L’ex generale Shirreff: “La Nato deve colpire i jet russi, Putin capisce solo la lingua della forza”
dal nostro inviato Antonello GuerreraLIVERPOOL – Sir Richard Shirreff, 69 anni, ex generale dell’esercito britannico e già vicecomandante della Nato in Europa, giorni fa ha scritto un articolo apocalittico, per cui l’Alleanza atlantica potrebbe perdere una possibile Terza Guerra Mondiale, contro Russia e Cina, in pochi giorni. Perché?
«Perché è una possibilità reale».
Ma la Nato è davvero così debole?
«Potenzialmente no, affatto. Anzi, potrebbe essere una potenza assoluta in chiave militare. Ma qualche settimana fa i russi con i loro droni hanno bucato i cieli della Polonia con enorme facilità, oltre a sforare con i jet in Estonia e altri Paesi».
Qual è il vero problema?
«La debolezza della leadership politica della Nato e soprattutto la scarsa deterrenza nei confronti della Russia, vitale per l’esistenza dell’Alleanza. Ovvero, far capire a Putin che si fa sul serio. Se manca la deterrenza, si disintegra anche la Nato».
In questo senso, la Nato dovrebbe abbattere il prossimo jet russo che sfora volontariamente nei cieli …
LIVERPOOL – Sir Richard Shirreff, 69 anni, ex generale dell’esercito britannico e già vicecomandante della Nato in Europa, giorni fa ha scritto un articolo apocalittico, per cui l’Alleanza atlantica potrebbe perdere una possibile Terza Guerra Mondiale, contro Russia e Cina, in pochi giorni. Perché?
«Perché è una possibilità reale».
Ma la Nato è davvero così debole?
«Potenzialmente no, affatto. Anzi, potrebbe essere una potenza assoluta in chiave militare. Ma qualche settimana fa i russi con i loro droni hanno bucato i cieli della Polonia con enorme facilità, oltre a sforare con i jet in Estonia e altri Paesi».
Qual è il vero problema?
«La debolezza della leadership politica della Nato e soprattutto la scarsa deterrenza nei confronti della Russia, vitale per l’esistenza dell’Alleanza. Ovvero, far capire a Putin che si fa sul serio. Se manca la deterrenza, si disintegra anche la Nato».
In questo senso, la Nato dovrebbe abbattere il prossimo jet russo che sfora volontariamente nei cieli Nato?
«Assolutamente sì. Anzi, avrebbe dovuto farlo da tempo. La Russia ha lanciato una guerra ibrida contro l’Europa da almeno dieci anni, attraverso attacchi cyber, sabotaggi e omicidi all’estero, come quelli di Salisbury nel 2018. Putin capisce solo la lingua delle minacce. La Nato deve essere chiara con lui, dicendo: la prossima volta abbatteremo i jet russi».
Come fece la Turchia nel 2015?
«Esatto. Da allora, Putin non si è più azzardato a violare i confini di Ankara».
Secondo l’Institute for the Study of War, la Russia avrebbe reclutato 300mila nuovi militari in meno di nove mesi. Cosa mai vista prima.
«Di certo, Mosca ha bisogno di nuovi soldati, visto come vanno le cose in Ucraina. Ma, probabilmente, Putin vuole “testare” i confini della Nato anche altrove sul fronte orientale dell’Alleanza, come del resto anticipavo nel mio libro War with Russia, un generale lancia l’allarme, nel 2017. Mi fa piacere che molti altri ora si stiano svegliando…».
Prossime vittime saranno i Paesi Baltici e il corridoio di Suwalki, che spezzerebbe in due l’Alleanza atlantica?
«Possibile, perché collegherebbe direttamente l’enclave russa di Kaliningrad con la Bielorussia, alleata di Mosca. Idealmente anche la Romania. Ma la vittoria degli europeisti in Moldova ha complicato i piani di Putin».
Nel frattempo cosa possono fare la Nato e l’Occidente?
«Deterrenza a ogni livello. Non solo convenzionale e nucleare, ma anche nella guerra ibrida, cyber e asimmetrica. Ma serve la volontà politica per rendere la Nato insormontabile. Soprattutto da parte degli europei, visto che l’America di Trump è oramai un alleato inaffidabile. La Nato deve diventare europea e ha tutte le risorse per farlo».
Però Trump ora dice che l’Ucraina può riconquistare tutti i territori occupati dalla Russia.
«È un messaggio sibillino per disimpegnarsi dall’Europa e dire: fatti vostri».
La guerra tra Russia e Nato è inevitabile?
«No. Ma potremo evitarla solo se la Nato dimostrerà a Putin di essere inflessibile contro nuove incursioni di Mosca. Se invece l’Alleanza dimostrerà di essere penetrabile, Putin non si fermerà mai. Lo conferma l’errore enorme di Trump nel concedere il tappeto rosso allo zar in Alaska. I russi rispettano solo la forza. Lo conferma la storia. Come diceva Lenin: se entri nella carne, continui ad avanzare, ma se becchi un osso, tocca retrocedere».