul fatto che Vladimir Putin non abbia alcuna intenzione di mettere fine alla guerra. Ad affermarlo è stato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, per il quale gli europei devono assicurarsi che l'Ucraina resti forte.

Per il ministro tedesco continue dichiarazioni sugli accordi di pace rimangono per lo più l'espressione di "un desiderio", poiché "gli sforzi diplomatici non riescono a portare a una svolta significativa" nella guerra. "Tutto ciò non lascia dubbi sul fatto che Vladimir Putin non voglia un cessate il fuoco e non voglia la pace per l'Ucraina".

"Quindi oggi dobbiamo concentrarci sul rafforzamento dell'Ucraina e sul rafforzamento della sua difesa", ha continuato. "Il nostro obiettivo è vedere l'Ucraina avviare negoziati significativi per raggiungere una pace duratura, e per questo, l'Ucraina deve essere forte. Questa è la nostra responsabilità come europei. Questo è il nostro compito attuale".

Moldova, Ue: “L’apertura dei capitoli e il disaccoppiamento da Kiev spetta agli Stati”

"La nostra posizione è che dovremmo aprire il cluster 1 per Ucraina e Moldavia. Loro hanno fatto il loro lavoro. Hanno soddisfatto i criteri, ovvero la tabella di marcia sullo Stato di diritto e il piano d'azione sulle minoranze per l'Ucraina. Quindi, l'apertura del cluster 1 dovrebbe avvenire senza ulteriori ritardi. Abbiamo sempre difeso un approccio basato sul merito e, in questo caso, crediamo che non ci sia motivo, una ragione oggettiva, per opporsi all'apertura del cluster 1. Spetta in realtà agli Stati membri decidere i prossimi passi, e speriamo di poterne aprire uno il prima possibile. Da parte nostra, ciò che dobbiamo fare, e che continueremo a fare, è fornire il supporto necessario a Moldavia e Ucraina, e anche il lavoro necessario per mettere gli Stati membri in grado di prendere una decisione sui prossimi passi". Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Guillaume Mercier, nel briefing quotidiano con la stampa.

Sulla possibilità di disaccoppiare i percorsi di Ucraina e Moldova, "questa è una decisione degli Stati membri. Indipendentemente dalle decisioni degli Stati membri, continueremo a fornire supporto tecnico, politico e finanziario sia a Moldova che a Ucraina, e se poi verrà presa una decisione sul disaccoppiamento, spetterà allo Stato membro", precisa.

Moldova, Sybiha: “Con Kiev verso l’adesione all’Ue, scelta di pace e sicurezza”

"Un giorno importante per la Moldova e l'Europa". Lo ha scritto su 'X' il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha dicendo di aver "contattato personalmente il mio collega Mihai Popsoi per congratularmi con lui per la vittoria alle elezioni parlamentari". Il capo della diplomazia di Kiev ha poi aggiunto che "nonostante i tentativi della Russia di indebolire le elezioni democratiche della Moldova e la sua scelta europea, il popolo moldavo ha riaffermato il proprio futuro europeo. Questa è una scelta di pace, di sicurezza e per un dignitoso livello di vita per il popolo moldavo". Sybiha ha aggiunto che "Ucraina e Moldova continueranno a procedere insieme nel cammino verso l'adesione a pieno titolo all'Unione Europea".

Orban: “Il sorvolo dei droni ungheresi? Non è un Paese sovrano”

Il premier ungherese Viktor Orban ha minimizzato l'importanza del possibile sorvolo di droni ungheresi sullo spazio aereo ucraino: "Che due, tre o quattro droni ungheresi abbiano attraversato il confine o meno non è il problema", ha affermato, aggiungendo di "tendere a credere al suo ministro" della Difesa Kristof Szalay-Bobrovniczky, che ha negato le accuse.

"Diciamo che hanno volato per pochi metri nel Paese, e allora?" ha aggiunto in un podcast condotto dal portavoce del suo partito, affermando che Kiev dovrebbe invece "preoccuparsi dei droni 'russi' al suo confine orientale".

"L'Ucraina non è un Paese indipendente e sovrano; siamo noi a tenerla a galla, quindi non dovrebbe comportarsi come se lo fosse", ha poi argomentato Orban, secondo il quale se "l'Occidente decidesse domani di non dare un solo fiorino, l'Ucraina crollerebbe". Venerdì, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che "probabilmente droni da ricognizione ungheresi" avevano violato lo spazio aereo ucraino. Il giorno successivo, il Ministero della Difesa ungherese ha definito queste accuse "totalmente infondate".

Kiev: “Colpito stabilimento russo di prodotti militari Elektrodetal”

L'Ucraina ha confermato i danni allo stabilimento Elektrodetal nella regione russa di Bryansk, che produce prodotti per le esigenze militari dell'esercito russo. Lo riporta RBC-Ucraina citando lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine in un messaggio su Telegram. "Nell'ambito della riduzione delle capacità dell'esercito di occupazione nemico, il 29 settembre le unità delle forze missilistiche e dell'artiglieria delle Forze armate ucraine, in collaborazione con altre componenti delle Forze di difesa, hanno lanciato quattro missili contro la società per azioni 'Karachevsky Zavod Elektrodetal' durante un attacco missilistico", ha riferito lo Stato maggiore.

Commissaria Kos a Kiev per discutere sui progressi dell’adesione all’Ue

Da oggi a mercoledì, la Commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos sarà in Ucraina per riaffermare il fermo impegno dell'UE per il futuro europeo del Paese e per celebrare la conclusione del processo di screening di adesione all'UE, sottolineando i progressi dell'Ucraina verso l'adesione.

Oggi, la Commissaria Kos visiterà le scuole per studenti delle minoranze ungherese e slovacca nella Transcarpazia e incontrerà i rappresentanti del Consiglio delle minoranze nazionali dell'Ucraina per discutere le ultime misure adottate dalle autorità nazionali per rafforzare i diritti delle minoranze in Ucraina, incluso il Piano d'azione sulle minoranze nazionali adottato lo scorso maggio. La Commissaria visiterà poi la ferrovia appena inaugurata, costruita utilizzando lo standard europeo di larghezza del binario, che migliora la connettività transfrontaliera, il commercio e gli investimenti, aprendo la strada a un'ulteriore integrazione dell'Ucraina nella rete di trasporto dell'UE.

Domani, la Commissaria Kos incontrerà i rappresentanti regionali per discutere le riforme di decentramento. Parteciperà poi alla Settimana della Resilienza Ucraina e visiterà il centro di riabilitazione "Unbroken" e il progetto di edilizia abitativa finanziato dall'UE per sfollati interni e veterani di guerra. La Commissaria terrà inoltre incontri con la società civile, leader femminili e imprenditori veterani per discutere dei progressi delle riforme e delle prospettive economiche dell'Ucraina.

Mercoledì, in occasione del Giorno dei Difensori, la Commissaria Kos incontrerà le autorità e i rappresentanti del governo ucraino e del Parlamento per discutere del programma di riforme per l'adesione all'UE. Una conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro è prevista intorno alle 11:00 CEST e potrà essere seguita su EBS. Inoltre, la Commissaria Kos incontrerà i rappresentanti delle istituzioni anticorruzione ucraine (NABU, SAPO, HACC, ESBU, NACP) per sottolineare l'importanza dello Stato di diritto e delle riforme anticorruzione nel percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE.

Mosca: “Tomahawk dagli Usa? Stiamo esaminando le dichiarazioni”

La Russia sta esaminando attentamente le dichiarazioni dei funzionari statunitensi sulla possibile fornitura di missili da crociera Tomahawk a Kiev per attacchi in profondità nel territorio russo. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "In effetti, abbiamo ascoltato quelle dichiarazioni e le stiamo analizzando attentamente", ha dichiarato Peskov in risposta a una richiesta di commento sulle affermazioni in materia del vicepresidente statunitense, J.D. Vance, e dell'inviato presidenziale speciale degli Stati Uniti, Keith Kellogg.

Ex capo dei servizi della Gran Bretagna: “Forse siamo già in guerra con Mosca”

Chi dice che il Regno Unito e l'occidente siano già in guerra con la Russia "potrebbe avere ragione". Parola della 77enne baronessa Eliza Manningham-Buller, spia britannica di carriera e capo dei servizi segreti interni di Sua Maestà dell'MI5 fra il 2002 e il 2007. In un intervento scritto per una pubblicazione della Camera dei Lord, di cui fa parte con diritto al titolo di baronessa, Eliza Manningham-Buller riprende sull'argomento le posizioni di Fiona Hill, cremlinologa britannica naturalizzata americana in fama di falco ed ex membro del Consiglio di sicurezza nazionale Usa per due anni ai tempi della prima presidenza di Donald Trump (del quale oggi è una durissima critica): "Fin dall'invasione dell'Ucraina, e basandomi su varie cose che ho letto riguardo al sabotaggio russo qui da noi, Fiona Hill - conclude - potrebbe avere ragione nel dire che siamo già in guerra con la Russia".
Nello stesso scritto, Manningham-Buller ricorda poi di avere incontrato Vladimir Putin a margine del G8 del 2005.


Allora, sotto la premiership di Tony Blair, "speravano che la storia passata della Russia non avrebbe prevalso e che, finita l'Urss, saremmo potuti diventare partner", afferma. "Ma ci siamo sbagliati perché Mosca è estremamente ostile all'Occidente, lo possiamo vedere in tutta una serie di forme" prosegue, ammettendo in prima persona di non aver "previsto" che solo un anno dopo, nel 2006, Putin "avrebbe dato l'ordine di far uccidere nelle strade di Londra" l'ex spia russa dissidente Aleksandr Litvinenko

Premier Svezia: “I droni in Polonia russi, anche se loro negano”

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson è stato intervistato dalla Tv4 svedese sulla situazione dei droni, avvistati molteplici volte nel corso della scorsa settimana in Danimarca: "Abbiamo la conferma che quelli che sono atterrati in Polonia erano russi, li abbiamo visti con i nostri occhi. La Russia nega tutto questo, ma è chiaro che la probabilità che si tratti di un segnale da parte della Russia nei confronti dei paesi che sostengono l'Ucraina è piuttosto alta" ha dichiarato Kristersson. "Tutto sembra indichi quello. Poi, tutti i paesi sono cauti nell'accusare un paese se non si è certi. In Polonia sappiamo che è stato così" ha aggiunto.

Orbán: “Droni ungheresi sull’Ucraina? Non è un paese sovrano”

Il premier ungherese Viktor Orbán ha minimizzato l'importanza del possibile sorvolo di droni ungheresi sullo spazio aereo ucraino: "Che due, tre o quattro droni ungheresi abbiano attraversato il confine o meno non è il problema", ha affermato, aggiungendo di "tendere a credere al suo ministro" della Difesa Kristof Szalay-Bobrovniczky, che ha negato le accuse. "Diciamo che hanno volato per pochi metri nel Paese, e allora?" ha aggiunto in un podcast condotto dal portavoce del suo partito, affermando che Kiev dovrebbe invece "preoccuparsi dei droni 'russi' al suo confine orientale". "L'Ucraina non è un Paese indipendente e sovrano; siamo noi a tenerla a galla, quindi non dovrebbe comportarsi come se lo fosse", ha poi argomentato, aggiungendo che se "l'Occidente decidesse domani di non dare un solo fiorino, l'Ucraina crollerebbe". Venerdì, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che "probabilmente droni da ricognizione ungheresi" avevano violato lo spazio aereo ucraino. Il giorno successivo, il Ministero della Difesa ungherese ha definito queste accuse "totalmente infondate".

(afp)

Peskov: non c’è ancora una data per la visita di Kim Jong-un a Mosca

La data esatta della visita del leader nordcoreano Kim Jong Un a Mosca non è ancora stata definita. Lo ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Il presidente russo Vladimir Putin, in occasione di un incontro in Cina a settembre, aveva invitato il leader nordcoreano a visitare Mosca. "No - ha risposto Peskov alla domanda se la data fosse stata fissata e i preparativi per la visita fossero iniziati - ma abbiamo intense relazioni bilaterali che sono in fase di sviluppo e continueremo sicuramente a farlo", ha aggiunto.

Nato, Lukashenko: “Non azzardatevi ad abbattere aerei russi”

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha definito "sconsiderate" le dichiarazioni dei leader della Nato sulla possibilità di abbattere aerei russi che violassero lo spazio aereo dell'Alleanza. "Hanno detto che 'abbatteranno', beh, che provino ad abbattere" ha detto l'uomo forte di Minsk, citato dall'agenzia di stampa statale bielorussa BelTA "Lasciate che abbattano qualcosa di russo su Kaliningrad. Poi, Dio non voglia, dovremo combattere, ovviamente, come si dice in Russia, fino in fondo. Ne hanno bisogno? No. Credo che sia un'affermazione sconsiderata e sciocca". "La risposta sarà immediata. Questo non è il conflitto in Ucraina", ha aggiunto Lukashenko.

Vance: “Trump sta valutando di fornire missili Tomahawk a Kiev”

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha confermato che l'amministrazione di Donald Trump sta valutando la possibilità di fornire missili Tomahawk all'Ucraina. Vance ha affermato a Fox che la fornitura di Tomahawk all'Ucraina è "una questione che spetta alla decisione finale del presidente" degli Usa. "Il presidente farà ciò che è nel migliore interesse degli Stati Uniti d'America. Questa è la forza trainante delle sue decisioni in materia di politica estera e di difesa", ha aggiunto.

Macron: nonostante le ingerenze, la scelta della Moldova per l’Europa è stata confermata

Il presidente francese Emmanuel Macron ha salutato con favore la vittoria dei filoeuropei alle elezioni legislative in Moldova: nonostante i "tentativi di ingerenza" e le "pressioni", “la scelta dei cittadini moldavi è stata fortemente confermata". "La Francia sostiene la Moldavia nel suo progetto europeo e nella sua spinta verso la libertà e la sovranità", ha aggiunto su X. Il 27 agosto, da Chisinau Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco Donald Tusk hanno espresso "sostegno determinato" all'adesione della Moldova all'Unione Europea. La Francia "accoglie con fratellanza la scelta sovrana di confermare la volontà di volgersi verso l'Europa", ha sottolineato anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. "Niente può fermare un popolo che sceglie la democrazia e la libertà. Nemmeno i disperati tentativi di ingerenza straniera", ha dichiarato il ministro francese su X.

Von der Leyen: la Moldova ha scelto Europa, democrazia e libertà. La nostra porta è aperta

"Moldova, ce l'hai fatta ancora una volta. Nessun tentativo di seminare paura o divisione ha potuto spezzare la tua determinazione. Hai reso chiara la tua scelta: Europa. Democrazia. Libertà. La nostra porta è aperta. E saremo al tuo fianco ad ogni passo. Il futuro è tuo". Lo annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sui social.

Kellogg:Trump ha autorizzato Kiev a attacchi lungo raggio

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato l'Ucraina a lanciare attacchi a lungo raggio contro la Russia. Lo ha detto l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Keith Kellogg su Fox News. Secondo Kellogg, Donald Trump ha autorizzato attacchi a lungo raggio contro la Russia, "ma a volte il Pentagono non ha dato all'Ucraina l'autorità di eseguirli". Alla domanda su ciò che è stato autorizzato dagli Usa, Kellogg ha risposto: "Penso che, dopo aver letto quello che ha detto, la risposta sia sì. Bisogna usare la capacità di colpire in profondità. Non ci sono punti sicuri".

Il governatore della regione di Mosca: droni ucraini hanno ucciso una nonna e la nipotina

Un'anziana e il suo nipotino di 6 anni sono rimasti uccisi in un incendio causato da un attacco di un drone ucraino nella regione di Mosca, ha dichiarato il governatore regionale Andrei Vorobiev. Durante la notte, "quattro droni sono stati abbattuti dai sistemi di difesa aerea a Voskresensk e Kolomna", due città della regione di Mosca, ha scritto Vorobiev su Telegram. A Voskresensk, l'attacco ha ucciso una donna di 76 anni e il suo nipotino di 6 anni, morti in un incendio domestico causato dalla caduta di un drone, ha riferito la fonte. In diverse altre case della città, le finestre sono state rotte, i muri danneggiati e l'illuminazione stradale interrotta, ha aggiunto Vorobiev. Sabato notte, la Russia ha lanciato 595 droni e 48 missili contro l'Ucraina, secondo Kiev, uccidendo quattro persone nella capitale ucraina e ferendone più di 80 in tutto il Paese.

Il Cremlino: “Da Kiev nessun segnale di disponibilità alla ripresa dei negoziati”

Non ci sono ancora segnali dall'Ucraina circa una possibile ripresa dei negoziati bilaterali. Lo ha dichiarato a Ria Novosti il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. "Finora non ci sono stati segnali da Kiev", ha detto Dmitrij Peskov in conferenza stampa, aggiungendo che l'Ucraina non ha ancora risposto alla proposta della Russia di creare tre gruppi di lavoro. Il terzo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina si è svolto a Istanbul il 23 luglio. Le delegazioni hanno concordato di proseguire a tempo indeterminato gli scambi di militari gravemente feriti e malati. Mosca ha inoltre proposto la costituzione di gruppi di lavoro su questioni politiche, umanitarie e militari, che opererebbero online. Come ha osservato il capo della delegazione russa, l'assistente presidenziale Vladimir Medinsky, la parte ucraina ha deciso di prendere in considerazione questa iniziativa. Tuttavia, a settembre, la Russia ha rilevato una pausa nel processo negoziale. Secondo Peskov, la posizione passiva di Kiev potrebbe essere un tentativo di dimostrare agli sponsor e ai supervisori occidentali la sua capacità di continuare la guerra.

Mosca, 84 droni ucraini abbattuti durante la notte

I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 84 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. Lo ha riferito, riporta la Tass, il Ministero della Difesa russo.
"Dalle 23:00 (ora di Mosca) del 28 settembre alle 7:00 del mattino del 29 settembre - riporta il comunicato - i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 78 droni ucraini: 24 sulla regione di Bryansk, 21 sulla regione di Belgorod, 9 sulla regione di Voronezh, 9 sulla regione di Smolensk, 7 sulla regione di Kaluga, 4 sulla regione di Mosca, 3 sulla regione di Orël e 1 sulla regione di Kursk. Un totale di 84 droni intercettati e distrutti durante la notte".

Peskov, no segnali da Kiev su ripresa negoziati

Non ci sono ancora segnali da Kiev riguardo a una possibile ripresa dei negoziati tra le delegazioni russa e ucraina. Lo ha dichiarato a 'Ria Novosti' il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "No, finora non ci sono stati segnali da Kiev", ha detto Peskov, rispondendo alla domanda se ci fossero segnali circa una possibile ripresa dei negoziati tra le delegazioni russa e ucraina.

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