WASHINGTON – L’era del politicamente corretto nelle forze armate americane è finita. Ora bisogna "prepararsi a combattere e vincere la guerra", per prevenirla. Questo è il messaggio lanciato dal capo del Pentagono Pete Hegseth, parlando ai generali americani riuniti d’urgenza a Quantico, dove poi è intervenuto anche il presidente Trump. Quindi l’ordine di rivoluzionare la politica interna e la cultura delle forze armate, più che una nuova direzione strategica, dopo aver cambiato lo stesso nome del ministero, diventato il dipartimento della Guerra. Ma proprio sul punto cruciale della nuova strategia nazionale, secondo il Washington Post, i leader militari hanno dubbi sulle scelte dell’amministrazione.
"Il nostro compito è prepararsi alla guerra e vincerla", dopo "decenni di decadenza" causati dalle politiche per la diversità e l'inclusione. "Siamo diventati il Dipartimento woke, ma ora non più". Hegseth ha detto che "l'era della leadership politicamente corretta, ipersensibile e c…
WASHINGTON – L’era del politicamente corretto nelle forze armate americane è finita. Ora bisogna "prepararsi a combattere e vincere la guerra", per prevenirla. Questo è il messaggio lanciato dal capo del Pentagono Pete Hegseth, parlando ai generali americani riuniti d’urgenza a Quantico, dove poi è intervenuto anche il presidente Trump. Quindi l’ordine di rivoluzionare la politica interna e la cultura delle forze armate, più che una nuova direzione strategica, dopo aver cambiato lo stesso nome del ministero, diventato il dipartimento della Guerra. Ma proprio sul punto cruciale della nuova strategia nazionale, secondo il Washington Post, i leader militari hanno dubbi sulle scelte dell’amministrazione.
"Il nostro compito è prepararsi alla guerra e vincerla", dopo "decenni di decadenza" causati dalle politiche per la diversità e l'inclusione. "Siamo diventati il Dipartimento woke, ma ora non più". Hegseth ha detto che "l'era della leadership politicamente corretta, ipersensibile e che non ferisce i sentimenti di nessuno finisce adesso". L'amministrazione Trump vuole un'applicazione degli standard "spietata, imparziale e basata sul buon senso". La nuova "regola d'oro è tratta la tua unità come faresti con l'unità di tuo figlio. Lo vorresti in servizio con truppe grasse, inadatte o poco addestrate? O con persone che non riescono a raggiungere gli standard di base? O in un'unità in cui gli standard sono stati abbassati per permettere a certi tipi di soldati di farcela? In un'unità in cui i leader sono stati promossi per motivi diversi dal merito, dalle prestazioni e dall'esperienza in guerra? La risposta non è semplicemente no, è assolutamente no". Quindi ha aggiunto pure alcune indicazioni estetiche: "Basta con le barbe, capelli lunghi e superficialità nell'espressione individuale. Sarà necessario tagliarsi i capelli, radersi la barba e rispettare gli standard". Non è possibile avere "un esercito pieno di pagani nordici".
Il problema riguarda anche il ruolo delle donne nelle forze armate: "Se qualcuno non riesce a soddisfare gli standard fisici maschili per il combattimento, non riesce a superare un test, è il momento di cercare una nuova posizione o una nuova professione".
La crociata politica contro la cultura woke è forse l’obiettivo primario di Hegseth fin dal principio del suo mandato, ma i generali che ha riunito sono preoccupati soprattutto per la nuova strategia nazionale che il Pentagono e il dipartimento di Stato stanno elaborando, secondo il Washington Post. Tra gli scettici ci sarebbe anche lo stesso capo degli Stati Maggiori Riuniti Dan Caine, perché il piano è "miope e potenzialmente irrilevante, dato l'approccio altamente personale e talvolta contraddittorio di Donald Trump alla politica estera". Le critiche si concentrano in particolare sull'enfasi posta sulle minacce in patria, mentre la Cina continua a rafforzarsi militarmente, e il ridimensionamento della presenza americana in Europa e Africa.