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L’Osce: “Gravi interferenze straniere sulle elezioni in Moldova”

(reuters)

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Dito puntato sulle ingerenze di Mosca. Ma per il Cremlino le violazioni hanno colpito la diaspora in Russia
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CHISINAU – Il capo della missione di monitoraggio dell’Osce sulle elezioni in Moldova ha denunciato “una grave interferenza straniera sulle operazioni di voto” per le parlamentari. La stima arriva dopo che la presidente Maia Sandu ha festeggiato stamane il risultato della consultazione che ha assegnato la vittoria agli europeisti. Dalle urne – ha detto Sandu, che è leader del partito Pas – arriva "un mandato forte per il processo di adesione". "Abbiamo dimostrato al mondo intero che siamo coraggiosi e dignitosi, che non ci siamo lasciati intimidire", ha aggiunto con riferimento alle ingerenze russe.

Con tutti i voti contati, il Pas ha ottenuto il 50,2% dei voti contro il 24,17% del Blocco Patriottico, che aveva cercato di avvicinare la Moldova – una piccola ex repubblica sovietica che si trova tra l'Ucraina e la Romania – alla Russia.

Mosca, che nega le accuse di ingerenza, ha accusato le autorità moldave di aver impedito a centinaia di migliaia di cittadini residenti in Russia di vot…

CHISINAU – Il capo della missione di monitoraggio dell’Osce sulle elezioni in Moldova ha denunciato “una grave interferenza straniera sulle operazioni di voto” per le parlamentari. La stima arriva dopo che la presidente Maia Sandu ha festeggiato stamane il risultato della consultazione che ha assegnato la vittoria agli europeisti. Dalle urne – ha detto Sandu, che è leader del partito Pas – arriva "un mandato forte per il processo di adesione". "Abbiamo dimostrato al mondo intero che siamo coraggiosi e dignitosi, che non ci siamo lasciati intimidire", ha aggiunto con riferimento alle ingerenze russe.

Con tutti i voti contati, il Pas ha ottenuto il 50,2% dei voti contro il 24,17% del Blocco Patriottico, che aveva cercato di avvicinare la Moldova – una piccola ex repubblica sovietica che si trova tra l'Ucraina e la Romania – alla Russia.

Mosca, che nega le accuse di ingerenza, ha accusato le autorità moldave di aver impedito a centinaia di migliaia di cittadini residenti in Russia di votare, fornendo solo due seggi elettorali alla numerosa diaspora. Alla domanda se Mosca riconoscesse i risultati, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov si è limitato a rispondere che alcune forze politiche moldave hanno parlato di violazioni.

Il co-leader del Blocco Patriottico, Igor Dodon, ex presidente, ha indetto proteste contro i risultati elettorali. Stamattina una piccola folla di circa 100 persone si è radunata davanti al Parlamento, dove Dodon ha annunciato che il suo partito aveva depositato documenti alla Commissione Elettorale Centrale che dimostravano violazioni del voto. "Il Pas si aggrappa al potere attraverso i voti della diaspora", ha attaccato Dodon, riferendosi al gran numero di moldavi che vivono e lavorano nell'Ue e altrove. Ha anche aggiunto, senza fornire prove, che a oltre 200.000 persone residenti in Transnistria, una regione separatista filo-russa, è stata negata la possibilità di votare. Sandu ha respinto queste critiche, dicendo ai giornalisti che la Moldavia non può influenzare ciò che accadeva in una regione che non riconosce il controllo del governo moldavo. "Abbiamo fatto del nostro meglio per creare le condizioni affinché le persone della regione della Transnistria che hanno partecipato attivamente al processo elettorale... potessero venire a votare e sono state in grado di farlo", ha affermato.

Sandu ha aggiunto che le elezioni di domenica sono state corrette.

La Moldova, con una popolazione di 2,4 milioni di persone colpita dalla guerra nella vicina Ucraina, dalla presunta ingerenza russa e dalla carenza di energia, oscilla da tempo tra Russia ed Europa. Il Blocco Patriottico e altri gruppi di opposizione avevano cercato di far leva sulla rabbia degli elettori per la crisi economica e la lentezza delle riforme, lamentele aggravate da una diffusa disinformazione.

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