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A Chicago agenti a caccia di immigrati

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Nella metropoli liberal la Casa Bianca invia i soldati. Polemiche per un rider messicano ucciso in strada dalla polizia
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NEW YORK – Il presidente Donald Trump ha detto a generali e ammiragli di considerare le città come «campo d’allenamento» in un Paese «sotto invasione interna». «Sono zone di guerra — ha aggiunto — usatele per addestrarvi». Dopo Los Angeles, Washington e Portland, tutte amministrate dai democratici, Chicago è la nuova “palestra” liberal in cui le forze armate americane dovranno «allenarsi». Il presidente degli Stati Uniti ha autorizzato l’uso della «forza massima».

Poche ore dopo che il governatore dell’Illinois J.B. Pritzker aveva annunciato l’arrivo di cento soldati inviati a Chicago dal dipartimento per la Sicurezza interna, agenti federali armati e mascherati hanno condotto rastrellamenti nel South Shore della città, una delle aree più violente in tutto il Paese. Video girati nella zona hanno mostrato i federali in strada. Alcuni indossavano uniformi con la scritta “U.S. Border Patrol”, altri la scritta “Fbi”. In un’altra zona sono stati sparati lacrimogeni per tenere lontani i man…

NEW YORK – Il presidente Donald Trump ha detto a generali e ammiragli di considerare le città come «campo d’allenamento» in un Paese «sotto invasione interna». «Sono zone di guerra — ha aggiunto — usatele per addestrarvi». Dopo Los Angeles, Washington e Portland, tutte amministrate dai democratici, Chicago è la nuova “palestra” liberal in cui le forze armate americane dovranno «allenarsi». Il presidente degli Stati Uniti ha autorizzato l’uso della «forza massima».

Poche ore dopo che il governatore dell’Illinois J.B. Pritzker aveva annunciato l’arrivo di cento soldati inviati a Chicago dal dipartimento per la Sicurezza interna, agenti federali armati e mascherati hanno condotto rastrellamenti nel South Shore della città, una delle aree più violente in tutto il Paese. Video girati nella zona hanno mostrato i federali in strada. Alcuni indossavano uniformi con la scritta “U.S. Border Patrol”, altri la scritta “Fbi”. In un’altra zona sono stati sparati lacrimogeni per tenere lontani i manifestanti, che si erano radunati in segno di protesta attorno a una sede dell’Ice, l’ufficio federale dell’immigrazione che sta guidando in tutto il Paese i raid contro gli immigrati illegali. Militari in assetto di guerra sono stati avvistati mentre pattugliavano il centro di Chicago, lungo strade affollate di turisti, inclusa Michigan Avenue.

Sui social, però, è diventata virale la fuga di un rider immigrato che, in pieno centro, ha sfidato una decina di corpulenti agenti dell’Ice, urlando “non sono un cittadino americano”, e riuscendo a seminarli in bici, dopo aver avuto il tempo di raccogliere il cellulare, che gli era caduto. Le immagini hanno finito per ridicolizzare l’occupazione militare in una città dove la tensione è alta, dopo le nuove rivelazioni sulla morte di un rider messicano, avvenuta tre settimane fa, che ha generato tensione tra Stati Uniti e Messico.

Silverio Villegas, migrante di 38 anni, è stato ucciso il 12 settembre a Chicago durante un’operazione dell’Ice. Gli agenti avevano detto di aver sparato dopo che l’immigrato aveva reagito con violenza e tentato di investirli con l’auto. Ma le immagini registrate dalle bodycam in dotazione agli agenti, e ottenute dai media nei giorni scorsi, hanno mostrato i federali coinvolti parlare di “ferite non gravi”. Secondo testimoni, l’immigrato, fermato dall’Ice, preso dalla paura aveva perso il controllo dell’auto, finendo contro un furgone. Secondo altri, stava solo tentando di fuggire. Pochi secondi dopo, si è sentito un colpo d’arma da fuoco. Villegas è morto. Dieci minuti prima aveva accompagnato a scuola i figli.

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