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Regno Unito, è battaglia tra Starmer e Farage: “Bugiardo come con Brexit”. “No, inciti la violenza”

(reuters)

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Da Liverpool, il primo ministro britannico attacca il re della destra, che domina i sondaggi: “Sono io il vero patriota. Qui ci giochiamo l’anima e il futuro del nostro Paese”. Ma il leader di Reform UK: “Retorica pericolosa come con Charlie Kirk”
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LIVERPOOL - È battaglia tra Keir Starmer e Nigel Farage, che oggi se ne sono dette di tutti i colori, seppur a distanza. Durante l’annuale conferenza del Labour Party a Liverpool, il primo ministro britannico ha attaccato duramente il leader della destra e del partito Reform UK: “Insieme rinnoveremo il Regno Unito, non lo spaccheremo come vuole Farage”, ha pronunciato Sir Keir, “non ascoltate i politici che dicono che sia semplice, che si può risolvere tutto con la bacchetta magica. Non è così. Farage e i politici come lui manderanno alla rovina questo Paese. Perché non lo amano. E perché il declino è il loro business. Le loro politiche contro i migranti sono razziste. Fermarli è la nostra battaglia per salvare l’anima del Regno Unito”.

Pronta la risposta del re della Brexit, in un video in diretta online, subito dopo il discorso di Starmer: “Il primo ministro è una persona pericolosa. Incita la sinistra violenta contro di noi”, ha replicato furioso Farage, rievocando addirittura l’uc…

LIVERPOOL - È battaglia tra Keir Starmer e Nigel Farage, che oggi se ne sono dette di tutti i colori, seppur a distanza. Durante l’annuale conferenza del Labour Party a Liverpool, il primo ministro britannico ha attaccato duramente il leader della destra e del partito Reform UK: “Insieme rinnoveremo il Regno Unito, non lo spaccheremo come vuole Farage”, ha pronunciato Sir Keir, “non ascoltate i politici che dicono che sia semplice, che si può risolvere tutto con la bacchetta magica. Non è così. Farage e i politici come lui manderanno alla rovina questo Paese. Perché non lo amano. E perché il declino è il loro business. Le loro politiche contro i migranti sono razziste. Fermarli è la nostra battaglia per salvare l’anima del Regno Unito”.

Pronta la risposta del re della Brexit, in un video in diretta online, subito dopo il discorso di Starmer: “Il primo ministro è una persona pericolosa. Incita la sinistra violenta contro di noi”, ha replicato furioso Farage, rievocando addirittura l’uccisione dell’attivista e influencer di destra americano, Charlie Kirk. “Starmer non è adatto a governare. Non prendiamo lezioni da chi prende in giro il nostro Paese”. A stretto giro, gli risponde il vicepremier David Lammy: “Lasciamo giudicare al pubblico colui che da ragazzino cantava gli inni della gioventù hitleriana”. Una fonte di Reform: “Siamo senza parole”.

Starmer ha sfidato Farage proprio sul patriottismo. Il primo ministro se lo è intestato, perché per lui essere patriota significa “far crescere il Paese senza spaccarlo, perché il rinnovamento di questo Paese è possibile solo insieme”. Non a caso, la scenografia dell’arena di Liverpool dove Sir Keir ha tenuto il discorso era tempestata di tutte le bandiere delle nazioni del Regno, inclusa quella inglese ovviamente, che negli ultimi tempi è stata utilizzata da gruppi razzisti e affissa ovunque in varie città per intimidire le comunità di migranti: “No, non permetteremo che queste persone si approprino delle nostre bandiere!”, promette il primo ministro.

Starmer ha invece voluto intestarsi il valore positivo di quelle bandiere e anche del patriottismo, promettendo di difendere tutte le comunità, non solo i migranti ma inclusa la working class bianca del Paese: “Presto dovremo scegliere”, anche se le elezioni sono in teoria previste nel 2029 a meno che Sir Keir non decida di anticiparle, “perché siamo di fronte a un bivio: tra un Paese unito, rispettoso e prosperoso, e uno diviso, odioso e in declino”, riferendosi alle proposte di Farage, tra cui le deportazioni di centinaia di migliaia di migranti regolarmente residenti oltremanica, come annunciato la settimana scorsa dal leader di Reform UK. “Dobbiamo opporci al razzismo”, ha ammonito Starmer, “perché impoverirà la Gran Bretagna, in tutti i sensi, e scatenerà una guerra tra poveri”.

Curiosamente, Starmer ha citato per due volte la Brexit associandola proprio a Farage: “Davvero si può credere a queste persone che hanno propagato bugie durante la campagna per il referendum Brexit? Spaccare il Paese è sempre stato nel loro interesse. I paladini della Brexit hanno scatenato il caos e poi sono scappati. Noi invece, come Labour, abbiamo capito la lezione: renderemo più sicuri i confini e la smetteremo di stigmatizzare i timori della gente comune e della working class nei confronti dei flussi migratori. Ma coloro che intimidiscono e attaccano i migranti non sono patrioti: sono criminali e come tali li puniremo. Perché il loro è razzismo”.

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