Francia, Glucksmann supera Mélenchon: per i sondaggi è lui il favorito a sinistra
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Un nuovo sondaggio Ifop riapre i giochi a sinistra. L’eurodeputato Raphaël Glucksmann, leader della lista Place publique, viene accreditato tra il 14 e il 17% delle intenzioni di voto al primo turno delle presidenziali 2027, superando Jean-Luc Mélenchon e La France insoumise. L'attuale segretario del partito socialista, Olivier Faure, resta lontano al 9%. È la prima volta che un sondaggio colloca il portabandiera della gauche riformista davanti al tribuno radicale, segnalando un possibile ritorno della sinistra moderata nella corsa all'Eliseo.
In testa delle intenzioni di voto resta però Jordan Bardella, il presidente del Rassemblement National, pronto a candidarsi in caso di ineleggibilità di Marine Le Pen. Il giovane delfino si attesta tra il 33 e il 35%, un risultato record che lo consacra come erede naturale del lepenismo. «Questi dati confermano la centralità del blocco nazional-populista e la capacità del Rn di capitalizzare sul malcontento diffuso», spiega Frédéric Dab…
PARIGI – Un nuovo sondaggio Ifop riapre i giochi a sinistra. L’eurodeputato Raphaël Glucksmann, leader della lista Place publique, viene accreditato tra il 14 e il 17% delle intenzioni di voto al primo turno delle presidenziali 2027, superando Jean-Luc Mélenchon e La France insoumise. L'attuale segretario del partito socialista, Olivier Faure, resta lontano al 9%. È la prima volta che un sondaggio colloca il portabandiera della gauche riformista davanti al tribuno radicale, segnalando un possibile ritorno della sinistra moderata nella corsa all'Eliseo.
In testa delle intenzioni di voto resta però Jordan Bardella, il presidente del Rassemblement National, pronto a candidarsi in caso di ineleggibilità di Marine Le Pen. Il giovane delfino si attesta tra il 33 e il 35%, un risultato record che lo consacra come erede naturale del lepenismo. «Questi dati confermano la centralità del blocco nazional-populista e la capacità del Rn di capitalizzare sul malcontento diffuso», spiega Frédéric Dabi, direttore generale dell’Ifop.
L’indagine evidenzia soprattutto l’implosione dell’elettorato macronista dal 2022. All’epoca Emmanuel Macron aveva ottenuto il 28% al primo turno, un bacino compatto e relativamente fedele. Oggi quel blocco si è disperso. Una parte consistente si orienta su Glucksmann, altri verso il leader dei Républicains Bruno Retailleau, mentre circa il 12% migra direttamente verso Bardella o Le Pen e il 5% sceglie Mélenchon. «È uno dei dati più importanti: l’elettorato macronista si disperde ovunque», osserva Dabi.
Glucksmann, in particolare, intercetta quasi un terzo degli ex elettori macronisti, senza subire lo “stigma” del legame con Macron. «E' percepito come una figura meno divisiva di Mélechon, visto come capace di parlare a un elettorato riformista e moderato», aggiunge Dabi. La reazione del leader Insoumis non si è fatta attendere. Mélenchon ha parlato di «problemi di metodologia», accusando l’Ifop di sottostimarlo da sempre, ricordando ad esempio che nel 2022 fu stimato al 15–16% e finì al 22%, sfiorando il ballottaggio. «In realtà – replica Dabi - nel 2022 Mélenchon venne sottovalutato di tre-quattro punti. È vero però che sa sempre guadagnare terreno in campagna. Ma resta da vedere se sarà davvero candidato nel 2027».
Se a sinistra Glucksmann incarna la speranza di un cambio di linea, Mélenchon conserva la forza della mobilitazione popolare. A destra, Bardella appare sempre più come il candidato naturale del Rassemblement National, in grado di superare stabilmente il 30%. A meno di due anni dal voto, la partita resta aperta. «Sarà una presidenziale di rinnovamento – conclude Dabi – l’implosione del macronismo lascia un vuoto che riplasma l’intero sistema politico francese».