Mediterraneo, area di alto rischio, a poco più di 150 miglia nautiche da Gaza, Dal ponte della Morgana
Ore 4.30, 150 miglia da Gaza
«Abbiamo visto l’esercito israeliano che sta arrivando e ci stiamo mettendo in posizione, non so quando potremmo tornare a comunicare. Gli israeliani sono avvicinati a due barche, non so quali, alla radio dicono che stanno facendo manovre pericolose davanti alla prua. Ci sono passate vicine, le abbiamo viste anche da qui»
Ore 7. 30, 130 miglia da Gaza
«Sono andati via, non si vede più nessuno. La paura c’è stata stanotte certo, ma anche la rabbia, il senso di impotenza, Gaza è così vicina, siamo in acque internazionali, non c’è ragione di dover avere paura. Non ci dovrebbe essere».
Ore 10.30. Morgana, 110 miglia da Gaza
«Continuiamo ad andare Gaza, siamo sempre più vicini. Adesso la tensione è scesa, però stanotte sì che c’era. L’esercito israeliano è imprevedibile, non si sa quanto l’intercettazione possa essere violenta, è normale avere paura che qualcu…
Mediterraneo, area di alto rischio, a poco più di 150 miglia nautiche da Gaza, Dal ponte della Morgana
Ore 4.30, 150 miglia da Gaza
«Abbiamo visto l’esercito israeliano che sta arrivando e ci stiamo mettendo in posizione, non so quando potremmo tornare a comunicare. Gli israeliani sono avvicinati a due barche, non so quali, alla radio dicono che stanno facendo manovre pericolose davanti alla prua. Ci sono passate vicine, le abbiamo viste anche da qui»
Ore 7. 30, 130 miglia da Gaza
«Sono andati via, non si vede più nessuno. La paura c’è stata stanotte certo, ma anche la rabbia, il senso di impotenza, Gaza è così vicina, siamo in acque internazionali, non c’è ragione di dover avere paura. Non ci dovrebbe essere».
Ore 10.30. Morgana, 110 miglia da Gaza
«Continuiamo ad andare Gaza, siamo sempre più vicini. Adesso la tensione è scesa, però stanotte sì che c’era. L’esercito israeliano è imprevedibile, non si sa quanto l’intercettazione possa essere violenta, è normale avere paura che qualcuno si faccia male. Anche se avere tante barche vicine fa sentire più sicuri, dà conforto perché è una comunità di persone che ha gli stessi ideali di giustizia e pace. Con loro vicino, la vastità e il buio del mare fanno meno impressione»
Ore 14.11, meno di 100 miglia da Gaza
«Adesso forse è la rabbia quella che più rimane. Abbiamo a bordo aiuti alimentari. Farina, pasta, riso. Nella Striscia servono ed è vicina, ma contro tutto quello che prevede il diritto internazionale, non possiamo avvicinarci. Siamo una flotta umanitaria, abbiamo il diritto di andare lì, portare aiuti. E non è vero che esistano canali più veloci e efficaci: una cosa è che gli aiuti arrivino, un’altra che vengano consegnati. A Genova, Music for peace ha coordinato una raccolta di 240 tonnellate di aiuti. Molti li abbiamo a bordo, gli altri non si riescono a consegnare: Israele blocca biscotti e miele perché sono troppo calorici»
Ore 16, superato il primo crossing point
«Durante l’ultimo collegamento mi hanno chiesto nuovamente cosa pensi quando sento la premier Meloni definirci irresponsabili. È una roba che non si riesce a concepire. Noi, questo gigantesco movimento che si è creato, si è preso sulle spalle la responsabilità di fare tutto quello che loro non hanno fatto per fermare un genocidio. La gente a Gaza sta morendo di fame. Il responsabile è il governo israeliano in spregio a qualsiasi norma del diritto umanitario e internazionale, totalmente irresponsabile il governo che lo permette.
Ore 19.30, 70 miglia da Gaza
«Le prime motovedette si stanno avvicinando. Il capitano dice che il radar ne batte 12»
Ore 19.55 , 68 miglia da Gaza
«Le vediamo, sono delle luci verdi all’orizzonte. Alla radio hanno comunicato che la Alma è stata intercettata. Non rispondono più»
Ore 20.18, 65 miglia da Gaza
«Ci stanno intercettando, ci sono diverse motovedette israeliane, noi siamo con il resto della flotta, adesso capiremo quando toccherà a noi. La Karma, la barca di altri con gli altri parlamentari, l’hanno già presa».